martedì 18 giugno 2019

VIAGGI: SPECIALE STORIA DELLA STATUA DELLA LIBERTÀ (18 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L'articolo di questa sera è in realtà una storia, una nascita, un'origine, di qualcosa che conosciamo e forse abbiamo pure avuto modo di vedere con i nostri occhi, attraverso le scene di un film o passeggiando per le strade vicine al lungo in cui giace. Parleremo di un monumento, che alle spalle ha una fittissima e lunga trama, che grazie a questo articolo potremo conoscere, o semplicemente riportare alla mente, come un lontano ricordo che con il tempo abbiamo seppellito nei meandri della nostra conoscenza. E' l'icona simbolo di New York e dell'America, ovvero la Statua della Libertà. Già la sua origine è davvero bizzarra: si tratta infatti di un regalo che la Francia fece agli Stati Uniti in occasione del centenario della Dichiarazione d'Indipendenza. Siamo nel 1865: lo storico francese Édouard de Laboulaye, durante un banchetto tenuto alla Reggia di Versailles, propone e teorizza la realizzazione di un monumento da recapitare oltreoceano con lo scopo di consolidare una profonda alleanza tra lo stato francese e il novello stato americano. La proposta venne presto accettata e lo storico si rivolse allo scultore e amico Frédéric Auguste Bartholdi, affinché il progetto prendesse forma, diventando il monumento che noi oggi conosciamo. Pensò a realizzare la bozza di progetto e anche a reperire fondi e fornitori, affinché prima cominciare materialmente tutto fosse già pronto e organizzato. Bartholdi per i suoi disegni prese ispirazione dal modello romano classico della Libertas, ma anche dalla Iside di Delacroix, del dipinto noto come "La Libertà che guida il Popolo". Da quest'ultima diede alla statua il carattere della Ragione, colei che appunto porta la fiaccola, che con la sua luce illumina la strada da perseguire, "la strada che illumina il mondo". La figura che lo scultore disegna inoltre avrà una corona a sette punte, a rappresentanza dei sette continenti e dei sette mari del mondo. Una curiosità: il nome originale che in principio venne attribuito alla statua è  "La Libertà che illumina il mondo".
Nonostante l'esperienza pregressa che lo rese celebre, Bartholdi non era molto certo della struttura che reggeva la statua e del materiale che la componeva. Fu allora che chiese sostegno a Gustave Eiffel, colui che diede il nome alla storica torre di Parigi, per comprendere assieme a lui quale modifiche apportare. Eiffel allora realizzò una struttura in ferro flessibile. Con questo accorgimento avrebbe resistito a qualsiasi sollecitazione, forti venti, neve o altro senza subire danni, tenendo conto del luogo in cui sarebbe stato situato, nella baia del porto di New York. Inoltre venne deciso di rivestire la struttura con trecento fogli di rame uniti assieme. Questa infatti è la ragione per cui la vediamo di colore verde, colorazione tipica del processo di ossidazione del metallo in questione. I fondi, nonostante l'idea fosse dei francesi e quindi un regalo per gli americani, furono raccolti sia dagli uni che dagli altri, attraverso grandi esposizioni come quella di Parigi e quella di Philadelphia.
La fase di costruzione e realizzazione della statua avvenne presso la fonderia parigina di Gaget, Gauthier & Co. In seguito diventarono famosi per la distribuzione di piccole statuite rappresentanti il monumento. Proprio dal nome dell'azienda produttrice "Gaget", nacque il termine e la moda dei "gadgets". Uno dei maggior sostenitori americani del progetto fu  Joseph Pulitzer: lanciò infatti una raccolta fonda, accolta positivamente in primis dai progressisti americani e dal quale ottene ben 102 mila dollari. Una curiosità fu che, proprio per arrivare in America, la statua fu divisa in 350 pezzi e riposta in 214,  a bordo del piroscafo francese Isère. Arrivò nella baia dell'Hudson il 17 giugno 1885, gloriosamente accolta con un colpo di cannone lanciato dalla Marina America. Il suo montaggio terminò il 28 ottobre del 1886.

Sempre Vostra, Storyteller.

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