lunedì 24 giugno 2019

LIBERO PENSIERO: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA TORTURA E LA DROGA ( 24 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L'articolo di questa sera è come accade spesso in questa rubrica, abbastanza delicato e proprio  per questa ragione desidero affrontarlo con voi, con questo particolare format. Non so chi di voi ne sia a conoscenza, spesso sono aspetti che si danno per scontato, ma il 26 di giugno è la Giornata Mondiale sia contro la tortura, sia contro l'abuso e il traffico delle droghe. Si tratta di due realtà presenti da molto tempo. La prima fu indetta nel lontano 1987 e la seconda nel 1997. Entrambe il 26 giugno ed entrambe grazie all'ONU, uno dei principali enti, che si occupa di problematiche sociali di ogni genere. Oggi moltissime associazioni minori, sostengono fortemente queste giornate, organizzando sul territorio italiano, manifestazioni ed eventi di ogni tipo, vedi ad esempio Amnesty,  che si sta occupando della diffusione di idee alla base di queste giornate.
Sono realtà che non vanno solo condivise o appoggiate. Si tratta di qualcosa da integrare nel proprio stile di vita e da far proprio. Descrivere ogni aspetto che caratterizza le seguenti giornate sarebbe inutile, infatti mi limiterò a illustrare il mio punto di vista in merito. Per quanto io apprezzo il lavoro, compiuto con costanza dalle associazioni o dalla stessa ONU, trovo che da troppo tempo si stia perdendo il senso dell'umanità e del rispetto sociale, e questo perché la campagna di sensibilizzazione a volte è  molto limitata. Le persone, parte di una società civile, compiono l'azione, a mio parere, in maniera priva di logica, senza rendersi realmente partecipi a questi eventi e senza considerare il problema nel corso della vita quotidiana. Non si da peso a quanto la piaga della droga sia ancora forte, soprattutto fra i più giovani, e quante vittime miete tutt'ora. Stessa cosa per quanto concerne il tema della tortura. Molte persone vengono rapite, tenute in ostaggio e vengono torturate per ogni ragione, in primis motivi politici e religiosi. Soprattutto quando pensiamo alle torture, pensiamo a qualcosa che
riguarda la storia, che sia quindi da considerarsi tema concluso, vedi come esempi classici i campi di lavoro e di sterminio nazisti o stalinisti. Ma la realtà è ben diversa. Inoltre, parlando di droga, spesso sentiamo al telegiornale di ragazzi morti di overdose, magari proprio durante una serata passata all'insegna del divertimento. Bisogna essere più sensibili a volte. Inscenare eventi e  manifestazioni senza riflettere sulla ragione della  sua realizzazione, è probabilmente stupido. L'azione migliore che un'associazione possa compiere, in ogni parte del mondo, è diffondere attraverso seminari e conferenze la sensibilizzazione, affinché nessuno possa lasciare per scontato o compiere gesti poco ragionati, a discapito di sé stessi, dei propri cari e della società. Questo è l'obbiettivo principe. A volte si pensa che una manifestazione porta a condividere un dogma, un'affermazione che socialmente ti dicono di perseguire, perchè "è giusto", ma questo è sbagliato. Dietro a quel 26 giugno del 1987 e del 1997 c'è la forza di persone che realmente credevano in tutto ciò, alla possibilità del cambiamento, dando la speranza di un futuro migliore. Io non sono nessuno, se non una semplice blogger e amante della scrittura, piena di sogni e di progetti, ma se fossi padrona dei Social con numeri incredibili di follower, userei i famosi hashtag per diffondere un messaggio, che nel contesto sociale odierno avrebbe molta importanza, ovvero "non banalizzare", "non dare per scontato". Solo  allora, quando il messaggio sarà fatto proprio dalla società, avrà senso parlare di manifestazioni, con lo stesso spirito di un Gandhi o di un Mandela. Solo allora tutti coloro che scenderanno per le strade per gridare, grideranno un messaggio e non un dogma.


Sempre Vostra, Storyteller.

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