venerdì 3 maggio 2019

SPECIALE I FATTI DI CRONACA: Imperialismo o colonialismo? Una discussione sul passato e sul presente. Parte I ( 3 maggio 2019)


Buonasera Lettori, vi presento il primo di una serie di articoli incentrato sull’argomento esposto nel titolo. Si tratterà di un’analisi storico-sociale per aiutarci a comprendere la genesi e la diffusione di questo fenomeno, che può sembrare molto distante dalla nostra realtà quotidiana, ma in realtà esso la permea più di quanto traspare ai nostri occhi.
Senza ulteriori indugi vi lascio alla trattazione e vi invito a commentare, in modo che il mio non sia un discorso a senso unico ma l’input per un dialogo su passato, presente e futuro.
Per dare il via alla nostra discussione, immagino come cornice di questo articolo il periodo che incorre tra gli ultimi decenni del XIX secolo e il primo decennio del XX secolo. Si tratta, come molti di voi possono immaginare, di un’epoca di grandi trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche. E’ un’epoca di forti cambiamenti e proprio per questo conosciuta come Seconda rivoluzione industriale. Deve essere infatti evidenziato un profondo collegamento tra quest’ultima e i concetti di imperialismo e colonialismo, sede di questo nuovo approfondimento: è infatti proprio in questo periodo che le mire espansionistiche delle potenze europee e non si intensificarono e diedero il via a una serie di mutamenti geopolitici, i quali, anche a distanza di più di un secolo, spiegano i loro effetti tutt’oggi.
Detto ciò sorgono spontanee due domande: che cosa si intende con il concetto di imperialismo? E che cosa lo collega/differenzia dal colonialismo?
In generale possiamo definire l’imperialismo come la volontà di uno Stato di predominare sulle altre nazioni, una competizione che interessa vari Stati per ottenere l’egemonia in campo militare, politico ed economico. Sullo sfondo di ciò il colonialismo ne rappresenta uno strumento indispensabile per accrescere la propria sfera di influenza e guadagnare posizioni rispetto agli avversari. Assicurarsi il controllo delle materie prime e una miglior disposizione di basi militari nei vicini Paesi nemici può fare la differenza tra il vincere o il perdere.
Fu il grande desiderio di superiorità a scatenare uno degli eventi più tragici di tutta la storia dell’umanità, noto come la Prima Guerra Mondiale.
Mi rendo conto che la quanto ho appena affermato può far sorgere dei dubbi: è ben noto a tutti che la guerra iniziò in seguito all’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia, a Sarajevo il 28 giugno 1914. Tuttavia, è bene sottolineare come questo evento venga storicamente considerato come “la goccia che ha fatto traboccare un vaso”: le mire espansionistiche dei vari Stati, lo sviluppo dell’industria bellica e la conseguente corsa agli armamenti avevano creato le condizioni ideali per il conflitto.
Prima di chiudere la nostra discussione e rinviare le ulteriori spiegazioni alla seconda parte dell’articolo, vorrei soffermarmi su un punto fondamentale per la comprensione di successive discussioni. In molti casi, secondo l’opinione di alcuni, il concetto di imperialismo si esaurisce nell’idea di un’occupazione militare, perpetrata tramite il massacro delle popolazioni locali, e l’istituzione di un regime improntato sulla tirannia . In realtà non è sempre così: gli storici definiscono questo particolare avvenimento come imperialismo formale, a cui se ne contrappone uno informale in cui corrisponde la totale assenza dell’espansionismo militare, contraddistinto da una penetrazione puramente di natura economica.
Detto ciò ritengo di avervi fornito una spiegazione più che completa sul contesto storico di riferimento. Nel prossimo articolo ci soffermeremo, invece, a valutare l’evoluzione del fenomeno tra XX e XXI secolo e come esso influenzi attivamente la nostra quotidianità. Vi ricordo che potete commentare a vostro piacere e scrivermi attraverso la chat di Linkedim.Vi auguro una buona serata e un buon fine settimana.


Sempre vostra, Storyteller.

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