mercoledì 19 giugno 2019

VIAGGI: LA BATTAGLIA DI FRIEDLAND.(19 giugno 2019)

Buonasera Lettori! Ci ritroviamo questa sera sul blog per un nuovo appuntamento della rubrica VIAGGI, programmato per la settimana scorsa e che a causa di un'imprevisto, ve ne parlerò oggi.
Devo fare una piccola e personale considerazione: nonostante fossi già a conoscenza del contenuto dell'articolo, vado sempre a dare uno sguardo su Google, per valutare curiosità apprezzabili da aggiungere. Ho notato che nel caso specifico le informazioni reperibili in merito sono molto scarse e che pochi sono i siti che si sono cimentati a trattare questo argomento. Motivo per cui, a maggior ragione lo farò io, sempre felice di portare riflessione e conoscenza senza la pretesa di costruire qualcosa di troppo accademico. Inoltre, anche in questo caso, nonostante il personaggio storico che ne fa parte, Napoleone appunto, poco si parla sui libri di storia di questa battaglia, rispetto ad altre maggiormente affrontate, come ad esempio quella che la precedette nel periodo delle vicende napoleoniche prussiane, ovvero la Battaglia di Jena.
La battaglia si svolse in territorio russo, a Kaliningrad, all'epoca Königsberg, il 14 giugno 1807. Protagonisti avversari della vicenda furono la Grande Armata francese e l'esercito russo, sotto la guida del generale  Levin August von Bennigsen. Ma come andarono le cose effettivamente?
Il 13 giugno del 1807 le truppe del generale Bennigsen stanno attraversando il fiume Saale, pronti a schierarsi in battaglia. Il campo sul quale si sarebbe svolto il combattimento tra le due fazioni si estendeva tra le località di  Herichsdorf, Posthenen e Friedland. Tra essi scorreva il fiume Alle. Mentre l'esercito russo accumulava alleanze, Napoleone e il suo esercito giungevano dove era previsto. Parte dell'esercito francese, capitanato dal generale Grouchy, venne fermato prima del suo arrivo sul campo di battaglia dai russi, verso le ore 6 del mattino. Al contrario, la parte dell'esercito gestito da Napoleone giunse a
destinazione a mezzogiorno. Buonaparte, incurante che alcuni fazioni gestite da altri generali non fossero ancora arrivate, sferrò un attacco ai russi, con un manipolo di soli 80.000 soldati. Nonostante tutto ciò venne visto dai generali francesi come una follia, Napoleone fece un'osservazione del territorio e sfruttò alcune considerazioni a suo vantaggio: notò che il generale Bennigsen aveva schierato il suo esercito fra due fiumi, l'Alle e il Saale, con quest'ultimo alle loro spalle. Decise quindi di attaccare da destra, costringendo il nemico a battere ritirata sul ponte di Friedland. Intanto dal lato opposto vi sono alcune divisioni russe pronte a difendersi, grazie all'utilizzo dell'artiglieria pesante, portando i loro avversare a cedere. Nonostante volessero offrire il loro sostegno, le truppe di Bennigsen, non raggiusero i francesi a causa delle grandi nubi di fumo create dagli esplosivi. A quel punto Napoleone tenta un nuovo attacco da parte di una delle fazione dell'esercito. Fruttando le sue conoscenze in merito alla strategia bellica le truppe napoleoniche attaccarono l'esercito russo spingendolo verso il fiume. La ritirata era impossibile da definire, proprio a causa dell'ostacolo e i soldati di Bennigsen vennero decimati. Il generale russo, che non voleva rassegnarsi all'evidente sconfitta, provò un'ultimo disperato attacco nella zona periferica di Friedland contro la fanteria francese, ma senza grande successo. Bennigsen, giunta ormai la sera, riuscì a ritirarsi con i pochi uomini sopravvissuti, utilizzando un guado, dato che alcun ponte erano rimasto in piedi. Fu allora che, il 7 luglio, lo Zar Alessandro I e Napoleone Buonaparte firmarono il famoso Trattato di Tilsit.

Sempre Vostra, Storyteller.

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