sabato 25 maggio 2019

LA FIGURA MATERNA, I MIGLIORI ESEMPI LETTERARI PER CELEBRARE LA SUA IMPORTANZA. (25 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Questo è un articolo a mio avviso sentito, toccante oserei dire, e perciò, per il suo tema, merita un posto d'onore tra le rubriche di Storyteller's Eye Word. Parleremo della figura della madre, ma secondo i canoni di EMPATIA. Il mondo letterario da sempre ospita migliaia di temi e di sfumature diverse, tra questi, protagonista talvolta è proprio colei che ha generato scrittori, autori e poeti, che ci sono nel "dietro le quinte" di una qualsiasi opera. Noi ci occuperemo di loro, che siano effettivamente le madri degli autori o che siano invece figure divinizzate ed estrapolate dalla vita quotidiana, qualcosa di mitico e forse un pò stereotipato. Prima di addentrarmi nel merito del discorso ricordo che l'articolo è frutto di una vostra personale scelta, condotta mediante
l'ausilio dei sondaggi presenti tra i post del gruppo di Storyteller's Eye di Facebook. Ma dunque ho intenzione di introdurre il discorso parlando di poesia. Tanti sono infatti i componimenti nel corso della storia che vedono protagonista proprio lei, la madre. Il primo che vi cito è Ugo Foscolo. Ricorda infatti la figura materna attraverso la poesia "In morte del fratello Giovanni": infatti, dopo aver dedicato qualche verso al defunto fratello passa poi ad esprimere amore e sentimento per la loro generatrice comune, che concesse ad entrambi la vita. Pensa ad essa con pietà, costretta a soffrire per la perdita prematura di un figlio e per l'estrema lontananza dell'altro. La madre è quindi rappresentata come una creatura fragile, sopraffatta dalla realtà, descritta da Foscolo con l'innocenza e la tenerezza degna di un anima da proteggere.Totale altra interpretazione di questa figura è quella data da Giovanni Pascoli, nella poesia La Voce. Si sente tra i versi,l'estremo senso di abbandono nutrito dal poeta, che con la morte precoce di padre e di madre, si trova costretto ad adempire a molte responsabilità di fratello maggiore nei confronti delle sorelle. Lo affligge non solo il peso del suo ruolo, ma anche un profondo senso di angoscia e smarrimento, data la sua tenera età. E poi Giuseppe Ungaretti, che nella poesia "La Madre" spicca il rapporto affettivo tra lui e lei, come nelle precedenti citate, non era stato descritto. Ma il testo non differisce solo per sfumatura di tema bensì anche per stile e corrente letteraria. Vi consiglio, qualora non conosceste la poesia, in particolare questa, di farne la lettura, in modo tale che quanto ho scritto sia di facile comprensione. Protagonista è anche in questo caso la madre, ormai defunta. Attraverso la stesura dei versi non ricorda solo il rimpianto per la perdita, ma anche un senso di fede, che lo porterà ad incontrarla nuovamente in una realtà ultraterrena. A quel punto lei, rivedendo il figlio ne prova compassione, e decide di chiedere clemenza all'Eterno Padre, affinchè possa passare l'eternità in paradiso in sua compagnia. Tralascio volutamente tutti gli aspetti tecnici e le sintassi adoperate dal poeta, che potrete tranquillamente approfondire in altra sede, dove troverete tutto come parafrasi e analisi testuale.Voglio terminare questo articolo anche con un classico esempio della cultura letteraria romanzesca dell'ottocento, uno dei più grandi capolavori, ovvero i Promessi Sposi, scritto da Alessandro  Manzoni. Raffigurazione curiosa e interessante è quella di Agnese, madre della sposa e unica figura genitoriale dei due protagonisti. Nonostante infatti non sia da considerare un personaggio principale, essa è assolutamente fondamentale e significativa per lo svolgersi della narrazione. E' la donna a cui Lucia, la figlia si affida di più, che le da sostegno. Più che una madre è l'incarnazione della madrina dei giovani sposi, sempre pronta a dispensare consigli. Nonostante ciò, non si può definire il personaggio di Agnese "profondo": pecca spesso di loquacità e si dilunga spesso in chiacchiere inutili. Sono madri, ma prima di tutto donne, con pregi e difetti, che i figli da sempre, per affetto nei loro confronti, sono in grado di elogiare e ignorare all'occorrenza.

Sempre Vostra, Storyteller.

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