venerdì 28 giugno 2019

I FATTI DI CRONACA: IL RUOLO DELLA DONNA NEL MONDO LAVORATIVO, DALLA PRIMA LAUREA FEMMINILE AD OGGI. (28 giugno 2019)


Buonasera cari lettori e ben trovati con l’articolo della rubrica I FATTI DI CRONACA.
L’argomento che oggi andrò ad esporvi è molto sentito nella nostra vita quotidiana e riguarda tematiche non facili da trattare. La difficoltà, lo dico chiaramente, risiede nel fatto che lo si potrebbe declinare in tante sfumature diverse. Per questo motivo ho preferito ripiegare su una trattazione dai toni generici e particolarmente semplificati, in modo da farvi ben comprendere i punti fondamentali della questione.
Detto ciò, iniziamo oggi questo nostro dialogo soffermandoci sulla figura di una donna che, forse più di altre, rappresenta un modello a cui ci si potrebbe ispirare. Una donna che, con il suo talento, ha soverchiato il sistema di oppressione e sottomissione del genere femminile che un tempo vigeva: Bettisia Gozzadini.
Bettisia nasce a Bologna, nel 1209, e sin da piccola si distinse per il suo acume e per la sua intelligenza, doti che le valsero la carica di docente di giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Secondo le fonti che ci sono pervenute, è considerata a tutti gli effetti la prima donna al mondo ad aver avuto un insegnamento universitario. Allo stesso modo potremmo citare Elena Lucrezia Cornara, nata a Venezia nel 1646. Essa fu infatti la prima donna al mondo a ottenere un dottorato. La lista potrebbe solo continuare. Si tratta di donne che sono andate contro le usanze e i costumi del loro tempo, che imponevano ad essa il ruolo di madre e di moglie, dimostrando al contrario di essere particolarmente capaci, e quindi alla pari se non addirittura superiori agli uomini dell’epoca.
Il desiderio di libertà, di avere gli stessi diritti e gli stessi privilegi degli uomini hanno fomentato, nel corso della storia, focolai di rivolta contro un regime, uno stile di vita, che le donne non avevano scelto, ma a cui dovevano sottomettersi senza possibilità alcuna di ribellarsi.
I tempi oggi, fortunatamente, sono ampiamente mutati e il ruolo della donna nella famiglia, nella società e anche nel mondo del lavoro è stato completamente rivalutato. Ad esse sono riconosciute le stesse opportunità dell’uomo ( anche se in alcune parti del mondo le cose funzionano diversamente ), gli stessi diritti e gli stessi doveri; e tutto questo grazie alla determinazione e al sacrificio che le donne hanno deciso di portare avanti, grazie al coraggio di dire basta e di ribellarsi agli stereotipi sociali vigenti, cambiando così,  il corso della storia.
Mi rendo conto che il discorso intrattenuto possa risultare troppo generale, tuttavia la considero una premessa fondamentale per affrontare il tema in un contesto storico e sociale molto più ampio. Ho infatti intenzione di pubblicare, nei prossimi giorni, due articoli di approfondimento incentrati sul ruolo della donna, mettendo a confronto il mondo e la cultura occidentale con quello orientale. Le date vi saranno comunicate al più presto attraverso i quotidiani post ordinari e tramite social.
Detto ciò spero che l’articolo vi sia piaciuto, vi auguro un buon prosieguo di serata. A presto!

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: SEGNALAZIONE PROGETTO "DIPTHYCHA" (28 giugno 2019)


Buon pomeriggio Lettori! Scusandomi fin da subito per il ritardo di pubblicazione dell'articolo rispetto all'ora definita attraverso i post sui social, sono felice di dedicare di nuovo un pò del mio tempo a quello che ormai sta diventando un piacevole appuntamento a cadenza settimanale (per altro molto apprezzato da voi lettori). Ovviamente parlo del progetto di "Dipthycha", una meravigliosa esperienza poetica, oserei dire, diretta e creata da Emanuele Marcuccio e da numerosi colleghi. Del progetto sono attualmente stare realizzate quattro volumi. La lettura di oggi è un dittico composto dalla sinergia di Emanuele e della poetessa Grazia Tagliente. Vi auguro buona lettura e a presto.

“Alba della mia città” / “Paesaggio”[1]

Dittico poetico ‘a due voci’[2] di Grazia Tagliente e Emanuele Marcuccio
Con commento di Luciano Domenighini



ALBA DELLA MIA CITTÀ[3]


Guardingo chiarore all’orizzonte
a lenti passi panorama cinge,
schivo bagliore d’azzurro
occhi lusinga a ignare dimore intorpidite
in spazio antelucano ancora assopite.

Rapide vedute di serena calma apparente
lento scorrere breve di tempo sospeso
tra sonno vagante e frenesia incalzante.

Prim’assaggio di timido tepore
spinge inerte muto notturno torpore,
pulviscolo di fruscio d’ali il vento solleva
muovendo a pacato calore sguardi e cuori
di solitari sparuti osservatori.

Una foglia di notturno ancora vestita
tiene a sé stretto soffio illusorio di vita,
lenta svolazza tra un grigio freddo selciato
e il mattone d’un muro crollato.

E con intrepido palpito d’infondata allegria
la sua fragile essenza domina per la via,
illumina il breve attimo di vita mesta
d’uno scenario pigro non del tutto desto.

Paesaggio pregno d’ore sonnolente e stagne
eppure, come ogn’alba, speranzoso e palpitante.


16 aprile 2014

Grazia Tagliente





PAESAGGIO[4]


Verdi alture frondose,
alpestri monti,
onde che si rincorrono
svettanti nell’azzurro mare,
che s’infrangono fragorose
su per la scogliera,
che si gettano a volo
in limpide cascate:
acqua pura e limpida,
fresca grazia luminosa,
natura viva e rigogliosa.
Alberati recessi luminosi,
solitarie rive, remoti monti
si espandono generosi,
e sprizzano vapori porporini
e fiammeggianti scintillano.


19-20 ottobre 2000

Emanuele Marcuccio



C’è una parola di reticenza, a ogni strofa, un segnale di cautela in questo “mattutino urbano” di Grazia Tagliente (“Guardingo chiarore”, “schivo bagliore”, “serena calma apparente”, “pacato calore”, “soffio illusorio di vita”, “infondata allegria”, “ore sonnolente e stagne”) e solo il distico di congedo presenta una coppia di aggettivi vitali e ottimistici (“Paesaggio [...] speranzoso e palpitante”).
In sei strofe di varia misura la poetessa descrive con dovizia di sfumature l’atmosfera intorpidita e sospesa dell’ora del corale risveglio, alternando abilmente pennellate descrittive del giorno nascente sulla città a notazioni sensitive e psicologiche dell’umanità che la popola. I versi sono lunghi e doppi di varia misura.
Da rilevare il gioco frammentato, quasi occasionale delle rime, in genere baciate, due volte spurie (“apparente-incalzante”, “mesta-desto”) e interne sulla prima strofa (“Guardingo chiarore-schivo bagliore”) poi riprese a fine verso sull’allitterante distico iniziale della terza (“tepore-torpore”).
È un tessuto metrico vario, sporadico, mobile, disuguale ma indubbiamente efficace.
Per contro, in “Paesaggio” di Marcuccio si palesa lo sbalzo luminoso e nitido dell’antica poesia mediterranea, la diretta e lampante semplicità dei Lirici Greci.
È rigogliosa, mobilissima e multicolore, tutta immersa nella luce del giorno, quest’inebriante e gioiosa descrizione della costa isolana e del suo mare.
La generosa sequenza di sostantivi (“alture, alpestri monti, azzurro mare, scogliera, cascate, acqua, grazia, alberati recessi, solitarie rive, remoti monti, vapori porporini") e di aggettivi (“frondose, alpestri, fragorose, limpide, pura, limpida, fresca, luminosa, viva, rigogliosa, luminosi, fiammeggianti”) e la carica dinamica delle forme verbali (“si rincorrono”, “svettanti”, “s’infrangono”, “si gettano”, “si espandono”, “sprizzano”, “scintillano”) danno luogo a una ridondanza verbale festosa ed entusiasmante. [5]


Luciano Domenighini

Note

[1] Dittico a due voci proposto dal poeta Emanuele Marcuccio, ideatore e curatore del progetto poetico “Dipthycha”, edito con commento di Luciano Domenighini, in AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, TraccePerLaMeta, 2015.
[2] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione ‘a due voci’ dal poeta e aforista Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. A scopo benefico sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici ‘a due voci’, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016).
[3] Grazia Tagliente, in AA.VV., Dodicesimo incontro nazionale di “Autori e amici di Marzia Carocci”, TraccePerLaMeta, 2014.
[4] Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC, 2009, p. 95.
[5] Luciano Domenighini, in AA.VV., Dipthycha 2, TraccePerLaMeta, 2015.

Sempre Vostra, Storyteller.



martedì 25 giugno 2019

NUOVO POST: SEGNALAZIONE PROGETTO "CHICCO D'ANIMA" (25 giugno 2019)

Buonasera Lettori! Con questo articolo, spostato da appuntamento pomeridiano a serale, pubblicherò un nuovo progetto che ho intenzione di segnalarvi. Parleremo infatti dell'autrice Gioia Lomasti e della sua raccolta poetica, dal titolo " Chicco d'Anima". Non tratterrò l'argomento ulteriormente, conscia che l'autrice ve lo illustrerà in modo migliore attraverso il suo comunicato stampa, che mi è stato gentilmente inviato tramite mail pochi giorni fa. Ringraziandola ancora, nella speranza di vedere presto sul blog altri articoli frutto di una collaborazione, vi lascio alla lettura.

CHICCO D'ANIMA DI GIOIA LOMASTI
Esce il 7 Marzo 2019 Chicco d'Anima nuova emozione poetica di Gioia Lomasti. L'opera a cura di Gioia Lomasti & Marcello Lombardo, edizioni Youcanprint è nei due formati E-Book e in versione cartacea sui migliori Store su web e in libreria.
Gioia Lomasti presenta così il suo nuovo libro. Ogni progetto racconta una storia, sprigiona emozioni e tra le pagine del tempo vive. In pochi tratteggi ho voluto raccogliere questo nostro lungo viaggio, in cui con la parola fine non si determina il nostro addio, ma un fondamento."Luce di sguardo, calore del tempo, fasciati d'oro e posati mio cuore". Chicco d'Anima è dedicato al suo piccolo amico. L'opera apre con una lirica della poetessa Gioia Lomasti presente nella sua prima raccolta Passaggio a lui dedicata. Tutti i proventi sono devoluti per progetti a favore degli Animali - per approfondimenti è stata creata una pagina fan su Facebook CHICCO D'ANIMA. Il sentimento che accompagna i suoi scritti emana luce e cuore nel cammino della poesia. La scrittrice e poetessa Gioia Lomasti nasce a Ravenna, è promotrice di scrittura e cura la rassegna stampa presso vetrinadelleemozioni.com, è articolista per diverse testate dedite alla cultura e cura le puntate radio in vetrina delle emozioni su radio Sonora dove presenta autori e cantautori. Ha diretto collane editoriali dedite alla poesia, prosa e narrativa, direzione di antologie autori vari, ed è curatrice editoriale per numerose opere di singoli autori ponendo in risalto autori emergenti di talento. Opera nel sociale, crede nel valore dell'amicizia, fonte di vita e condivisione. Ha all'attivo diverse pubblicazioni personali e in co-partecipazione in prosa e poesia. Quest'ultimo libro come i suoi precedenti è immagine di impegno per il sostegno di progetti benefici.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DI OGGI ( 25 giugno 2019)

Buon pomeriggio, Lettori! Con questo breve post vi informo sul programma di oggi. Prima di procedere vi ricordo, qualcosa non fosse ancora stato fatto, di votare il sondaggio presente nel Gruppo Facebook di Storyteller's Eye, per la rubrica I FATTI DI CRONACA. Le opzioni le trovate anche pubblicate sul blog, per chi non avesse Facebook e volesse esprimere la propria opinione, nel post ordinario di lunedì 24 giugno, ovvero ieri. Lo trovate subito prima dell'articolo di ieri sera di LIBERO PENSIERO, in fondo alla home. Parliamo dunque del programma di oggi. La segnalazione di oggi, di solito in fascia pomeridiana h.17.00, diventerà programma serale, in mancanza di altri articoli programmati, h.21.00. La segnalazione è dedicata all'autrice Gioia Lomasti e alla sua opera. La ringrazio tempestivamente per avermi gentilmente fornito il comunicato via email e per la sua disponibilità in questo progetto e in quelli prossimi. Per ora vi saluto e vi auguro una piacevole giornata.

Sempre Vostra, Storyteller.

lunedì 24 giugno 2019

LIBERO PENSIERO: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA TORTURA E LA DROGA ( 24 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L'articolo di questa sera è come accade spesso in questa rubrica, abbastanza delicato e proprio  per questa ragione desidero affrontarlo con voi, con questo particolare format. Non so chi di voi ne sia a conoscenza, spesso sono aspetti che si danno per scontato, ma il 26 di giugno è la Giornata Mondiale sia contro la tortura, sia contro l'abuso e il traffico delle droghe. Si tratta di due realtà presenti da molto tempo. La prima fu indetta nel lontano 1987 e la seconda nel 1997. Entrambe il 26 giugno ed entrambe grazie all'ONU, uno dei principali enti, che si occupa di problematiche sociali di ogni genere. Oggi moltissime associazioni minori, sostengono fortemente queste giornate, organizzando sul territorio italiano, manifestazioni ed eventi di ogni tipo, vedi ad esempio Amnesty,  che si sta occupando della diffusione di idee alla base di queste giornate.
Sono realtà che non vanno solo condivise o appoggiate. Si tratta di qualcosa da integrare nel proprio stile di vita e da far proprio. Descrivere ogni aspetto che caratterizza le seguenti giornate sarebbe inutile, infatti mi limiterò a illustrare il mio punto di vista in merito. Per quanto io apprezzo il lavoro, compiuto con costanza dalle associazioni o dalla stessa ONU, trovo che da troppo tempo si stia perdendo il senso dell'umanità e del rispetto sociale, e questo perché la campagna di sensibilizzazione a volte è  molto limitata. Le persone, parte di una società civile, compiono l'azione, a mio parere, in maniera priva di logica, senza rendersi realmente partecipi a questi eventi e senza considerare il problema nel corso della vita quotidiana. Non si da peso a quanto la piaga della droga sia ancora forte, soprattutto fra i più giovani, e quante vittime miete tutt'ora. Stessa cosa per quanto concerne il tema della tortura. Molte persone vengono rapite, tenute in ostaggio e vengono torturate per ogni ragione, in primis motivi politici e religiosi. Soprattutto quando pensiamo alle torture, pensiamo a qualcosa che
riguarda la storia, che sia quindi da considerarsi tema concluso, vedi come esempi classici i campi di lavoro e di sterminio nazisti o stalinisti. Ma la realtà è ben diversa. Inoltre, parlando di droga, spesso sentiamo al telegiornale di ragazzi morti di overdose, magari proprio durante una serata passata all'insegna del divertimento. Bisogna essere più sensibili a volte. Inscenare eventi e  manifestazioni senza riflettere sulla ragione della  sua realizzazione, è probabilmente stupido. L'azione migliore che un'associazione possa compiere, in ogni parte del mondo, è diffondere attraverso seminari e conferenze la sensibilizzazione, affinché nessuno possa lasciare per scontato o compiere gesti poco ragionati, a discapito di sé stessi, dei propri cari e della società. Questo è l'obbiettivo principe. A volte si pensa che una manifestazione porta a condividere un dogma, un'affermazione che socialmente ti dicono di perseguire, perchè "è giusto", ma questo è sbagliato. Dietro a quel 26 giugno del 1987 e del 1997 c'è la forza di persone che realmente credevano in tutto ciò, alla possibilità del cambiamento, dando la speranza di un futuro migliore. Io non sono nessuno, se non una semplice blogger e amante della scrittura, piena di sogni e di progetti, ma se fossi padrona dei Social con numeri incredibili di follower, userei i famosi hashtag per diffondere un messaggio, che nel contesto sociale odierno avrebbe molta importanza, ovvero "non banalizzare", "non dare per scontato". Solo  allora, quando il messaggio sarà fatto proprio dalla società, avrà senso parlare di manifestazioni, con lo stesso spirito di un Gandhi o di un Mandela. Solo allora tutti coloro che scenderanno per le strade per gridare, grideranno un messaggio e non un dogma.


Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA ( 24 giugno 2019)


Buongiorno Lettori! Come ogni lunedì ormai, ritorna l'appuntamento fondamentale con il programma settimanale, che vi consente di avere per tempo gli appuntamenti del corso dei prossimi cinque giorni (dal lunedì al venerdì). In questo modo, come ribadisco ad ognuno di questi post, potete selezionare e leggere solo gli articoli che vi interessano maggiormente. A questo punto inizierei, sperando come sempre di fare cosa gradita. Partiamo dunque da oggi, lunedì. L'appuntamento è serale, h 21.00. Come abbiamo stabilito da circa due mesi, ogni lunedì e mercoledì, salvo imprevisti, troviamo la rubrica fissa di LIBERO PENSIERO. Per questa specifica settimana il mercoledì non sarà dedicato a questa rubrica, bensì ad un appuntamento fisso del mese che la scorsa settimana non è stato pubblicato, vedremo in seguito nel dettaglio. Ritornando dunque a lunedì il programma di oggi parlerà di una giornata molto importante e del suo tema principale,ovvero la giornata mondiale fondata dall'ONU, per le vittime di tortura e contro la droga.  Martedì, invece, appuntamento alle h. 17.00 con una segnalazione. Mercoledì, come vi ho anticipato, pubblicazione serale h. 21.00, della rubrica EMPATIA, dedicato allo scrittore Sartre. Durante la giornata di giovedì, assisterete a due appuntamenti, il primo pomeridiano, h. 17.00, porterò avanti il progetto "Dipthycha", salvo imprevisti, e alla sera, sempre h.21.00, verrà pubblicato l'articolo, deciso tramite sondaggio, per la rubrica "I FATTI DI CRONACA". Vi invito, peraltro, a votare, qualora non lo aveste ancora fatto, accedendo al gruppo Facebook del sito, con il nome molto semplice "Gruppo di Storyteller's Eye". Basta cercare il sondaggio datato 27 giugno e cliccare sul quadratino a fianco dell'opzione preferita. Nel caso non avete Facebook e non potete accedere al gruppo, ma volete ugualmente votare, vi lascio in seguito le opzione per questo sondaggio e potete esprimere il vostro voto a me tramite chat Linkedim o tramite mail, come meglio preferite.
Venerdì, in seguito al solito post del mattino, salvo imprevisti ovviamente, uscirà un articolo della rubrica CRONACA, inerente alla Rivolta di Stonewall. Per ora vi saluto e vi auguro una buona giornata.

SONDAGGIO: Quale articolo preferireste leggere sul blog per la rubrica "I FATTI DI CRONACA"? (pubblicazione in data 27 giugno 2019)

- Storia della nascita dell'Onu.

- Il ruolo della donna nel mondo lavorativo, dalla prima laurea femminile ad oggi.

- "La vita dell'opossum": stili di vita alternativi ispirati al mito di Diogene.


Sempre Vostra, Storyteller.

venerdì 21 giugno 2019

EMPATIA: GIACOMO LEOPARDI, UNA RIFLESSIONE IN RICORDO DEI 200 ANNI DELL'INFINITO. ( 20 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L'articolo di stasera per me è davvero molto sentito, perchè amo particolarmente il protagonista del quale vi parlerò, per tutto il suo meraviglioso patrimonio culturale ed emotivo, che ha trasmesso a chiunque leggesse i suoi componimenti. Mi riferisco a Giacomo Leopardi. Avrei potuto parlarne nella rubrica di LIBERO PENSIERO, ma ho pensato che il sentimento che nutro per lui, è pari per tante altre persone.Visto che però mi accingo a parlare di lui e della ricorrenza, penso che nessuno mi vieta qualche riflessione personale. Tante volte, nel contesto scolastico lo studio della letteratura italiana, in particolare secondo me di Leopardi, viene sottovalutato dagli studenti. Ovviamente la mia è un'opinione generale, che non tiene conto dei singoli casi, di quei giovani che si appassionano al grande poeta proprio tra i banchi di scuola. E' qualcosa che ho notato durante gli anni del liceo, non mi riferisco strettamente ai compagni, o meglio compagne di scuola (eravamo praticamente tutte ragazze), ma alle voci che circolavano in merito allo studio del poeta, tra gli studenti provenienti da indirizzi differenti. Secondo il mio modesto parere di semplice amante della scrittura, l'Infinito leopardiano, come altri componimenti dello stesso autore, si possono leggere a profondità differenti. La prima lettura è sempre ricca di fascino, trasmette e trasuda del
sentimento tipico di Leopardi, quel qualcosa di difficilmente descrivibile, che fa sembrare un gesto banale come, il sedersi tra i prati di un paesaggio collinare, senza troppe pretese, intento in una riflessione, qualcosa che ha del fantastico, che quasi non riesci a spiegarti come tutto questo possa coesistere in una realtà visibile e tanto semplice. Poi la crescita, o comunque l'età adulta, ti offre nuovi punti di vista, la lettura non è solo più stupore e meraviglia, ma inizi a carpire tutto ciò che sta dietro alle poesie e a colui che l'ha scritto, e maturi un profondo senso di rispetto. Io stessa ho fatto questo passaggio: prima la poesia era bella, riempivo i miei discorsi di parole barocche e di grande effetto, facendo di esse una patina superficiale della mia mente. Chiaramente io tutto  ciò non lo sapevo. Credevo di dare il giusto valore alle parole, al poeta e alla sua opinione. Crescere con la scrittura mi ha fatto capire molti aspetti che prima davo per scontato. Nell'Infinito troviamo un leitmotiv che ci porta a ciò che tutt'ora viviamo, nonostante siano passati esattamente 200 anni. E' una raffinata e dettagliata descrizione della complessità umana, un dipinto a parole di come la mente può essere in grado di pensare in modo inspiegabile.
C'è un'aspetto che mi rende molto felice: in Italia, patria di molti autori della storia, riusciamo sempre a rispettare con le nostre azioni, il vasto patrimonio culturale che possediamo, con mostre, conferenze, manifestazioni, feste, raduni e quant'altro.
Ovviamente la cittadina marchigiana di Recanati è di sicuro colei che più di altre a omaggiato il grande poeta, grazie all'iniziativa "Infinito Leopardi", un programma assortito di conferenze, mostre e spettacoli che durerà per tutto il mese di giugno. Qualcosa che io stessa trovo meraviglioso.
Qui vi saluto con un abbraccio virtuale, augurandovi la buonanotte.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: ALCUNE PRECISAZIONI. (21 giugno 2019)

Buon pomeriggio, Lettori! In questi giorni gli impegni per me non mancano. Come vi ho scritto nei
post precedenti, la scorsa settimana ho avuto un lutto in famiglia, in quanto è tristemente mancato mio nonno. Tutto ciò mi ha tenuto lontano dal lavoro che si è accumulato, dandomi poco respiro nel corso della settimana. Di solito gli articoli programmati li scrivo con largo anticipo nel corso del weekend, in modo tale da riuscire ad organizzarmi con gli altri impegni settimanali, di natura famigliare e lavorativa. Però avrete notato che l'articolo del sondaggio, per la rubrica EMPATIA, che doveva uscire ieri, non è stato pubblicato. Spero di riuscire ad ultimarlo entro stasera e farlo uscire oggi alle ore 21.00. Posso assicurarvi che ho quasi finto di scriverlo, quindi avendo un 'ora per me stessa non ci dovrebbero essere problemi. Mi dispiacerebbe pubblicarlo di sabato o di lunedì, togliendo spazio a LIBERO PENSIERO. Farò del mio meglio. Intanto oltre a pensare alle varie programmazioni, mi sto dedicando a vari progetti, che vedrete però tutti a partire dalla stagione invernale,  che viene definita così, ma che come sapete, raccoglie i mesi tra settembre e marzo. Penso che ciò che ho in mente vi piacerà. Detto ciò abbiamo ancora gli ultimi giorni di giugno e il mese di luglio per approfondire i tanti temi contenuti nei prossimi articoli. Ricordo che il mese di agosto non riceverà pubblicazioni. Ogni comunicato o offerta di pubblicazione nel corso del mese, sarà comunque ben accetta, ma qualsiasi pubblicazione sarà programmata a partire da settembre. Termino qui questo post informativo, augurandovi una buona giornata.

Sempre Vostra, Storyteller.

giovedì 20 giugno 2019

POST ORDINARIO: SPECIALE PROGETTO "DIPTHYCHA" (20 giugno 2019)

Buon pomeriggio, Lettori! In questo articolo trova spazio il quinto appuntamento con il progetto "Dipthycha", che è ormai conosciuto da tutto i lettori del blog. Il dittico di oggi è il risultato della sinergia e del talento poetico di Emanuele Marcuccio e Daniela Ferraro.  Trovate a fianco del comunicato, l'immagine molto suggestiva del quadro del noto pittore della prima metà dell'ottocento, William Turner, dal titolo "Tempesta di neve", gentilmente condivisa dall'autore. Vi auguro dunque buona lettura e a presto!


“Fermenti” / “Cime”[1] 



Dittico poetico ‘a due voci’[2] di Daniela Ferraro e Emanuele Marcuccio 

Con commento di Luciano Domenighini 




«Tra poeti, scrittori, drammaturghi, artisti in genere, 

è bene che si instauri un rapporto di rispetto e di stima 

reciproca, mai di concorrenza e senza nessuna presunzione 

di possedere la verità, purtroppo, oggigiorno è quasi un’utopia.»

[3] 

Emanuele Marcuccio 




 FERMENTI[4] 



I fermenti del cuore

non hanno voce,

però fanno rumore.

Ed è sibilo d’ombra,

frullìo d’ale,

fruscìo dell’onda

sull’immota battigia,

sussurro d’erba

e crepitìo di lave,

echi di vento

in levigate strozze.

Raccoglie il marinaio,

tra incerte trame,

un brivido di nembi.

Ed ammaina la vela,

di essiccato sudore

irrora il petto,

frementi i piedi

sull’indurito legno.



2012



Daniela Ferraro



 CIME[5] 



Cime inesauste

ove al marinaio si espande

un orizzonte rapito,

tacito infinito.

Candide albe di ricordi vissuti,

sogni remoti.

Aurore nascenti,

tepori sonnolenti,

rumina un’aria salmastra,

un’amica solitudine

gli rammenta l’orizzonte,

quell’alitar di acqua salata,

quel dolorar del mare profondo.



14 giugno 1994



Emanuele Marcuccio

William Turner, "Tempesta di neve", 1842.
La lirica di Daniela Ferraro è strutturata come un polisindeto di quattro strofe di cui la prima è autoanalitica e le successive si inoltrano in un gioco di metafore ripiegando infine su uno scenario marino e marinaresco, scelto come simbolo dei travagli interiori.

La prima strofa, una terzina di versi brevi (7, 5, 7) rimati a schema “ABA”, illustra l’argomento del titolo (“I fermenti del cuore”) e lo definisce con un ossimoro (“non hanno voce,/ però fanno rumore”).

La seconda, di otto versi, assomma ben sei metafore del tema portante e presenta inoltre un’alternanza di corrispondenze fonetiche, quattro consonantiche alla fine dei vv. 4, 6, 8, 10 (ombra, onda, erba, vento) e tre rime interne ai vv. 5, 6, 9 (frullìo, fruscìo, crepitìo).

La terza strofa, speculare per misura sillabica alla prima, narra la vita del marinaio con una straordinaria immagine, vigorosa e folgorante, carica di avventura, di pericolo, di incertezza (“Raccoglie il marinaio// un brivido di nembi”). L’ultima strofa canta un approdo che più che pace è rinuncia, più che appagamento è ostinatezza e che non è riposo ma tensione per il ricordo delle fatiche e dei terrori patiti in mare.

Se la Ferraro rileva l’aspetto incerto e periglioso della vita del navigante, Emanuele Marcuccio ne coglie un altro non meno costante e penoso: la solitudine.

Di questo fatidico isolamento dell’uomo di mare il poeta siciliano, anche questa volta originale e imprevedibile nelle sue attribuzioni simboliche, disvela una valenza di libertà e di identificazione. La solitudine del marinaio di Marcuccio è “amica” perché gli permette di rimirare orizzonti sconfinati, silenziosi (“taciti”) e di godere di atmosfere soggioganti, esclusive (“Cime inesauste”, “Aurore nascenti”), di “ruminare un’aria salmastra” nella quale l’io poetante, il “marinaio-poeta”, si riconosce.

La percezione idilliaca si fa sempre più personale e intima, e diviene percezione sensitivo-emotiva, procedimento questo ricorrente in Marcuccio (“Candide albe di ricordi vissuti”, “tepori sonnolenti”), fino alla personificazione della natura presente nel distico conclusivo dove è la natura stessa ad affiancarsi al poeta e a condividerne le sensazioni (“alitar di acqua salata”, “dolorar del mare profondo”).[6] 



Luciano Domenighini 





Note 



[1] Dittico a due voci proposto dal poeta Emanuele Marcuccio, ideatore e curatore del progetto poetico “Dipthycha”, edito con commento di Luciano Domenighini, in AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, TraccePerLaMeta, 2015. 

[2] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione ‘a due voci’ dal poeta e aforista Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. A scopo benefico sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici ‘a due voci’, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016). 

[3] Emanuele Marcuccio, dall’esergo a AA.VV., Dipthycha 2, a cura di Emanuele Marcuccio, TraccePerLaMeta, 2015. 

[4] Daniela Ferraro, Cerchi concentrici (sul cadere dell’alba), Aletti, 2012, p. 14. 

[5] Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC, 2009, p. 47. Ri-edita in dittico poetico, in AA.VV., Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira..., Photocity, 2013, p. 51. 

[6] Luciano Domenighini, in AA.VV., Dipthycha 2, TraccePerLaMeta, 2015. 



POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DI OGGI (20 giugno 2019)

Buon pomeriggio, Lettori! In questo post le informazioni presenti riguarderanno principalmente i risultati del sondaggio di EMPATIA, che salvo imprevisti sarà pubblicato questa sera, e il programma del giorno in modo dettagliato. Come sapete in questi giorni, a partire dall'inizio della settimana sul gruppo sono stati inseriti i nuovi sondaggi del mese, per le rubriche EMPATIA e I FATTI DI CRONACA, per darvi la possibilità di essere maggiormente attivi sul blog e di decidere voi stessi il titolo che preferireste veder pubblicato. In questo momento la maggioranza di voi, sia chi ha risposto direttamente al questionario, sia chi ha preferito scrivermi, ha scelto il titolo dedicato a Giacomo Leopardi e all'anniversario dei 200 anni di Infinito. Per chi non potesse accedere al gruppo Facebook, ma è interessato ai titoli possibili e ad esprimere un suo parere vi ricordo, al termine del post, i titoli. Per esprimere la vostra opinione in questo caso, potete scrivermi privatamente mediante Linkedim o contatto email. Se ancora non avete votato avete ancora un paio d'ore, perchè stasera, prima della pubblicazione, scriverò l'articolo in base alla vostra scelta. Ovviamente per rendere possibile tutto questo, ho studiato preventivamente tutti i contenuti dei tre articoli, motivo per cui, qualora un altro titolo fosse scelto in modo significativo, ne pubblicherò in seguito l'articolo.
Parlando del programma di oggi, vi ricordo che, oltre all'articolo di EMPATIA, verrà pubblicato nel pomeriggio un nuovo appuntamento del progetto "Dipthycha", realizzato da un'idea di Emanuele Marcuccio. Nella segnalazione sarà presente un dittico, frutto della collaborazione tra lo stesso Emanuele e un poeta\poetessa, che con estrema disponibilità si è prestata|o, con una sua opera, al progetto. Tutto ciò oggi pomeriggio, h.17.00. L'appuntamento serale invece, h. 21.00.

SONDAGGIO: Quale articolo preferireste leggere sul blog per la rubrica EMPATIA? (pubblicazione in data 20 giugno 2019)

- Giacomo Leopardi, una riflessione in ricordo dei 200 anni di Infinito;

- La filosofia de " Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta";

- Festa del papà, omaggio della letteratura del panorama mondiale.

Sempre Vostra, Storyteller.

mercoledì 19 giugno 2019

VIAGGI: LA BATTAGLIA DI FRIEDLAND.(19 giugno 2019)

Buonasera Lettori! Ci ritroviamo questa sera sul blog per un nuovo appuntamento della rubrica VIAGGI, programmato per la settimana scorsa e che a causa di un'imprevisto, ve ne parlerò oggi.
Devo fare una piccola e personale considerazione: nonostante fossi già a conoscenza del contenuto dell'articolo, vado sempre a dare uno sguardo su Google, per valutare curiosità apprezzabili da aggiungere. Ho notato che nel caso specifico le informazioni reperibili in merito sono molto scarse e che pochi sono i siti che si sono cimentati a trattare questo argomento. Motivo per cui, a maggior ragione lo farò io, sempre felice di portare riflessione e conoscenza senza la pretesa di costruire qualcosa di troppo accademico. Inoltre, anche in questo caso, nonostante il personaggio storico che ne fa parte, Napoleone appunto, poco si parla sui libri di storia di questa battaglia, rispetto ad altre maggiormente affrontate, come ad esempio quella che la precedette nel periodo delle vicende napoleoniche prussiane, ovvero la Battaglia di Jena.
La battaglia si svolse in territorio russo, a Kaliningrad, all'epoca Königsberg, il 14 giugno 1807. Protagonisti avversari della vicenda furono la Grande Armata francese e l'esercito russo, sotto la guida del generale  Levin August von Bennigsen. Ma come andarono le cose effettivamente?
Il 13 giugno del 1807 le truppe del generale Bennigsen stanno attraversando il fiume Saale, pronti a schierarsi in battaglia. Il campo sul quale si sarebbe svolto il combattimento tra le due fazioni si estendeva tra le località di  Herichsdorf, Posthenen e Friedland. Tra essi scorreva il fiume Alle. Mentre l'esercito russo accumulava alleanze, Napoleone e il suo esercito giungevano dove era previsto. Parte dell'esercito francese, capitanato dal generale Grouchy, venne fermato prima del suo arrivo sul campo di battaglia dai russi, verso le ore 6 del mattino. Al contrario, la parte dell'esercito gestito da Napoleone giunse a
destinazione a mezzogiorno. Buonaparte, incurante che alcuni fazioni gestite da altri generali non fossero ancora arrivate, sferrò un attacco ai russi, con un manipolo di soli 80.000 soldati. Nonostante tutto ciò venne visto dai generali francesi come una follia, Napoleone fece un'osservazione del territorio e sfruttò alcune considerazioni a suo vantaggio: notò che il generale Bennigsen aveva schierato il suo esercito fra due fiumi, l'Alle e il Saale, con quest'ultimo alle loro spalle. Decise quindi di attaccare da destra, costringendo il nemico a battere ritirata sul ponte di Friedland. Intanto dal lato opposto vi sono alcune divisioni russe pronte a difendersi, grazie all'utilizzo dell'artiglieria pesante, portando i loro avversare a cedere. Nonostante volessero offrire il loro sostegno, le truppe di Bennigsen, non raggiusero i francesi a causa delle grandi nubi di fumo create dagli esplosivi. A quel punto Napoleone tenta un nuovo attacco da parte di una delle fazione dell'esercito. Fruttando le sue conoscenze in merito alla strategia bellica le truppe napoleoniche attaccarono l'esercito russo spingendolo verso il fiume. La ritirata era impossibile da definire, proprio a causa dell'ostacolo e i soldati di Bennigsen vennero decimati. Il generale russo, che non voleva rassegnarsi all'evidente sconfitta, provò un'ultimo disperato attacco nella zona periferica di Friedland contro la fanteria francese, ma senza grande successo. Bennigsen, giunta ormai la sera, riuscì a ritirarsi con i pochi uomini sopravvissuti, utilizzando un guado, dato che alcun ponte erano rimasto in piedi. Fu allora che, il 7 luglio, lo Zar Alessandro I e Napoleone Buonaparte firmarono il famoso Trattato di Tilsit.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: CONSIDERAZIONI UTILI E PROGRAMMA DI OGGI (19 giugno 2019)

Buon pomeriggio, Lettori. Anche oggi un nuovo post, affinché siate sempre informati circa le novità (CLICCANDO QUI) cosicché possiate leggerlo e darmi un vostro personale commento. Inoltre vi ricordo di votare nei sondaggi delle rubriche EMPATIA e I FATTI DI CRONACA, in particole il primo che scade esattamente domani.
nel corso di oggi. Prima di affrontare la parte più tecnica e di prassi, ci tengo ad affrontare una questione sorta in questi giorni che mi ha lasciato con dei dubbi che voglio sanare. Vi pongo dunque una domanda, a tutti coloro a cui lascio il link nelle chat social dei miei post aggiornati. Trovate quella che io reputo un'attenzione particolare nei vostri confronti una forma di disagio e fastidio? Ve lo chiedo perchè durante questi giorni una persona a cui da un pò di tempo facevo questa cortesia,  mi ha chiesto di smettere perchè "non lasciavo possibilità di scelta degli articoli da leggere o da scartare". Io ovviamente accetto qualsiasi vostra opinione e ho accontentato con rispetto la richiesta. Penso però che due considerazioni si possono fare: la prima è che se questa attenzione non è apprezzata, sarebbe corretto nei miei confronti farlo noto quanto prima, per evitarmi lavoro inutile. Secondo, io credo che un link in chat, non possa potarti al punto di condizionare le tue scelte. Proprio per questo prima del link do una breve descrizione dei contenuti, in modo tale che l'utente vada a leggere e aprire solo il post di cui effettivamente vuole beneficiare. Ribadisco comunque che non siete obbligati a leggere nulla, ovviamente se volete leggere qualche articolo sono felice. Il link ha il semplice scopo di darvi un'accesso facile alla lettura. Motivo per cui, dato che voglio che ciò sia visto come un gesto di gentilezza nei confronti del mio pubblico (le persone più vicine, ovvio) e non come un supplizio da affrontare quotidianamente, sarà un attenzione che riserverò solo a chi apprezza, senza alcun rimorso, ma con particolare comprensione delle vostre esigenze di lettori. Detto ciò vi ricordo, prima di affrontare il tema del programma del giorno, due questioni. Venerdì scorso, giorno 14 se non sbaglio, ho pubblicato l'articolo dedicato ad Anna Frank e al suo 90° anniversario, per la rubrica di LIBERO PENSIERO. Lo dico perchè la rubrica di solito non esce al venerdì e perchè non è stata particolarmente pubblicizzata come di solito faccio con gli altri articoli. Vi lascio quindi in seguito il link,
Ora parliamo del programma di oggi. Ci sarà un appuntamento serale h. 21.00 dedicato alla rubrica VIAGGI, nonché il primo articolo degli APPUNTAMENTI FISSI, ovvero la Battaglia di Friedland.

Sempre Vostra, Storyteller.

martedì 18 giugno 2019

VIAGGI: SPECIALE STORIA DELLA STATUA DELLA LIBERTÀ (18 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L'articolo di questa sera è in realtà una storia, una nascita, un'origine, di qualcosa che conosciamo e forse abbiamo pure avuto modo di vedere con i nostri occhi, attraverso le scene di un film o passeggiando per le strade vicine al lungo in cui giace. Parleremo di un monumento, che alle spalle ha una fittissima e lunga trama, che grazie a questo articolo potremo conoscere, o semplicemente riportare alla mente, come un lontano ricordo che con il tempo abbiamo seppellito nei meandri della nostra conoscenza. E' l'icona simbolo di New York e dell'America, ovvero la Statua della Libertà. Già la sua origine è davvero bizzarra: si tratta infatti di un regalo che la Francia fece agli Stati Uniti in occasione del centenario della Dichiarazione d'Indipendenza. Siamo nel 1865: lo storico francese Édouard de Laboulaye, durante un banchetto tenuto alla Reggia di Versailles, propone e teorizza la realizzazione di un monumento da recapitare oltreoceano con lo scopo di consolidare una profonda alleanza tra lo stato francese e il novello stato americano. La proposta venne presto accettata e lo storico si rivolse allo scultore e amico Frédéric Auguste Bartholdi, affinché il progetto prendesse forma, diventando il monumento che noi oggi conosciamo. Pensò a realizzare la bozza di progetto e anche a reperire fondi e fornitori, affinché prima cominciare materialmente tutto fosse già pronto e organizzato. Bartholdi per i suoi disegni prese ispirazione dal modello romano classico della Libertas, ma anche dalla Iside di Delacroix, del dipinto noto come "La Libertà che guida il Popolo". Da quest'ultima diede alla statua il carattere della Ragione, colei che appunto porta la fiaccola, che con la sua luce illumina la strada da perseguire, "la strada che illumina il mondo". La figura che lo scultore disegna inoltre avrà una corona a sette punte, a rappresentanza dei sette continenti e dei sette mari del mondo. Una curiosità: il nome originale che in principio venne attribuito alla statua è  "La Libertà che illumina il mondo".
Nonostante l'esperienza pregressa che lo rese celebre, Bartholdi non era molto certo della struttura che reggeva la statua e del materiale che la componeva. Fu allora che chiese sostegno a Gustave Eiffel, colui che diede il nome alla storica torre di Parigi, per comprendere assieme a lui quale modifiche apportare. Eiffel allora realizzò una struttura in ferro flessibile. Con questo accorgimento avrebbe resistito a qualsiasi sollecitazione, forti venti, neve o altro senza subire danni, tenendo conto del luogo in cui sarebbe stato situato, nella baia del porto di New York. Inoltre venne deciso di rivestire la struttura con trecento fogli di rame uniti assieme. Questa infatti è la ragione per cui la vediamo di colore verde, colorazione tipica del processo di ossidazione del metallo in questione. I fondi, nonostante l'idea fosse dei francesi e quindi un regalo per gli americani, furono raccolti sia dagli uni che dagli altri, attraverso grandi esposizioni come quella di Parigi e quella di Philadelphia.
La fase di costruzione e realizzazione della statua avvenne presso la fonderia parigina di Gaget, Gauthier & Co. In seguito diventarono famosi per la distribuzione di piccole statuite rappresentanti il monumento. Proprio dal nome dell'azienda produttrice "Gaget", nacque il termine e la moda dei "gadgets". Uno dei maggior sostenitori americani del progetto fu  Joseph Pulitzer: lanciò infatti una raccolta fonda, accolta positivamente in primis dai progressisti americani e dal quale ottene ben 102 mila dollari. Una curiosità fu che, proprio per arrivare in America, la statua fu divisa in 350 pezzi e riposta in 214,  a bordo del piroscafo francese Isère. Arrivò nella baia dell'Hudson il 17 giugno 1885, gloriosamente accolta con un colpo di cannone lanciato dalla Marina America. Il suo montaggio terminò il 28 ottobre del 1886.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: BREVI INDICAZIONI. (18 giugno 2019)

Buongiorno Lettori. Oggi il post ordinario sarà breve, ma come sempre avrà la sua utilità informativa. Ci tengo molto a questo aspetto del blog, in modo tale che non siate mai a corto di informazioni utili per fruire al meglio del sito. Vi ricordo che da ieri è stato pubblicato sul Gruppo Facebook del sito i nuovi sondaggi per le rubriche EMPATIA e I FATTI DI CRONACA. Per votare vi basterà accedere a "Gruppo di Storyteller's Eye" e cercare gli ultimi due sondaggi post del gruppo, con data di pubblicazione 20 e 27  giugno. A quel punto vi basterà cliccare nel quadratino corrispondente all'opzione che preferite scegliere. Dunque vi ricordo il programma di oggi. Alle h.21.00 ci sarà un classico appuntamento serale, con uno speciale della rubrica VIAGGI dedicato alla storia della Statua della Libertà. Se volete avere maggiori informazioni vi consiglio di leggere il post ordinario di ieri, in cui trovate una dettagliata esposizione del programma settimanale e in particolare, di oggi. Non aggiungo altro, vi lascio dunque alla lettura di stasera.

Sempre Vostra, Storyteller.

lunedì 17 giugno 2019

LIBERO PENSIERO: RIFLESSIONI LIBERE. ( 17 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L'articolo di questa sera potrei definirlo con un'aggettivo, SPECIALE. Ci ho pensato molto in questi giorni a cosa avrei dovuto scrivere e tutto è uscito dalla mia mente come un fiume in piena. Come sapete in questi articoli, più che negli altri, scorgo tutta me stessa, le mie idee, la mia opinione su ogni aspetto che abbia la più piccola proiezione culturale. Essendo il blog completamente mio, nato e creato da un mio personale progetto, tutto questo è possibile. Mi rendo conto però, crescendo che la scrittura è un'arma a doppio taglio, c'è sempre un rovescio della medaglia. Bisogna essere in grado di padroneggiarla con saggezza ed eleganza affinché si possa sfruttare al meglio. Ogni volta che raggiungo un nuovo compleanno, mi accingo sempre ad una riflessione, ad uno spazio ritagliato per me stessa per riflettere circa i progressi e i declini che ho compiuto. Ovviamente la maggior parte delle mie attenzioni si concentra proprio sulla scrittura, il mio mondo, il mio rifugio, il mio momento di conforto e di sicurezza. Per me, come per tantissimi scrittori di ogni genere, scrivere prima di essere un mestiere è parte di sè stessi, un modo come altri per sentirsi completi nella vita di ogni giorno. Ebbene anno dopo anno, probabilmente anche a causa della mia età, che mi rendo conto essere giovane per una professione di maturità intellettuale, vedo un'evoluzione soddisfacente. Man mano che passa il tempo, scopro nuovi sistemi per padroneggiare al meglio questa abilità e sfruttarla a mio vantaggio. Grazie alla scrittura oggi, in maniera a me del tutto incomprensibile, riesco ad affrontare argomenti che dapprima non trattavo, riesco a esprimere con maggior chiarezza dettagli, riflessioni, monologhi di personaggi dei miei romanzi, riesco a costruire in termini più precisi e istintivi i sentimenti e a immedesimarmi nelle mie storie, cosa che prima spesso non accadeva. Sono sempre stata rapita dalle vicende, ma era difficile viverle in prima persona. Con il tempo la scrittura regala anche questo. Questo periodo è stato davvero molto felice per me, ma parlarne mi fa bene. Dopo una lunga agonia di una settimana passata in ospedale, mio nonno è tristemente mancato. Questo accade lo scorso lunedì. Come ormai sapete, il giorno del mio compleanno, giovedì, è stata celebrata la cerimonia funebre. Anche in questo caso, ancora una volta, la scrittura mi ha sostenuto e personificata mi ha teso le braccia per sorreggermi in questo momento di grande dolore. Ho scritto un messaggio, che lessi in tempio per commemorarlo, ho scritto per me stessa queste righe e ho continuato a lavorare alle mie stesure, per affrontare la meglio il momento. Oggi sono consapevole e felice. La prima grave perdita subita era il mio migliore amico. Forse per me che sono stata per lui un fratello è ad ora, a 6 anni dalla sua morte, la mancanza che ho subito di più, la più straziante e per me la più violenta. Forse anche perchè allora avevamo entrambi soltanto 16 anni. Proprio allora conobbi per la prima volta la scrittura e ne compresi l'assoluto potenziale per ogni mia esigenza.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA. (17 giugno 2019)

Buongiorno Lettori! Con questo post, come sempre faccio al lunedì, definirò il programma della
settimana, in modo tale che possiate sapere con il giusto anticipo cosa verrà pubblicato e in quale giorno. Voi stessi in questo modo potrete selezionare gli articoli che vi aggradano maggiormente, scartando gli altri. Vi ricordo che questo programma, per quanto venga considerato in primis da me stessa ufficiale,è comunque soggetto ad eventuali modifiche in caso di impossibilità di pubblicazione. Come sempre, qualora si verificasse, verrete informati tramite la pagina del sito di Facebook e i post informativi delle giornate di pubblicazione immediatamente successivi. Ricordo che mercoledì è uscito il programma APPUNTAMENTI FISSI del mese, motivo per cui a partire da oggi troverete i sondaggi per le rubriche EMPATIA e I FATTI DI CRONACA, pubblicati nel gruppo Facebook, noto semplicemente come "Gruppo di Storyteller's Eye". Oggi, non avendo altre informazioni urgenti, mi cimenterò subito nella programmazione, cercando per voi di essere più dettagliata possibile.
Per la serata di oggi abbiamo un articolo molto importante. Come già sapete, come da vostro riscontro gradito, giovedì scorso era il giorno del mio compleanno. Ne approfitto ringraziarvi nuovamente per i tanti auguri ricevuti attraverso chat e mail, con pensieri bellissimi e condivisione di video. Grazie davvero, dal profondo del cuore, sia per questo, sia per la vostra vicinanza in un momento così doloroso per ognuno di noi, ovvero la perdita di una persona cara, nel mio caso il nonno paterno. Vi rimando all'articolo di venerdì, ma anche a quello di stasera, che mediante la rubrica di LIBERO PENSIERO argomenterò una riflessione profonda circa il ruolo della scrittura nel corso di questo anno precedente al traguardo raggiunto, ma anche un momento di sfogo per liberarmi con il vostro sostegno della malinconia che mi affligge in questi giorni di lutto. Nella giornata di martedì invece, il programma serale vedrà nuovamente la comparsa della rubrica VIAGGI, con uno speciale dedicato alla storia della Statua della Libertà. Mercoledì , in via del tutto eccezionale, non vedrà in programma la rubrica fissa di LIBERO PENSIERO, bensì l'appuntamento che doveva uscire venerdì sera, giorno 14 giugno. Come sapete in quella data è uscito proprio un articolo della rubrica di riflessione al posto di questa. Si parlerà della Battaglia di Friedland per la rubrica viaggia, h. 21.00. Nel corso della giornata di giovedì, l'ormai solito appuntamento con il progetto "Dipthycha", particolarmente apprezzato, grazie alla gentile disponibilità di Emanuele Marcuccio, e l'articolo serale che sarà definito tramite sondaggio, per la rubrica EMPATIA. Per ultimo, ma non di minore importanza, la pubblicazione di venerdì, uno speciale di EMPATIA fisso delle h.21.00, omaggio al grande scrittore Jean-Paul Sartre. Così concludo, augurandovi buona giornata.

Sempre Vostra, Storyteller.

venerdì 14 giugno 2019

LIBERO PENSIERO: RICORDANDO ANNA FRANK NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO (14 giugno 2019)

Buonasera Lettori! Questa serata come sapete è dedicata alla rubrica fissa di LIBERO PENSIERO e durante ogni appuntamento nuovi argomenti vengono esposti attraverso uno stile empatico e riflessivo. In particolare l'argomento di oggi, oltre ad essere di estrema sensibilità, come spesso accade, sarà la prova che il male che venne inflitto agli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale non verrà dimenticato. Non si tratta del solito post dedicato alla "Giornata della Memoria" che, senza nulla togliere, si tratta di una giornata fine a se stessa, a cui noi postumi all'accaduto abbiamo attribuito un particolare senso di riflessione e raccoglimento, che in realtà andrebbe preservato ogni giorno dell'anno. Parlare di "Giornata della Memoria" per me non è sbagliato, ma è senza dubbio una limitazione. Voglio dimostrarvi che quanto affermo è la verità grazie all'ausilio di questo articolo. Farò memoria di quanto accaduto oggi, giorno 12 giugno. Infatti, se ancora fosse stata in vita, la allora giovanissima Anna Frank, avrebbe compiuto 90 anni.
Tutti conoscono la storia di Anna Frank, o meglio Annelies Marie Frank detta "Anne". Durante gli atroci anni della persecuzione della Germania nazista, lei e la sua famiglia, di origine ebrea tedesca,  si rifugiano in una polverosa e poco accogliente mansarda di Amsterdam, conducendo per lungo tempo una vita modesta, con la paura di essere deportati. E' proprio in questo ambiente angusto e poco ospitale che Anna decide di
scrivere, un diario per l'esattezza, che giorno dopo giorno diventava sempre più ricco di pagine, lo stesso che venne ritrovato anni dopo e per cui divenne uno dei volti più rappresentativi della cruda immagine della Shoah.
Come sappiamo, nel febbraio 1945, Anna Frank, a soli 15 anni, verrà arrestata e deportata lager di Bergen-Belsen.
Tutt'ora, per fortuna non ci siamo dimentica della sua storia, celebrando il suo compleanno, in modo molto originale a Venezia. L'idea è dello scrittore ed ebraista Matteo Corradini, che  ha curato per BUR, Biblioteca Universale Rizzoli, una nuova versione del Diario. Lo stesso Corradini afferma che “I numerosi approfondimenti finora inediti, la preziosa traduzione dall’olandese di Dafna Fiano, la straordinaria testimonianza di Sami Modiano – che nella prefazione ripercorre per noi la dolorosa esperienza del campo – offrono a questa edizione autorevolezza, forza e una ritrovata freschezza. Da queste pagine la voce di Anne parla ai contemporanei schietta e cristallina come non mai, riaccende la memoria e la prolunga nel presente”. E' stato perciò deciso di ricordarla con un evento-maratona pubblico e gratuito , che si celebrerà a Campo di Ghetto Nuovo a Venezia, trasmesso per intero in diretta web. In questa sede, 90 persone si alterneranno nella lettura integrale del diario, di 483 pagine, dalle ore 10.00 del mattino. Un evento a mio avviso veramente straordinario, per ricordare con un simbolo, Anna Frank, il dolore e la sofferenza che le moltissime persone di origine ebraica o non solo, hanno vissuto, per non dimenticare il volto del male.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DI OGGI IN BREVE E RIFLESSIONI. (14 giugno 2019 )

Buon pomeriggio, Lettori! Con questo breve articolo è per me importante definire alcune questioni fondamentali, in primis segnalando la programmazione della giornata, ma non solo. Come credo sapete ieri, giovedì 13 giugno era il giorno del mio compleanno. Ho compiuto 23 anni. Molti di voi infatti mi hanno fatto gli auguri, mediante varie piattaforme e questo mi ha reso molto felice, nonostante  ieri per me non fosse la giornata migliore. Ero davvero scossa perché proprio ieri ero la funerale di  mio  nonno. Era ormai molto malato e il suo corpo affaticato, ma anche se si trattava di qualcosa ormai certo in breve tempo è stato comunque  una situazione dal forte impatto  emotivo. Per questo ieri non ho pubblicato il post del mattino. Detto ciò ringrazio davvero tutti per le vostre attenzioni e per il gesto. Sinceramente non mi sarei mai aspettata questo movimento social per il mio compleanno! Vi ricordo che lunedì attraverso la rubrica di LIBERO PENSIERO, farò  una breve riflessione personale circa l'anno appena chiuso con il compleanno e dei miei pensieri. Sarà uno sfogo  emotivo molto sentito. Detto ciò 0assiamo alle pubblicazioni  di  oggi, facendo una breve premessa. Come avrete notato ieri non sono riuscita a pubblicare l'articolo di LIBERO PENSIERO riguardo all'anniversario di  nascita di Anna Frank.  Motivo per cui, verrà  presentato nonostante tutto stasera, come al solito h.21, mentre mercoledì prossimo non ci sarà LIBERO PENSIERO, ma il primo appuntamento fisso del mese. A presto e  buon giornata.

Sempre Vostra, Storyteller.

giovedì 13 giugno 2019

POST ORDINARIO: SPECIALE PROGETTO "DIPTHYCHA". (13 giugno 2019)



Buonasera Lettori. Nonostante i vari impegni che mi hanno tenuto impegnata nel corso della giornata di oggi, sono riuscita a ritagliarmi del tempo di qualità per portare avanti con il quarto appuntamento il progetto "Dipthycha", creato e curato dal poeta Emanuele Marcuccio con il sostegno di numerosi altri autori. Ricordo che il ricavato è devoluto a scopo benefico. Qualora siete interessati all'acquisto dei volumi del progetto, scrivetemi in privato, tramite mail o chat, oppure andate alla pagina Facebook inerente al progetto, dal nome "Dipthycha". Il seguente dittico è stato realizzato grazie al contributo di due autrici, Maria Rita Massetti e Giusy Tolomeo. Vi auguro buona lettura e una piacevole serata.



Se trovassi la rosa” / “I semi di girasole”[1]


Dittico poetico ‘a due voci’[2] di Maria Rita Massetti e Giusy Tolomeo
(Con commento di Luciano Domenighini)


«Qual è lo spirito di un dittico poetico? Perché creare un dittico poetico a due voci? Per trovare corrispondenze di significanti nei versi di due poesie di due poeti, accomunate dal tema simile, per trovare affinità elettive nella loro poesia, oltre le distanze e il tempo; quando ciò accade, si riesce ad ascoltare la voce della poesia che, va oltre la voce del singolo poeta, ed è stupore e meraviglia.»[3]

Emanuele Marcuccio



SE TROVASSI LA ROSA[4]

Se dove vive la rosa
trovassi strada,
allora stupita e commossa
sconfiggerei il tempo
stanco di apparenze e inganni.
Se di quel giardino
non trovassi traccia
allora cercherei nel vento
e nel cielo che trascolora
E i miei occhi oltre le ombre
guarderanno cercando leggende
e meraviglie nascoste.
C'impaurisce il mare che soffia
che borbotta irato,
ma guarderei nel suo fondo
per cercar la mia rosa.
Cercherò di vedere
ciò che non si vede,
cercherò nei cuori ingannati
e nei rimpianti e nei pianti;
tra rovi che graffiano
camminerò spedita,
con sassi sulla mia schiena
con l'ombra che mi segue.
Tra pallide case
consumate dal tempo,
cercherò un sorriso
m'aggrapperò
all'ultimo raggio di un sole spento
aspetterò
la luna illuminare il mio percorso.
E correranno gli anni
quelli belli,
quelli dove non si pensa
ma si vive immortali;
ma prima che il mare
chiuda le sue braccia,
troverò quel giardino,
accarezzerò la rosa.
Ora ho sofferto,
mi son graffiata
ho camminato
ho capito dove vive la rosa,
allo scoccare del mio tempo,
rapita ritrovo me stessa,
e sono in quel giardino.
La mia rosa
è illuminata dalla prima luce,
di un nuovo mattino.

13 febbraio 2012
Maria Rita Massetti




I SEMI DI GIRASOLE[5]

Sono uscita all'alba stamani,
il vento spazzava i pensieri...
Sono uscita incurante del freddo
a cercare quel luogo visto in sogno...
Ho affondato le mani nella terra,
di vetro erano le zolle...
Non ho trovato i semi che cercavo...
Non li ho trovati...
Quando il ghiaccio si scioglierà
tornerò a cercare...
Altrimenti qualcuno mi dica
me lo dica senza spezzarmi il cuore...
Chi ha rubato nella notte
I semi di girasole?

26 dicembre 2013

Giusy Tolomeo



La composizione di Maria Rita Massetti, rigorosamente strutturata sulla successione dei tempi verbali, si compone di due parti.
La prima, di trentanove versi, urna di speranze, tutta proiettata nel tempo che verrà, si dipana in una molteplice consecutio vaticinante, poggiata sul doppio congiuntivo ipotetico dicotomico dell’esordio (“Se dove vive la rosa/ trovassi strada”, “Se di quel giardino/ non trovassi traccia”) da cui dipendono ben tredici voci verbali auspicative di cui dieci al tempo futuro (guarderanno, Cercherò, cercherò, camminerò, cercherò, m’aggrapperò, aspetterò, correranno, troverò, accarezzerò) e tre al condizionale (sconfiggerei, cercherei, guarderei).
La seconda, di dieci versi, analitico-riepilogativa, recupera una dimensione reale, attuale e concreta, e si apre con una serrata successione di quattro passati prossimi (ho sofferto, mi son graffiata, ho camminato, ho capito) per sfociare in tre indicativi presenti (ritrovo, sono, è illuminata).
Soggetto protagonista della lirica è “la rosa” o meglio “la mia rosa”, intesa come simbolo di bellezza e riferimento identificativo.
Al colore sfumato e visionario della prima parte seguono i toni più definiti e nitidi della seconda, siglata dalla terzina finale, confidente e luminosa.
Un clima malinconico e una sottile aura di delusione aleggiano invece in “I semi di girasole” di Giusy Tolomeo, mesta lirica in quattordici versi, composta da sette distici di cui i primi sei resi indefiniti dai punti di sospensione, contrassegnata da uno scenario di algente descrittività: l’alba fredda e ventosa, la terra ghiacciata, avara dei segni della vita, in cui le mani scavano invano.
In chiusura, ad acuire il senso di mestizia e di desolazione, la poetessa ricorre alle figure retoriche dell’esortazione impersonale, qui rafforzata da un’iterazione patetica (“Altrimenti qualcuno mi dica/ me lo dica senza spezzarmi il cuore...”) e dell’interrogazione (“Chi ha rubato nella notte/ i semi di girasole?”) che all’effetto, precedentemente costruito, di insistita irrisolutezza aggiunge quello della dolorosa invocazione.
Tema di questa poesia è la ricerca di calore, d’affetto, di vita: dal contrasto di opposti, natura arida e fredda da un lato, bisogno d’amore dall’altro, scaturiscono la sua suggestione e la sua forza espressiva.
Le due liriche sono accomunate da un anelito verso la realizzazione affettiva, l’appagamento interiore, in una parola, la felicità.[6] (Luciano Domenighini)

Note

[1] Dittico ‘a due voci’ proposto dal poeta, ideatore e curatore del progetto “Dipthycha” Emanuele Marcuccio, in AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, TraccePerLaMeta, 2015. Sul network Spreaker è possibile ascoltarne una sua lettura effettuata dallo stesso Marcuccio dove l’ideatore e curatore va anche ad esporre il miglior modo per approcciarsi alla lettura di un dittico ‘a due voci’ qualora si tenga un reading poetico di tali dittici: annunciare solo all'inizio i titoli delle due poesie e dei rispettivi autori, procedere quindi alla lettura della prima poesia facendo seguire una pausa più o meno lunga prima della lettura della seconda poesia.
https://www.spreaker.com/episode/6135151
[2] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione ‘a due voci’ da Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. Sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici ‘a due voci’, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016).
[3] Emanuele Marcuccio, dall’Esergo a AA.VV., Dipthycha 2, TraccePerLaMeta, 2015.
[4] Maria Rita Massetti, in AA.VV., Tutti siamo l'Isola. Emergenza Sardegna, TraccePerLaMeta, 2013, pp. 82-83.
[5] Giusy Tolomeo, Dillo a te sola, TraccePerLaMeta, 2015.
[6] Luciano Domenighini, in Dipthycha 2, TraccePerLaMeta, 2015.


Sempre Vostra, Storyteller.


RIFLESSIONI DI NATALE: ESSERE GENTILI (12 dicembre 2019)

Buonasera Lettori! Questa è la seconda riflessione dell'evento di Natale, nonché terza pubblicazione uscita sul blog. La scorsa vo...