RIFLESSIONI DI NATALE: CONDIVIDERE CI RENDE ESSERI UMANI SAGGI (23 dicembre 2019)


Buonasera Lettori! Con questo post concludo ufficialmente tutti gli appuntamenti della rubrica RIFLESSIONI DI NATALE, in cui ogni volta ho portato un diverso argomento protagonista di queste giornate. Oggi infatti, per terminare questo ciclo di appuntamenti parleremo di un altro aspetto tipico, se non quello fondamentale, ovvero la condivisione, che a mio avviso, dovrebbe essere elemento fondante o meglio l'alter ego della famiglia. Prima di addentrarmi in questi contenuti ricordo che domani ci sarà l'ultimo appuntamento dell'evento a tema natalizio su Storyteller's Eye. Verrà infatti pubblicato un articolo di LIBERO PENSIERO contenente la mia personale lettera a Babbo Natale. Troverete al suo interno molta empatia e spunti per riflettere e sensibilizzare su temi importanti, nonché un resoconto dei successi e degli punti deboli di quest'anno passato insieme su Storyteller's Eye. Ma ora non mi dilungo oltre, iniziamo!
Parlare di condivisione, a Natale ma anche durante tutto il resto dell'anno, è fondamentale. Aiuta a vivere con estrema serenità ogni momento passato in compagnia. In qualche modo la condivisione ci distingue dall'animale, che per natura e soprattutto in vista degli ambienti ostili in cui vive, diventa egoista e incapace di pensare alle esigenze altrui. Ci porta ad un principio di civiltà. Natale è il giorno del "mettersi alla prova" da questo punto di vista: tante persone, un unico tavolo imbandito, tanti
discorsi e chiacchiere, a volte non proprio semplici da accettare. Spesso in queste occasioni ci capita di sopportare, ma non di condividere, azione ben più semplice e spontanea rispetto a quella citata precedentemente. La società probabilmente ci ha posto nella condizione di "scartare" ciò che è necessario per fini morali ed emotivi, in virtù di quelli sociali ed economici ovviamente. Ma a parte ciò condividere è un gesto bellissimo e tipicamente umano. Dividere ciò che abbiamo in abbondanza  con il prossimo accresce l'autostima e la felicità, ma dal mio punto di vista ci rende anche più intelligenti agli occhi della gente. Per discutere questo tema come sempre porto con me una citazione bellissima, oggi per mano del grande maestro Khalil Gibran. Cita le seguenti parole:


"Amatevi, ma non tramutate l’amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa. Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d’essere solo."


Ogni sua parola per me racchiude il fascino della poesia: per egli la condivisone è una manifestazione d'amore che non necessita la creazione di un legame. Dividere e stare insieme crea una sublime forma di felicità che colma lo spirito e si può manifestare nella divisione dei cibi, nei canti, nei balli. Nonostante l'uomo non crea un vero legame affettivo in questo caso non si sente solo, perchè insieme a lui ci sono persone che compiono i suoi medesimi gesti. E' inserito in una comunità. 
Con queste parole e con questa immagine di festa, auguro a tutti buona serata e buonanotte. Per gli auguri di buon Natale e buon anno rimando a domani.


Sempre Vostra, Storyteller.

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