SPECIALE VIAGGI: LE ANTICHE TRADIZIONI NATALIZIE POLACCHE (16 dicembre 2019)


Buonasera Lettori! Spero che abbiate passato questo weekend che ci ha divisi in serenità, nella tranquilla e accogliente atmosfera famigliare. Detto ciò con oggi ricominciano gli appuntamenti per l'evento natalizio di Storyteller's Eye, che come sapete, si completerà il 24 dicembre, giorno di Vigilia, con la mia personale "lettere a Babbo Natale", una riflessione sulla società e sugli aspetti più importanti nella vita. Inoltre, nonostante da Natale non ci sentiremo fino al nuovo anno, precisamente fino all'8 gennaio, un mercoledì, il mio lavoro continuerà, per portare sul blog nuovi e interessanti progetti. Ma adesso non mi dilungo oltre e mi dedico alla stesura dell'argomento di oggi. Infatti chi di voi ha avuto modo di leggere l'articolo introduttivo dell'evento natalizio, sa bene che si parlerà di tradizioni natalizie polacche.
Con il tempo è passato lo stereotipo che "Natale in Polonia" è un pò come dire "tradizione" e che ciò valga ormai per molte parti del mondo. Ma siamo davvero sicuri che la tradizione del Natale  provenga solo ed esclusivamente dalle usanze polacche? In realtà, dispiacendomi di smontare le certezze di qualcuno dedito alla lettura di questo post, non è affatto così. In Polonia, tutto ciò che verte intorno al simbolismo cristiano polacco è molto complesso, molto di più rispetto a quello cristiano condiviso dal resto del mondo. Le origini del Natale polacco sono davvero antichissime: il documento più antico della storia a parlare di ciò riporta la data 25 dicembre 354. La ricorrenza, secondo quanto affermato, sostituiva il più ancestrale " Compleanno dell'Invincibile Sole per celebrare il Dio Mitra", proveniente dalla cultura slava. Proprio per questo non di rado capita che i polacchi definiscano il Natale come "la Grande Festa" o "la Festa Nuziale", questo perchè in Polonia il 25 dicembre era il giorno santificato per celebrare i matrimoni. Secondo le usanze il ciclo di festività corre tra il 25 dicembre e il 6 gennaio, giorno dell'Epifania. Oggi giorno molte famiglie polacche iniziano i festeggiamenti in modo informale il 6 dicembre, per stimolare nei bambini una
sorta di "conto alla rovescia" nell'attesa che Babbo Natale porti loro i doni che desiderano. Un fatto davvero curioso della tradizione è che i preparativi iniziavano già alla fine dell'estate. Tutto ciò per noi è fuori dal nostro pensare, ma per i polacchi è diverso: raccolgono grosse ceste di funghi nei boschi vicini e frutti nei frutteti di famiglia, in modo tale da farli seccare e averli a disposizione per dicembre. Inoltre è importate fare scorta di miele, farina, noci, aringhe e carne di selvaggina. Questo non solo per avere le materie prime a disposizione, ma anche perchè il giorno della Vigilia è giorno di riposo per tutti. Anche il cibo per i festeggiamenti doveva essere già pronto entro il giorno precedente. Oltre agli aspetti più pratici, ve ne sono altri legati alla religione cristiana. Durante il periodo dell'Avvento, prima di iniziare la colazione, si svolgeva la messa rotate, ovvero la messa dell'alba. In alcune leggende popolari si dice che la messa rotate poteva iniziare all'11 novembre, giorno in cui si celebra San Martino. In questa data chiunque avesse debiti o altro li doveva estinguere entro quella data, per vivere quanto più serenamente il periodo natalizio. Anche la tradizione dell'albero di Natale, che siamo ormai abituati ad associare alla festività e alle tradizioni polacche, compare in Polonia molto tardi, tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Aspetto che invece esula dalla cristianità, ma tipica della tradizione polacca è che durante il periodo che corre tra la fine e l'inizio dell'anno, gli spiriti delle persone defunte della famiglia vegliavano sulle dimore in cui avevano vissuto e dove giacciono i loro cari.Ad aggiungersi alle tradizioni vere e proprie c'erano poi piccole credenze popolari, come la sfiga che si poteva ricevere associata al numero 13 nei posti a tavola, da evitare assolutamente, oggetti di ferro sotto il tavolo, ad esempio un'ascia o una falce, per scongiurare gli antichi presagi e altro simile.
Ultima curiosità che ha catturato la mia attenzione riguardo questo tema è l'origine del termine Vigilia. Viene ovviamente dalla parola polacca "Wigilia", termine che a sua volta ha origini latine. Sta a intendere l'azione di "mantenere la vigilanza", il servizio di guardia notturna.
Con queste parole concludo e vi auguro una buona serata e la buonanotte.


Sempre Vostra, Storyteller.


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