martedì 11 giugno 2019

VIAGGI: LA BATTAGLIA DI CAMPALDINO (11 giugno 2019)

Buonasera Lettori! Questa sera ho deciso di raccontarvi le vicende dell'arte bellica, una storia di sangue, d'armi e di giovani valorosi che con coraggio si sfidarono sul cambio di battaglia, per decidere le sorti della loro patria. Siamo nel lontano 11 Giugno del 1289, nella piana alluvionale dell’alto Casentino, estesa sulla riva sinistra dell’Arno. Qui giacciono ormai schierati i Guelfi, storici membri di una delle due principali fazioni politiche del Basso Medioevo. Voglio sorprendere i loro avversarvi con una tattica bellica, per certi aspetti contestabile. Hanno intenzione di passare per il Passo della Consuma, un tragitto montano molto pericolo. In questo modo sarebbe ugualmente giunti ad Arezzo, senza scendere il Valdarno, il tragitto per semplice, ma pure il più prevedibile. Ad Arezzo l'esercito avversario li attendeva, consci della propria inferiorità numerica, ma anche delle maggiori capacità di combattimento, grazie ad un faticoso e sudato addestramento militare. Una volta che entrambi gli eserciti furono nel luogo destinato, gli aretini invitano i Guelfi ad iniziare, con il famoso metodo del guanto: un aretino veniva incaricato di portare un guanto nell'accampamento
avversario, invitando questo ad iniziare lo svolgimento della battaglia. I fiorentini accettarono presto la sfida, schierando le truppe di soldati in file di tre e lasciando ai lati i fanti muniti di grandi scudi. Anche gli avversari si disposero a file di tre, mettendo davanti i fenditori a cavallo, poi la cavalleria semplice ed infine i fanti. Come avevano precedentemente progettato i ghibellini colpirono immediatamente al centro dello schieramento, la zona più forte, con lo scopo di spezzare le file. Il colpo fu violentemente percepito dai guelfi, che riuscirono però a riformare le file e a generare un contro attacco. Fu grazie al l'azione del fiorentino Corso Donati, che i ghibellini ricevettero il colpo di grazia, attaccando con le sue truppe al fianco.
Il comandante del fronte aretino Guido Novello, visti il progresso della battaglia, batté ritirata, tornando al suo castello. In breve i ghibellini ammisero la sconfitta e si ritirarono tra le mura di Arezzo, approfittando del forte temporale che riversava sulla città. Nonostante il netto contrasto ottenuto, questa battaglia risultò un evento di passaggio che non mise a tacere l'ostinata lotta tra Guelfi e Ghibellini. Oggi l'evento è ricorda grazie ad un monumento, una colonna eretta nel 1921, posta sulla strada statale, al bivio verso Pratovecchio. Si ricorda infatti che lo stesso Dante Alighieri, sommo poeta ne fu partecipe come fenditore dello schieramento guelfo.

Sempre Vostra, Storyteller.

Nessun commento:

Posta un commento

POST ORDINARIO: SEGNALAZIONE PROGETTO "DIPTHYCHA" (11 luglio 2019)

Buon pomeriggio Lettori! Nonostante la mia assenza di questi giorni, non ho comunque rinunciato a portare avanti il ciclo di segnalazioni ...