venerdì 28 giugno 2019

POST ORDINARIO: SEGNALAZIONE PROGETTO "DIPTHYCHA" (28 giugno 2019)


Buon pomeriggio Lettori! Scusandomi fin da subito per il ritardo di pubblicazione dell'articolo rispetto all'ora definita attraverso i post sui social, sono felice di dedicare di nuovo un pò del mio tempo a quello che ormai sta diventando un piacevole appuntamento a cadenza settimanale (per altro molto apprezzato da voi lettori). Ovviamente parlo del progetto di "Dipthycha", una meravigliosa esperienza poetica, oserei dire, diretta e creata da Emanuele Marcuccio e da numerosi colleghi. Del progetto sono attualmente stare realizzate quattro volumi. La lettura di oggi è un dittico composto dalla sinergia di Emanuele e della poetessa Grazia Tagliente. Vi auguro buona lettura e a presto.

“Alba della mia città” / “Paesaggio”[1]

Dittico poetico ‘a due voci’[2] di Grazia Tagliente e Emanuele Marcuccio
Con commento di Luciano Domenighini



ALBA DELLA MIA CITTÀ[3]


Guardingo chiarore all’orizzonte
a lenti passi panorama cinge,
schivo bagliore d’azzurro
occhi lusinga a ignare dimore intorpidite
in spazio antelucano ancora assopite.

Rapide vedute di serena calma apparente
lento scorrere breve di tempo sospeso
tra sonno vagante e frenesia incalzante.

Prim’assaggio di timido tepore
spinge inerte muto notturno torpore,
pulviscolo di fruscio d’ali il vento solleva
muovendo a pacato calore sguardi e cuori
di solitari sparuti osservatori.

Una foglia di notturno ancora vestita
tiene a sé stretto soffio illusorio di vita,
lenta svolazza tra un grigio freddo selciato
e il mattone d’un muro crollato.

E con intrepido palpito d’infondata allegria
la sua fragile essenza domina per la via,
illumina il breve attimo di vita mesta
d’uno scenario pigro non del tutto desto.

Paesaggio pregno d’ore sonnolente e stagne
eppure, come ogn’alba, speranzoso e palpitante.


16 aprile 2014

Grazia Tagliente





PAESAGGIO[4]


Verdi alture frondose,
alpestri monti,
onde che si rincorrono
svettanti nell’azzurro mare,
che s’infrangono fragorose
su per la scogliera,
che si gettano a volo
in limpide cascate:
acqua pura e limpida,
fresca grazia luminosa,
natura viva e rigogliosa.
Alberati recessi luminosi,
solitarie rive, remoti monti
si espandono generosi,
e sprizzano vapori porporini
e fiammeggianti scintillano.


19-20 ottobre 2000

Emanuele Marcuccio



C’è una parola di reticenza, a ogni strofa, un segnale di cautela in questo “mattutino urbano” di Grazia Tagliente (“Guardingo chiarore”, “schivo bagliore”, “serena calma apparente”, “pacato calore”, “soffio illusorio di vita”, “infondata allegria”, “ore sonnolente e stagne”) e solo il distico di congedo presenta una coppia di aggettivi vitali e ottimistici (“Paesaggio [...] speranzoso e palpitante”).
In sei strofe di varia misura la poetessa descrive con dovizia di sfumature l’atmosfera intorpidita e sospesa dell’ora del corale risveglio, alternando abilmente pennellate descrittive del giorno nascente sulla città a notazioni sensitive e psicologiche dell’umanità che la popola. I versi sono lunghi e doppi di varia misura.
Da rilevare il gioco frammentato, quasi occasionale delle rime, in genere baciate, due volte spurie (“apparente-incalzante”, “mesta-desto”) e interne sulla prima strofa (“Guardingo chiarore-schivo bagliore”) poi riprese a fine verso sull’allitterante distico iniziale della terza (“tepore-torpore”).
È un tessuto metrico vario, sporadico, mobile, disuguale ma indubbiamente efficace.
Per contro, in “Paesaggio” di Marcuccio si palesa lo sbalzo luminoso e nitido dell’antica poesia mediterranea, la diretta e lampante semplicità dei Lirici Greci.
È rigogliosa, mobilissima e multicolore, tutta immersa nella luce del giorno, quest’inebriante e gioiosa descrizione della costa isolana e del suo mare.
La generosa sequenza di sostantivi (“alture, alpestri monti, azzurro mare, scogliera, cascate, acqua, grazia, alberati recessi, solitarie rive, remoti monti, vapori porporini") e di aggettivi (“frondose, alpestri, fragorose, limpide, pura, limpida, fresca, luminosa, viva, rigogliosa, luminosi, fiammeggianti”) e la carica dinamica delle forme verbali (“si rincorrono”, “svettanti”, “s’infrangono”, “si gettano”, “si espandono”, “sprizzano”, “scintillano”) danno luogo a una ridondanza verbale festosa ed entusiasmante. [5]


Luciano Domenighini

Note

[1] Dittico a due voci proposto dal poeta Emanuele Marcuccio, ideatore e curatore del progetto poetico “Dipthycha”, edito con commento di Luciano Domenighini, in AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, TraccePerLaMeta, 2015.
[2] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione ‘a due voci’ dal poeta e aforista Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. A scopo benefico sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici ‘a due voci’, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016).
[3] Grazia Tagliente, in AA.VV., Dodicesimo incontro nazionale di “Autori e amici di Marzia Carocci”, TraccePerLaMeta, 2014.
[4] Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC, 2009, p. 95.
[5] Luciano Domenighini, in AA.VV., Dipthycha 2, TraccePerLaMeta, 2015.

Sempre Vostra, Storyteller.



1 commento:

  1. Iniziava nel 2014 con questo dittico a due voci la partecipazione della poetessa amica Grazia Tagliente al caro progetto di poesia "Dipthycha", allora preparavo la bozza del secondo volume che sarebbe poi uscito nel gennaio 2015 mentre adesso rimango in attesa dell'impaginato del quarto volume del progetto. Ringrazio per lo spazio settimanale riservato a "Dipthycha" e grazie ancora ai tanti poeti partecipanti, senza il loro prezioso apporto nessun progetto "Dipthycha" sarebbe nato. Tutto si sarebbe risolto, con tutto il rispetto, nelle tante antologie poetiche di autori vari; con questo progetto ho cercato di fare una non solita e non facile antologia poetica.
    Buone letture!

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