Riflessioni sull'amore secondo Storyteller's Eye

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Tenendo a precisare che quando leggerete in seguito sono pensieri nutriti da personale riflessione, risultato di studi didattici e autodidattici, mi accingo a spiegare in questa pagina la mia filosofia dell'amore. Bisogna però partire da un'altra parola, ovvero COMUNICAZIONE. Essa, nella sua essenza, è riconosciuta a livello mondiale come una delle qualità maggiori dell'uomo, ma si può considerare fattore più rilevante in termini di sopravvivenza del genere umano. Ma quindi: a cosa si deve l'origine della comunicazione e come si lega al concetto di amore? Partiamo da un semplice ragionamento. Aristotele nel IV secolo a.C.,secondo quanto affermato nella sua opera intitolata "La politica" viene definito"uomo- animale sociale". Gli esseri umani, secondo questa logica, tendono ad un processo di aggregazione di simili, formando nuclei per conseguenza diretta sempre più evoluti a partire dal più semplice aggregato famigliare, fino alle grandi città. Lo stesso Darwin afferma, a grandi linee, come ogni specie animale, uomo compreso, sia condotto alla scelta, puramente istintuale e a fini della sussistenza, di unirsi ai propri simili, garantendosi così il soddisfacimento dei bisogni primari attraverso una stretta collaborazione tra i membri dell’aggregato sociale. Ciò mi induce ulteriormente alla riflessione: ad esempio valutiamo il concetto di lavoro all'interno della società. Siamo propensi a pensare che il lavoro abbia come maggiore fine l’acquisizione di un salario più o meno soddisfacente ai propri bisogni primari, ignorando che questi venivano già soddisfati dai nostri avi senza necessariamente avere un lavoro. Il lavoro, a livello istintuale e non razionale, è nato al fine di garantire ancor di più la socializzazione, rendendo l'essere umano maggiormente forte di fronte alle difficoltà quotidiane.Deduciamo quindi che la comunicazione è nata per conseguenza necessaria al bisogno umano di aggregarsi ad una società, tanto quando il procacciarsi il cibo al fine di nutrirsi, o la ricerca di una fonte d’acqua per dissetarsi. La socializzazione è quindi un bisogno, perché senza sentirci parte di aggregato di simili, la vita dell’uomo finirebbe con l’estinguersi. La comunicazione era strumento che risolveva proprio questa mancanza nell'animo umano di sentirsi parte di una struttura, a livello istintuale, mentre come sappiamo questa per ragioni razionali, risolve il problema organizzativo. Quindi è chiara la causa primaria della comunicazione, ma questa come si lega all'amore? La comunicazione ha favorito la nascita degli aggregati sociali, uno dei bisogni dell'uomo, ma se da un lato la società è necessaria, per l'altro risulta negativa. Per vivere in un aggregato sociale sono necessarie regole, che da un punto di vista politico saranno le leggi, ma da un punto di vista etico si definisce morale , l’insieme di regolamenti attui a favorire lo sviluppo di una mentalità razionale nell'uomo. La ricerca di razionalità, si spinge così ben oltre al valore della civiltà, utili a favorire la stessa. imponendosi con una realtà distinta da una serie di caratteristiche retta da stereotipi.Nel corso dei secoli, nonostante siamo passati attraverso culture, subculture, movimenti dalla valenza politica e riconoscimenti di fondamenti, ancora esige nefasto lo scontro tra l'esigenza di far progredire la società razionalmente e il puro e semplice sentimento umano:da qui la creazione del tutto personale di un neologismo, diventato in seguito titolo del mio libro. "La Morale di Venere" infatti, sono poche parole in grado di fornire il concetto. Di per sé due termini in contrasto trovano insieme una valenza quasi spirituale, metafisica: la dea latina, dal corpo formoso e lo sguardo sensuale detta le sue leggi puramente istintuali e carnali, al punto tale da diventare valore morale per chiunque si trova immerso nel sentimento amoroso e passionale. Pensiamo a quel momento in cui dentro di noi si crea quella particolare condizione nel quale gli occhi si perdono ad osservare qualcosa, ma non stiamo semplicemente guardando qualcosa o qualcuno: la nostra mente viene completamente rapita da quella visione. La cosa ben più strana è che probabilmente non vediamo nemmeno il soggetto della nostra attenzione così come appare, ma piuttosto come la nostra mente ci suggerisce di vederlo. E poi quell'immagine diventa continua, monotona, sommessa certo, ma sempre presente e si perde ragione nella critica di quest’essere, che prende le sembianze della perfezione. Il suo peggior difetto diventa occhio e lacrime scultura della sua essenza. E la perfezione si perpetua dunque grazie al nostro lato più ingenuo e selvaggio, l’istinto, che il più delle volte trova dimora nel proprio cuore. Come se una particolare forza magnetica sconosciuta portasse costantemente questa perfezione nelle nostre menti. Ma ci sentiremo davvero appagati di questa immagine solo se questa diventerà il vero.L'amore nel suo manifestarsi è una libertà. Ovviamente la libertà fisica è importante, non lo nego, come pure quella mentale (la famosa libertà di pensiero o parola), ma perdere ciò che si ama, qualsiasi cosa essa sia, è la più grande perdita mai concepita dall'animo umano. Traggo queste conclusioni avvalendomi di alcune basilari informazioni prese in prestito dalla filosofia romantica. L’abbandono ormai definitivo dei vecchi canoni di pensiero, supportati dalla sola ragione e scienza, cedono il posto ad una filosofia che tiene conto anche degli aspetti secondari dell’uomo, ugualmente caratterizzanti. La sua natura è prima di tutto istinto, quindi passione, cuore? L’essenza stessa dell’uomo non è quindi ragione, ma
sentimento. La ragione è piuttosto uno strumento di cui si serve per dominare la parte più istintiva del sé. Egli vive tutta la vita di amore nelle sue forme più disparate. Per questo l’amore può essere concepito come "macro amore" (verso la società) e il "micro amore"(verso una singola persona), dove l’uno trae beneficio dall'altro, creando così quella che noi definiamo famiglia e quindi, civiltà. Tutti i problemi di una società, tutte quelle condizioni che regolano le relazioni umane, rappresentano una mancanza di amore. I problemi sociali sono definiti dalla perdita del sentimento amoroso.Se si riescono a regolare i rapporti sociali tra gli uomini, allora questo riuscirà a giovare anche sul singolo: gli uomini comprenderanno la normale necessità di amare e lasceranno amare a loro volta, creando così uno stato generale di benessere.Quindi giungo a conclusione: il vero bisogno primario, aldilà di quelli fondamentali, è l'amore, che per essere esercitato favorendo il benessere psichico, necessita di una società e della comunicazione.

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