martedì 26 novembre 2019

EMPATIA: IL BRUTTO ANATROCCOLO, UN MITO PER CREDERE IN NOI STESSI ( 26 novembre 2019)

Buonasera, Lettori! Oggi sul blog di Storyteller's Eye pubblico l'articolo con decisione a sondaggio
per la rubrica EMPATIA. In particolare parliamo di un mondo quanto mai stereotipato, ovvero quello delle favole. Da sempre questo genere letterario viene indirizzato ad un pubblico di minori, di bambini, ma spesso i significati intrinsechi che racchiudono posso suggerire spunti di riflessione anche per gli adulti. Di sicuro questo è il caso della storia del Brutto Anatroccolo, che può essere rivisto secondo i dettati della psicologia e in particolare del dominio del sè. Raccontare per filo e per segno i contenuti della favola è irrilevante, per i pochi che non conoscono le vicende descritte al suo interno, narra le vicende di questo povero cucciolo di "anatroccolo" che rispetto ai fratelli si vede brutto. Al raggiungimento della maggiore età, si nota in lui una significativa metamorfosi, che lo porterà ad essere esteticamente migliore dei fratelli. Solo a quel punto, in seguito alle dovute riflessioni e perifrasi narrative, il lettore scopre che la primitiva "bruttezza" di questo "anatroccolo" era dovuta al fatto che si trattava di un cucciolo di una specie differente. Si trattava infatti di un cigno, che per l'appunto, anche in fase di crescita è completamente differente per sembianze dall'anatra. Detto ciò il Brutto Anatroccolo è l'esempio di come nulla è impossibile, tutto può migliorare ed essere conforme alle nostre aspettative. Riprendendo un tema citato ieri il brutto anatroccolo della società può essere l'alter ego della donna\ uomo transessuale, una persona che non si accetta per ciò che è, che vuole risultare migliore in primis per se stessa, ma anche per l''immagine con cui si mostra agli altri. Il loro essere da cucciolo è l'immagine
dell'identità di genere che la biologia ha dato loro erroneamente, il cigno è la rappresentazione di ciò che raggiungono con il processo di transizione. Questo probabilmente è l'esempio più eclatante, nonché quello più evidente a livello fisico, ma ciò di cui parliamo in termini più generici è la piena consapevolezza del sè, ovvero la crescita graduale della propria autostima, qualsiasi sia il motivo che induce a questa crescita. Importante definire che per ogni "brutto anatroccolo" c'è la ricerca della propria individualità attraverso l'identificazione in un gruppo. Ad esempio la donna transessuale nasce biologicamente maschio, ma si riconosce nel gruppo "donna", vedendo differenza nel suo aspetto esteriore si crea il disagio e il crollo dell'autostima, che nel caso specifico è una vera è propria patologia definita con il nome di "Disforia di genere". Altro caso più semplice è il classico momento dell'invidia nel prossimo. Esempio mi trovo sul posto di lavoro, il mio collega porta a termine un incarico con successo e viene per questo elogiato dal capo. In me si crea un senso di invidia che presto, al ritorno a casa,ripensando all'accaduto diventa frustrazione. Il successo del mio collega diventa un mio insuccesso e ciò crea un abbassamento dell'autostima. Nello specifico c'è un altro tipo di identificazione errata: ovvero credere che il successo altrui sia il mio insuccesso. Questo è la lettura fra le righe, se vogliamo, della favola del brutto anatroccolo. Anche voi sapevate il significato nascosto della storia, oppure ignoravate tutto ciò di cui si parlava in questo articolo? Ora vi lascio con un caloroso saluto, a presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

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