venerdì 31 maggio 2019

POST ORDINARIO: LIBERE RIFLESSIONI CON I LETTORI DEL BLOG (31 maggio 2019)



Buon pomeriggio, Lettori! Finalmente riesco a ritagliarmi del tempo, non solo per me stessa, per
scrivere qualche riflessione sul blog, ma anche e soprattutto per voi, che tenete molto al mio lavoro e a questo progetto. Noto con grande piacere che giorno dopo giorno si arricchisce il sito con elementi nuovi, che non sono soltanto merito mio. Mi sta giungendo spesso l'occasione infatti di proporre collaborazioni di ogni genere, con articoli ospiti, segnalazioni, speciali su argomenti particolari e altro. Ciò mi rende molto entusiasta e mi da l'energia necessaria per andare avanti. Inoltre, come sapete, come ricorro spesso a dire, sono molto impegnata con il lavoro, aldilà di questa realtà. Vi voglio rendere partecipe di quanto faccio di solito, dato che alcuni di voi si sono incuriositi e si chiedessero quali fossero questi impegni che mi impediscono di scrivere sul blog con costanza. Come è ormai vostra conoscenza sono una scrittrice e questa è la mia attività primaria. Tutt'ora è in progetto la stesura di una raccolta poetica e di un romanzo, che verrà pubblicato in data da destinare. Inoltre mi diletto, sfruttando le mie conoscenze in attività di blogging , gestione di siti e attività online, sia e commerce che di blog come libera professionista. Inoltre capita a volte di intraprendere attività di stesura su commissione. Più si aggiunge altre attività minori, frutto di fantasticherie che con il tempo tramuto in attività professionali vere e proprie. Motivo per cui, nonostante nasco come scrittrice, mi reputo una libera professionista multitasking e in questo modo ho la possibilità di vivere di attività oggigiorno snobbate con dignità.  Detto questo vi illustro il programma di oggi. Sempre salvo eventuali impegni improvvisi (e credo che ora non possiate avere più dubbi dato la mole di attività elencata a mio carico, ovviamente affrontate con felicità e serenità), verrà pubblicato l'articolo serale della rubrica VIAGGI, precisamente h 21.00, dedicato a Ramses II e la sua vita.
Ora vi saluto,dandovi appuntamento a stasera. Buona giornata.

Sempre Vostra, Storyteller.

giovedì 30 maggio 2019

POST ORDINARIO: IL SECONDO DITTICO DEL PROGETTO "DIPTHYCHA" (30 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Come promesso nel post presente sulla pagina Facebook del blog, pubblico ora una nuova segnalazione, allo scopo di procedere con la collaborazione e promozione del progetto "Dipthycha", curato dal poeta e scrittore Emanuele Marcuccio. Ricordo che l'opera è nata grazie all'ausilio di numerosi poeti, che si sono cimentati nella pubblicazione e stesura di poesie, non solo per l'onore, motivo già di per sè nobile, ma anche perchè lo scopo era davvero molto etico: il ricavato, è totalmente devoluto a scopo benefico. Questa sera, protagonista del secondo dittico assieme ad Emanuele Marcuccio, anche Francesca Luzzio. Vi saluto, augurandovi buona lettura. A presto.


“Io non ti cullo” / “Per i terremotati d’Abruzzo”, dittico poetico ‘a due voci’[1] 
di Francesca Luzzio e Emanuele Marcuccio 

(Con traduzione in dialetto aquilano di Lucia Bonanni)


«Il tema comune alle due poesie dei due autori è solo il punto di partenza per l’individuazione di un dittico ‘a due voci’; è necessario che ci sia anche una corrispondenza sonora o emozionale e/o di significanza, una sorta di corrispondenza empatica, una analogia, una poetica affinità elettiva (una “dittica” corrispondenza/comunicazione) e soprattutto i due autori del dittico devono attenersi ai propri modi di fare poesia, senza cercare di imitarsi, per non avere come risultato qualcosa di simile a una poesia a quattro mani. Il fine non è l’imitazione dell’altra poesia qualora si voglia individuare un tale dittico bensì l’affinità elettiva, l’analogia, l’empatia poetica.»

Emanuele Marcuccio



IO NON TI CULLO

Gioco con il tuo sorriso e un lieve dondolio
accresce l’ineffabile luce dei tuoi occhi blu.

Ma io non ti cullo, piccolo mio
né la terra ti mostra la sua affabile ospitalità.

Dondolio, oscillazione di oggetti dubbiosi nel cadere
Boato improvviso, inatteso, mai sentito!

Ombra di paura oscura lo sguardo
atteggia le labbra a continuo pianto.

Ti stringo in consustanziale unità, esco nella strada,
ormai troppo piena di umana infelicità.

Cadono i muri, si svelano gli arcani
gli scrigni segreti dell’intimità.

Tu guardi attonito il brulichio umano di lamenti
le mura squarciate che piangono dolenti il perduto pudore:

mostrano lì, in posa, il tuo peluche, senza più occhi, né mani.


Francesca Luzzio


PER I TERREMOTATI D’ABRUZZO[2]

Tutto hanno perduto,
le macerie li han travolti
e in un minuto
le loro case, la sicurezza
li ha abbandonati.
Corpi dispersi,
corpi ritrovati
vivi e feriti,
che si perdono nella massa informe,
che si annullano tra le macerie
nella rovina,
nel pianto,
nell’abbandono.
Vista orribile, dolore orrendo!
I sopravvissuti che sopraggiungono
si perdono in quel mare di cemento,
si confondono nella rovina di quelle case,
e chiedono aiuto, a tutti chiedono aiuto!


8 aprile 2009

Emanuele Marcuccio


NON SO JI QUE TE NÒNNO[3]

Tengo voja de jiocà co’ te e ‘nu dòce trettecà[4]
fa aumentà la luce reposta dentro ju cèlu de ji occhi tè.[5]

Ma no so ji que te nònno, citulu[6] mè,
e mancu la terra que te fa vedè la crianza[7] sé.

Nonnà[8] e trettecà de còse que non se voiju cascà pe’ terra.
Scoppiu ‘mpruvvisu, mai vistu, mai sentitu.

N’ombra de paura te vela ju sguardu
e rannuvola la occuccia a ‘nu piantu lamentusu.

A ju pettu te stregno come n’ostia consacrata
attecchio[9] fòre, vajo pe’ la strai[10]
troppu piena de strane làgne[11] de poèra ggente.

Le macère[12] s’abbattu, se scopru le còse reposte
ji porta gioie de le còse nascòste.

Pinziruso e senza fiatà guardi j’abbiricasse[13] de lamenti

ji muri spaccati que piagnu lo bbònu[14] sbriccatu[15].

Come ‘na fotografia fannu vedè
ju pupazzittu[16] tè
co’ ‘nu mercu[17] a ji occhi e le manucce acciaccate[18].

27 luglio 2016

Traduzione in aquilano di Lucia Bonanni


PE’ JIU TARRAMUTU DE J’ABBRUZZU[19]

Tuttu quantu se so’ persi[20],
(‘mezzu a jiu dirupu)[21]
ij muri se so’ sciricati[22]
e a issi se so’[23] accarrati ‘nnanzi
e entro ‘nu minutu
le case se so’ sbriccate[24], lo bbóno[25]
ij’ à lassati.
Corpi arruati[26] de qua e dellá
corpi retróáti
vivi e tormendáti[27]
que se perdu entru tanta tisolazió[28]
que non se recónúsciu ‘mmezzu a le macerie
‘mmezzu a la ruina
‘mmezzu a iju piantu
‘mmezzu a iju tormentu.
Dolore scuru, tristu lamentu![29]
Quiji que non so’ morti révengo arréte[30]
se perdu entru ‘nu mare de cementu,
s’accappanu[31] éntru la disgràzia de quéle case
e addómannanu ajiutu
(sperzi e accorati)[32]
a tutti quanti addómannanu ajiutu!

1 ottobre 2015

Traduzione in aquilano di Lucia Bonanni


Note

[1] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione “a due voci” dal poeta Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. Sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici “a due voci”, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016). Il presente dittico è proposto dalla poetessa Francesca Luzzio con la sua poesia “Io non ti cullo”; successivamente il dittico è stato tradotto in dialetto aquilano dalla poetessa e critico letterario Lucia Bonanni, ed è tratto da AA.VV., Dipthycha 4. Corrispondenze sonore, emozionali, empatiche... si intessono su quel foglio di vetro impazzito..., a cura di Emanuele Marcuccio (di prossima edizione).
[2] Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 18.
[3] Traduzione in dialetto aquilano di “Io non ti cullo” di Francesca Luzzio, a cura di Lucia Bonanni. Il titolo originale “Io non ti cullo” per esigenze foniche è stato qui cambiato in “Non so ji que te nònno” (Non sono io che ti cullo). Anche per esigenze di versificazione in alcuni casi ho dovuto dare una diversa impostazione al verso, senza però modificarne il significato originario. [N.d.T.]
[4] Dondolare.
[5] Per una migliore trasposizione dialettale il blu degli occhi per metonimia è interpretato col blu del cielo “ju cèlu de ji occhi tè” (il cielo dei tuoi occhi).
[6] Bambino piccolo, neonato.
[7] Educazione, bellezza per estensione di significato.
[8] Ninnare.
[9] Ascolto, mi metto in ascolto.
[10] Strada, più corretto è “rua”, ma ho usato questo termine per fare l’assonanza in “i” con la parola “vajo”.
[11] Lamenti, dolore.
[12] Muri abbattuti.
[13] Affrettarsi, qui usato come intensità, velocità dei lamenti.
[14] Le cose belle, come il latino “bonum”.
[15] Mandare lontano, allontanato, quindi perso.
[16] Bambolotto, giocattolo, (da pupa, bambola).
[17] Ferita.
[18] Schiacciate.
[19] Traduzione in dialetto aquilano di “Per i terremotati dʼAbruzzo” di Emanuele Marcuccio, a cura di Lucia Bonanni. Riguardo al titolo, ho tradotto con “Pe’ jiu tarramutu de j’Abbruzzu” (Per il terremoto dell’Abruzzo) perché la parola “tarramutati” in aquilano non è molto usata. [N.d.T.]
[20] Nel primo verso ho preferito tradurre con “tuttu quantu se so persi” invece che “tuttu ànnu persu” perché così si realizza l’allitterazione in “i” a fine rigo nei vv 1, 3 e 4.
[21] I versi tra parentesi sono stati inseriti per dare forza alla traduzione. “Dirupu” qui sta per evento tragico, cataclisma.
[22] Rovinati, devastati.
[23] Nei versi 1, 3 e 4 ho volutamente ripetuto l’espressione se so’ per formare unʼanafora.
[24] Macerie, sassi, bricco è il sasso di piccole dimensioni.
[25] “Bbòno” sta per il “bonum” latino, cioè le cose buone quindi la sicurezza.
[26] “Arruati” sta a significare buttati in mezzo alla strada, “rua” infatti vuol dire strada.
[27] Tormentati come sinonimo di feriti.
[28] “Tisolaziò” sta per “massa informe”.
[29] “Dolore scuru, tristu lamentu” per tradurre i versi “Vista orribile, dolore orrendo”. La parola “scuru” viene usata con significati diversi, per esprimere sofferenza, dolore e disappunto; ad esempio l’espressione “scura mi” significa “povera me”, “tristu” ha significato simile al latino “tristus”, una persona trista è una persona poco affidabile.
[30] Con “Quij que non so morti revengo arrete”, ho usato un’antifrasi per tradurre il verso “i sopravvissuti che sopraggiungono”.
[31] Si nascondono, per dire che si confondono nella rovina delle case.
[32] Sbigottiti e fortemente addolorati.

Sempre Vostra, Storyteller.



mercoledì 29 maggio 2019

POST ORDINARIO: SEGNALAZIONE LIBRO "MIA" (29 maggio 2019)


Buonasera Lettori! Come promesso pubblico stasera l'articolo segnalazione della settimana. Oggi si parla di Mia, un romanzo scritto dall'autrice Daniela Ruggero, dall'importa fortemente drammatica e sentimentale. Trovate tutte le informazioni necessarie in seguito, compresi i contatti diretti con l'autrice e l'url del suo blog. Buona lettura, a presto.


SINOSSI

L'amore che unisce Mia e Dave è intenso quanto la loro giovane età. Nonostante lui debba partire per
Copertina del libro
frequentare la London School of Economics, decidono di proseguire la loro relazione a dispetto della distanza che li separerà. Josh è il cugino di Dave, dopo aver conseguito la laurea si trasferisce in Italia per mantenere fede alla promessa fatta alla madre sul letto di morte. Le loro vite si intrecceranno in modo inaspettato. Mia assaporerà il gusto amaro delle lacrime, del tradimento e del rimorso. Imparerà a sue spese quanto possa essere profondo l'abisso del dolore e come rinascere e cambiare pelle sia l'unica via per onorare la vita.


Biografia

Daniela Ruggero nasce a Torino il 30 Settembre 1976, sposata e mamma.
Nella vita di tutti i giorni è un'infermiera mentre nel tempo libero scrive. E' una lettrice compulsiva dipendente dal genere Horror e Noir. Ama il Fantasy in tutte le sue sfaccettature, ma non disdegna una buona storia anche se non fa parte di queste categorie. Ama le serie televisive come Supernatural e simili e Dexter Morgan è il suo serial killer preferito. Ha pubblicato due romanzi con Rizzoli per la collana YouFeel. Collabora come blogger per la DarkZone edizioni.

Autrice della Saga Dark Fantasy I Guardiani degli Inferi

La sposa Oscura

Genesi

Legami di sangue

Giuramento di sangue

Risveglio

Tradimento ( ultimo volume della saga)

 Origini ( I racconti) 4 agosto 2018


AUTO CONCLUSIVI

Poison Dark romance auto pubblicato 04\09\2015

Il Cucchiaio Magico: in collaborazione con l'autrice Francesca Pace un libro di cucina e magia ispirato alle tradizioni erboristiche e “magiche” delle spezie casa editrice Astro Edizioni.

Eredità Proibita. Scritto a quattro mani con Doranna Conti. Edito YouFeel Rizzoli

MIA ( ritirato dalla vendita e in prossima pubblicazione con Casa Editrice Dark Zone Edizioni)

BROKEN ( dark Romance )

27 Novembre DUST dark romace

10 Maggio NECTUNIA  Distopico (1 volume di una duologia) Edito Dark Zone Edizioni, vincitore del TROFEO NAZIONALE PER LA LETTERATUTA ITALIANA DI FANTASCIENZA, Cassiopea 2019

ASH spin off di DUST




Contatti:
daddara76@yahoo.it

Pagina autore
https://www.facebook.com/Daniela-Ruggero-autrice-809670515764922/

Blog

http://danielaruggero.blogspot.it/


Sempre Vostra, Storyteller.



POST ORDINARIO: PROGRAMMA DI OGGI (29 maggio 2019)

Buon pomeriggio, Lettori. Con questo post intendo indicare il programma per oggi. Purtroppo, non so esattamente per quale ragione, oggi ho problemi con la connessione, motivo per cui sto scrivendo il post attraverso il mio telefono, il che devo ammetterlo, non è il massimo. Nonostante ciò, nemmeno questo é un buon motivo per non scrivervi. Sarò breve certo, ma come sempre vi terrò informati. Dato questa anormalità di cui vi ho accennato prima è fondamentale che vi dica che non potrò pubblicare come al solito, perciò il programma verrà dimezzato e l'articolo da pubblicare sarà soltanto uno. Rimarrà infatti la segnalazione, ma spostata a programmazione serale, h. 21.00. Per quanto riguarda l'articolo di LIBERO PENSIERO di stasera verrà spostato in data da destinarsi entro la fine della settimana. Per ora gli altri giorni resteranno invariati, a parte il post di domani sera dei FATTI DI CRONACA, che con buona probabilità sarà spostato di qualche giorno. Al momento non ho altro da aggiungere, qualora nel corso della giornata sorgano altri problemi, come sempre verrà fatta segnalazione sulla pagina Facebook del blog. Vi ricordo che qualora il sito fosse di vostro gradimento, potere cliccare il bottone azzurro in alto con la scritta Segui. Per ora vi saluto e vi do appuntamento a stasera con la segnalazione, che spero possa essere apprezzata.

Sempre Vostra, Storyteller.

martedì 28 maggio 2019

SPECIALE EMPATIA: LA SCRITTURA TERAPEUTICA DI SONIA SCARPANTE, SECONDA PARTE. ( 28 maggio 2019)

Buonasera Lettori! All'interno dell'articolo troverete la seconda parte dell'articolo ospite ad opera della docente e scrittrice Sonia Scarpante, inerente al tema della scrittura terapeutica. Ci siamo lasciati infatti con la prima parte dell'articolo, la cui ultima frase era composta dalle seguenti parole:

"La scrittura come cura e conoscenza di sé  è un viaggio introspettivo forte e impegnativo in grado di offrire nuove possibilità per ascoltarsi e conoscersi meglio, un viaggio che ci porta su strade nuove e opportunità inimmaginabili."

La seconda parte inizierà proprio da qui. Vi auguro buona lettura e qualora abbiate desiderio di lasciare un commento non esitate. A presto e buona serata.


Durante questo tragitto introspettivo si impara a parlare di emozioni e sentimenti senza sentirsi
giudicati, a riconoscere nella storia dell’altro analogie con la propria, a condividere una sofferenza
e a diventarne più consapevoli. La possibilità di scrivere su di sé e rivedersi da prospettive differenti
anche grazie allo scambio degli altri partecipanti e ai rimandi del conduttore sfocia in una sensazione
di benessere psicofisico che risveglia risorse personali fino a prima dimenticate o nascoste.
Il percorso con la scrittura terapeutica finalizzato ad un percorso di crescita personale e di
autodeterminazione prende vita all'interno di un gruppo, in cui ogni partecipante invitato a scrivere di
volta in volta lettere, tra le quali la prima è indirizzata a se stessi (metodologia pratica che fa
riferimento al testo: Parole evolute. Esperienze e tecniche di scrittura terapeutica. Edi Science).
Seguono poi lettere intitolate ai nostri interlocutori e a familiari, nonché lettere incentrate su emozioni
e paure o su altre situazioni specifiche con cui ci troviamo spesso a fare i conti.
Il primo importantissimo passo da fare è accettare se stessi, perdonarsi e amarsi. In questa chiave, la
scrittura terapeutica è una disciplina introspettiva tendente all’autocura per quella componente di
antidepressione ed antistress che contiene.
Tale metodo di scrittura in campo medico viene definito come “terapia coadiuvante” da prescrivere
accanto a quella farmacologica per il valido aiuto psicologico che fornisce al paziente. Il termine stesso
di “medicina narrativa” della parola scritta come farmaco utile, della scrittura come cura, trova sempre
più ampia diffusione in quanto materia di confronto ed incontro tra saperi e competenze convergenti sul
soggetto.
I benefici individuali dati da questo “operare con la scrittura” compiuti singolarmente hanno una felice
corrispondenza nella condivisione collettiva della lettura: qui i racconti sono liberi da ogni pregiudizio
e trovano nel senso di partecipazione e nella naturale accoglienza del gruppo, un motivo in più per
rafforzare la volontà di cambiamento della persona nel suo contesto di vita.
La scrittura, dando materialità all’inesistente, quindi, permette di sentirsi e vedersi attori di un’altra
realtà.
Da qui l’importanza psicologica che la scrittura riveste nel nostro modo di prefigurare il cambiamento,
di darci una nuova immagine di noi stessi, di prevedere per noi un “io autentico”, tutto da scoprire e da
ricostruire.
Possiamo affermare che la scrittura rappresenti una forma di emancipazione, un serio contributo per
costruire un domani di persone più appagate e consapevoli.
Può la Scrittura Terapeutica svilupparsi in Scrittura performativa? Perché possa avvenire questa
evoluzione quali aspetti non devono essere tralasciati?
Il lavoro di scavo nelle memorie genitoriali ad esempio è di fondamentale importanza, il tema della
casa della propria identità, il legame con i figli, con il proprio compagno, scavare all'interno dei propri
sogni ma anche e soprattutto delle proprie resistenze, delle fatiche che si manifestano in stili ripetitivi,
ma anche scritture che ci permettano di sviluppare una certa analisi di sé attraverso libere associazioni
identificandosi in un elemento naturale, in un oggetto, o in un viaggio. Tutto questo fa sì che la scrittura
da terapeutica possa trasformarsi in performativa…
Come scrivo nel mio testo Parole evolute. Esperienze e tecniche di scrittura terapeutica…
“So quanto la riflessione scritta su questa tematica possa costare in termini emotivi e di introspezione, ma conosco bene, per averli vissuti in prima persona, anche i benefici cui permette di arrivare, una volta trovato il coraggio di affondare il bisturi nella ferita e di cauterizzarla con l’aiuto della parola scritta…”
Scarpante Sonia 
Presidente Associazione “ La cura di sé “

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA (28 maggio 2019)

Buon pomeriggio Lettori! Oggi illustrerò molto brevemente il programma dei prossimi giorni, anche
perchè come sempre, il tempo è tiranno per me. Voglio comunque tenervi aggiornata, in modo tale che siate preventivamente informati circa le novità che saranno programmate per la settimana corrente. Inoltre come avrete notato la giornata di ieri lunedì non ha avuto programmazione visti i numerosi impegni con il lavoro, che mi hanno impedito di ritagliarmi del tempo per il blog e per la stesura degli articoli. Detto ciò, chiarita il motivo della mia assenza passerei alle informazioni necessarie. Voglio anticiparvi che è in atto un progetto molto complesso e importante, ancora non so quando potrò annunciarvelo con precisione, ma spero molto presto. Inoltre spero sempre, con la vostra collaborazione, di riuscire a preparare un corso di blogging secondo la mia personale idea di fare blogging, per la prima volta per lettori e blogger apprendisti e la realizzazione, di nuovo, del percorso sensorial- poetico, a cui tengo particolarmente. Dunque in questo articolo intendo definire in particolare il programma di oggi e dei prossimi giorni. Il programma settimanale sarà per ora solo abbozzato, in quanto nel corso della settimana potrebbero esserci modifiche sia per non ho avuto il tempo di organizzare al meglio la programmazione in questi giorni, sia perchè non sono sicura di riuscire a pubblicare con la giusta costanza a causa dei tanti impegni di lavoro di questo periodo.
Per la giornata di oggi il programma solito è stato cambiato. Ci sarà un solo appuntamento serale, dedicato alla seconda parte dell'articolo ospite sulla scrittura creativa. Nel corso della giornata di domani ci saranno due appuntamenti, uno pomeridiano di segnalazione h.17.00 e uno serale h. 21.00, dedicato ovviamente a LIBERO PENSIERO. Giovedì appuntamento pomeridiano inerente al progetto "Diphycha" con pubblicazione del secondo dittico di componimenti e un appuntamento serale con la rubrica I FATTI DI CRONACA, deciso da voi con i sondaggi del gruppo Facebook. Vi ricordo, per chi deve ancora votare che può farlo accedendo alla pagina Facebook "Gruppo di Storyteller's Eye", cercare il sondaggio con data di pubblicazione 30 maggio 2019 e cliccare sulla propria preferenza tra i suggerimenti dati. Venerdì avrà invece un solo appuntamento serale, h. 21.00, per la rubrica VIAGGI, che descriverà la biografia di Ramses II. Per ora termino qui, vi mando un grande abbraccio. A presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

sabato 25 maggio 2019

LA FIGURA MATERNA, I MIGLIORI ESEMPI LETTERARI PER CELEBRARE LA SUA IMPORTANZA. (25 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Questo è un articolo a mio avviso sentito, toccante oserei dire, e perciò, per il suo tema, merita un posto d'onore tra le rubriche di Storyteller's Eye Word. Parleremo della figura della madre, ma secondo i canoni di EMPATIA. Il mondo letterario da sempre ospita migliaia di temi e di sfumature diverse, tra questi, protagonista talvolta è proprio colei che ha generato scrittori, autori e poeti, che ci sono nel "dietro le quinte" di una qualsiasi opera. Noi ci occuperemo di loro, che siano effettivamente le madri degli autori o che siano invece figure divinizzate ed estrapolate dalla vita quotidiana, qualcosa di mitico e forse un pò stereotipato. Prima di addentrarmi nel merito del discorso ricordo che l'articolo è frutto di una vostra personale scelta, condotta mediante
l'ausilio dei sondaggi presenti tra i post del gruppo di Storyteller's Eye di Facebook. Ma dunque ho intenzione di introdurre il discorso parlando di poesia. Tanti sono infatti i componimenti nel corso della storia che vedono protagonista proprio lei, la madre. Il primo che vi cito è Ugo Foscolo. Ricorda infatti la figura materna attraverso la poesia "In morte del fratello Giovanni": infatti, dopo aver dedicato qualche verso al defunto fratello passa poi ad esprimere amore e sentimento per la loro generatrice comune, che concesse ad entrambi la vita. Pensa ad essa con pietà, costretta a soffrire per la perdita prematura di un figlio e per l'estrema lontananza dell'altro. La madre è quindi rappresentata come una creatura fragile, sopraffatta dalla realtà, descritta da Foscolo con l'innocenza e la tenerezza degna di un anima da proteggere.Totale altra interpretazione di questa figura è quella data da Giovanni Pascoli, nella poesia La Voce. Si sente tra i versi,l'estremo senso di abbandono nutrito dal poeta, che con la morte precoce di padre e di madre, si trova costretto ad adempire a molte responsabilità di fratello maggiore nei confronti delle sorelle. Lo affligge non solo il peso del suo ruolo, ma anche un profondo senso di angoscia e smarrimento, data la sua tenera età. E poi Giuseppe Ungaretti, che nella poesia "La Madre" spicca il rapporto affettivo tra lui e lei, come nelle precedenti citate, non era stato descritto. Ma il testo non differisce solo per sfumatura di tema bensì anche per stile e corrente letteraria. Vi consiglio, qualora non conosceste la poesia, in particolare questa, di farne la lettura, in modo tale che quanto ho scritto sia di facile comprensione. Protagonista è anche in questo caso la madre, ormai defunta. Attraverso la stesura dei versi non ricorda solo il rimpianto per la perdita, ma anche un senso di fede, che lo porterà ad incontrarla nuovamente in una realtà ultraterrena. A quel punto lei, rivedendo il figlio ne prova compassione, e decide di chiedere clemenza all'Eterno Padre, affinchè possa passare l'eternità in paradiso in sua compagnia. Tralascio volutamente tutti gli aspetti tecnici e le sintassi adoperate dal poeta, che potrete tranquillamente approfondire in altra sede, dove troverete tutto come parafrasi e analisi testuale.Voglio terminare questo articolo anche con un classico esempio della cultura letteraria romanzesca dell'ottocento, uno dei più grandi capolavori, ovvero i Promessi Sposi, scritto da Alessandro  Manzoni. Raffigurazione curiosa e interessante è quella di Agnese, madre della sposa e unica figura genitoriale dei due protagonisti. Nonostante infatti non sia da considerare un personaggio principale, essa è assolutamente fondamentale e significativa per lo svolgersi della narrazione. E' la donna a cui Lucia, la figlia si affida di più, che le da sostegno. Più che una madre è l'incarnazione della madrina dei giovani sposi, sempre pronta a dispensare consigli. Nonostante ciò, non si può definire il personaggio di Agnese "profondo": pecca spesso di loquacità e si dilunga spesso in chiacchiere inutili. Sono madri, ma prima di tutto donne, con pregi e difetti, che i figli da sempre, per affetto nei loro confronti, sono in grado di elogiare e ignorare all'occorrenza.

Sempre Vostra, Storyteller.

venerdì 24 maggio 2019

VIAGGI: L'INGRESSO DELL'ITALIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE (24 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Nell'articolo di questa sera affronteremo uno degli appuntamenti fissi del mese di maggio per la rubrica VIAGGI. Il tema è a mio avviso forte e straordinario, in grado di racchiudere in sè un senso di patriottismo, ma anche di ambiguità, che come vedremo, vede narratore esterno alle vicende uno dei grandi padri della poetica italiana, ovvero Gabriele D'annunzio, protagonista mediatico del "maggio radioso". Nonostante ciò il 24 maggio del 1915 per l'Italia è una data storica, ricordata come il mito fondativo della moderna identità nazionale. Parleremo infatti dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Il popolo italiano fu comunque combattuto sul valore positivo o meno di quest'azione del paese e chi ne fu a favore si vedeva proteso a questo pensiero grazie al sostegno del fascino e di conseguenza del suo fervido rappresentante, il poeta sopra citato.
Questa è la prima delle tre date che resteranno nell'immaginario delle vicende tricolore, seguita dal 24 ottobre del 1917 ( la Disfatta di Caporetto ) e il 4 novembre del 1918 (la vittoria). Ma analizziamo meglio le dinamiche di questo ingresso in guerra del nostro Paese.Tutto ha inizio con la dichiarazione di guerra da parte del potere Austro-ungarico, appunto il 24 maggio del 1915. La decisione non verrà appoggiata pienamente dal popolo che anzi, si trova diviso dal punto di vista ideologico. Da una parte troviamo coloro che sono favorevoli alla guerra, ovvero il ceto borghese in primis, assieme a
intellettuali, studenti e le grandi testate giornalistiche dell'epoca. Sulla posizione opposta troviamo invece operai e socialisti. Fu la stessa scissione dell'opinione pubblica a creare il terreno ideale per far favorire la nascita del Fascismo, con l'appoggio del Re. Tutto ebbe formalmente inizio il 26 aprile 1915 quando il primo ministro Antonio Salandra e il ministro degli esteri Sidney Sonnino decidono di firmare il Patto di Londra. Questo patto portava l'Italia in guerra in alleanza con Francia, Regno Unito e Impero Russo e, in caso di vittoria, la conquista dei territori di Trento, Triste, Sud Tirolo, l'Istria (ad esclusione di Fiume), una parte della Dalmazia, alcune isole dell'Adriatico, Valona e Saseno (territori dell'Albania) e il bacino carbonifero della Turchia. Oltre a ciò si sommava la conferma di sovranità coloniale sulla Libia e sul Dodecaneso. Stabilire il patto però, non fu così semplice. I due ministri infatti ottengono numerose opposizioni da parte del Parlamento e da Giolitti, che riuscirono a superare solo con alcune forzature. Per molti storici e studiosi del periodo, definirono quanto avvenne come "colpo di stato", anche se il termine si professa impreciso e in parte illogico. In tutto ciò, un buon contributo per il superamento del patto, furono gli intellettuali, in particolare il poeta Gabriele d'Annunzio, che istituì una vera e propria campagna propagandistica, a favore del cambiamento di pensiero del popolo italiano. Diede, con le sue attività, un nuovo volto all'intellettuale, inaugurando il concetto di "estetica della politica", allo scopo di "nazionalizzare le masse". La tattica venne in seguito utilizzata per l'ascesa dei movimenti di estrema destra degli anni '20. Insieme ad d'Annunzio, la propaganda a favore della guerra venne portata avanti anche dagli intellettuali futuristi e tanti altri gruppi minori. Secondo la loro filosofia di fondo, lo scopo della guerra era "purificare e rigenerare". Idea che in breve tempo, a guerra ormai iniziata, si rivelò infondata, quando appunto gli stessi intellettuali andarono semplicemente incontro alla morte.
Termino qui l'articolo, sperando che sia stato apprezzato. Se così fosse, non esitate a commentare ed esprimere il vostro pensiero a riguardo. Un grande abbraccio, buonanotte.


Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: IL PROGRAMMA DI OGGI ( 24 maggio 2019)

Buon pomeriggio, Lettori.  In
questo post sarò breve, in quanto la giornata si prospetta come sempre impegnativa, nonostante io ci tengo ad essere precisa e puntuale nei vostri confronti. La programmazione di ieri, giorno giovedì 23 maggio, è stata un successo. Ho notato come abbiate apprezzato sia lo speciale contenente il primo dittico del progetto "Dipthycha", sia la prima parte dell'articolo ospite, relativo al tema della scrittura terapeutica. Sia per quanto riguarda il post pomeridiano, sia l'articolo serale, avranno un seguito. In particolare vi consiglio di seguire con costanza i vari post ordinari. Vi ricordo un'altra questione importante. Questa sera termina il tempo disponibile per votare il sondaggio per la rubrica, sul gruppo Facebook. Per chi ancora non ha votato e avrebbe piacere di ciò, deve accedere a Facebook, cercare " Gruppo Storyteller's Eye" e cercare il sondaggio EMPATIA, con data di pubblicazione 23 maggio. Ricordo che a causa di alcuni problemi personali, mercoledì non ci sono state pubblicazioni sul blog e il programma è perciò stato cambiato. Votate inoltre il sondaggio I FATTI DI CRONACA, datato 30 maggio. Questa credo sia una buona opportunità per voi lettori di leggere l'articolo che preferite tra una lista di possibilità. Ciò ha lo scopo di rendervi maggiormente attivi, avvicinandosi sempre più al concetto di famiglia del web e non di semplici follower di quello che scrivo.
A questo punto ci tengo a ricordare il programma di oggi. Un solo appuntamento serale,per la rubrica VIAGGI, h. 21.00, tratterà il tema dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Ad ora vi saluto e vi auguro buona giornata.

Sempre Vostra, Storyteller.

giovedì 23 maggio 2019

SPECIALE EMPATIA: LA SCRITTURA TERAPEUTICA DI SONIA SCARPANTE (23 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Questa sera ho il piacere di accogliere come ospite speciale del blog Sonia Scarpante, docente e scrittrice, che ci parlerà attraverso l'articolo che segue di scrittura terapeutica. Io stessa ho trovato l'articolo interessante e non vedevo l'ora di condividerlo con voi. Ricordo che l'articolo dato la sua lunghezza è stato diviso in due parti in modo da essere seguito con più semplicità. Questa è appunto la prima parte, seguirà una seconda quanto prima. Vi ricordo, qualora lo reputiate opportuno, di commentare o lasciare messaggi e opinioni personali nelle chat di pertinenza. Ora vi lascio alla lettura, augurandovi una buona serata e la buonanotte.



Perché parlo di Scrittura terapeutica? Quali motivazioni mi spingono a farlo?

Parlo di scrittura terapeutica perché la mia rinascita parte proprio dalla mia autobiografia “Lettere ad un interlocutore reale“. Il mio senso , attraverso cui ho imparato molte cose della vita.

Che cosa mi ha insegnato quel viaggio autobiografico?

Che la scrittura è veramente un mezzo potente, un aiuto fondamentale per chi è alla ricerca di un miglior equilibrio interiore.
La chiamo “ scrittura terapeutica” perché attraverso il lavorio continuo di una scrittura salvifica, si evince quanto essa ci possa aiutare nell'elaborare anche la sofferenza più acuta, a superare traumi di cui molti di noi portano sul proprio corpo stigmate evidenti, a sciogliere nodi, a risolvere fragilità affettive. A vincere vecchi sensi di colpa.
Grazie alla scrittura ho imparato a confrontarmi con la faccia poliedrica di ciò che ognuno di noi chiama il suo “me stesso”; ho imparato a recuperare un mio senso della vita ; ho imparato a vedere nelle mie emozioni, dando loro parola. Senza temere timore.
La scrittura terapeutica , intesa come ricerca individuale e pratica, incrementa le forze legate all'interiorità e in tal senso migliora la qualità della nostra vita.
Ancora, può essere considerata uno degli strumenti conoscitivi, non ultimo e nemmeno risolutivo, ma confacente al soggetto che ad essa si rivolge per attingere e imparare a sostenersi.
Nel lavoro prima individuale e poi collettivo, che la scrittura può sviluppare, matura una predisposizione più marcata verso chi sta raccontando di sé, un’attenzione più sentita, un senso nuovo della vita altrui e della nostra dove la fiducia diviene elemento dominante, amalgama di sostanziale forza che aiuta a stemperare le complesse vicissitudini dei vissuti.
La scrittura come analisi del sé, nasce quindi da un mio primo lavoro autobiografico pubblicato nel 2003; lavoro faticoso ed alquanto efficace dove la scrittura compulsiva dettava le sue regole in un ritmo incalzante dove la penna era mal sincronizzata sui tempi della mente. Quella scrittura iniziale ha stimolato l’auto-analisi da cui sono affiorate riflessioni di grande interesse cognitivo-emotivo.
Attraverso la narrazione autobiografica ho imparato a svelare me stessa nelle diverse sfaccettature che mi compongono, ho imparato a sanare le relazioni affettive, a sciogliere pericolosi nodi esistenziali, a dare voce e a risolvere anche sensi di colpa, a riconciliarmi con quegli eventi difficili che nella mia vita si erano assopiti e depositati nei meandri della memoria.
In questo lavoro di scavo sono essenziali due peculiarità, che unite insieme ci saranno di aiuto per imparare ad elaborare e discernere; per questo tragitto della conoscenza bisogna nutrirsi di coraggio nel rivedere e nell'analizzare se stessi e di fiducia in ciò che andiamo a costruire.
La scrittura come cura e conoscenza di sé  è un viaggio introspettivo forte e impegnativo in grado di offrire nuove possibilità per ascoltarsi e conoscersi meglio, un viaggio che ci porta su strade nuove e opportunità inimmaginabili.

...SEGUE...


Sempre Vostra, Storyteller.


POST ORDINARIO: SPECIALE PROGETTO DIPTHYCHA (23 maggio 2019)

Buon pomeriggio, Lettori! Sempre per lo speciale progetto "Dipthycha", vi lascio in seguito la lettura del primo dittico poetico, ad opera di Silvia Calzolari e dello stesso Emanuele Marcuccio, creatore del progetto. Buona Lettura.


“Vita Parallela” / “Telepresenza”, con commento critico 
di Luciano Domenighini[1] 

Dittico poetico ‘a due voci’[2] di Silvia Calzolari e Emanuele Marcuccio 


«Nell’individuare dittici e trittici poetici secondo il “Dipthycha” - operazione mai semplice - è essenziale che ogni autore non imiti l’altro ma che in una sorta di continuum, seguendo il relativo tema rimanga fedele al proprio modo di fare poesia. Se no, dove sarebbe l’innovazione? Solo qualcosa di simile a una poesia a quattro mani e nulla più.»[3] 

Emanuele Marcuccio 



VITA PARALLELA[4]

A tutti i poeti/artistanime

Odo voci
con volti
senza volti
che cercano
esplorano
espandono.
Nuove strade davanti a noi
che hanno sapori veri
in condivisioni accese
che si innalzano in cieli nuovi
in realtà autentiche e inaspettate.
Vomito il mio essere
sensazionintense di parole unite
di figure geometriche
come vapori necessari
che costruiscono mondi
simili ai miei
diversi dai miei
di occhispirati in occhispirati
di umanosentire.
Vortici meravigliosi
che circondano
avvolgono
stimolano
pensieri di mentemozione accesa
senza tregua...
come sento io
come voglio io
come in specchioimmagine vedo voi
vi ascolto
vi sento
in divenire senza limiti!

9 maggio 2010

Silvia Calzolari


TELEPRESENZA[5] 

A Silvia Calzolari

Questa corrispondenza
d’amorosi sensi,
questa corrispondenza
d’umano sentire,
senza reale presenza,
in questa telepresenza,
frapposta da un foglio di vetro
e una tastiera:
paradosso sonoro,
che costituisce
mondi simili,
mondi diversi,
m’ispira...
Anche questo
foglio di vetro impazzito,
m’ispira...

9 maggio 2010

Emanuele Marcuccio



È un congegno recettivo raffinato, un’antenna sensibilissima, è uno strano essere il poeta che riesce a percepire presenze e a stabilire corrispondenze anche nella solitudine, nel silenzio, nell’assenza, nell’esilio dei corpi e delle voci.
La Calzolari e Marcuccio rilevano e celebrano questa facoltà, glorificandola in due odi di distinto colore.
Entusiastica e festosa, panica e inebriante quella di Silvia che confessa una disposizione benigna e spande un amore incondizionato verso tutta l’umanità, sentimento imperioso, che sente e crede vicendevole.
Che la poetessa voglia esprimere tutto l’impeto di questa coralità comunicativa, di questa universale condivisione empatica, lo si capisce anche dal generoso, a tratti quasi compulsivo impiego di forme verbali che, in una lirica di soli trentadue versi ne assommano ben ventuno (odo, cercano, esplorano, espandono, hanno, innalzano, vomito, unite, costruiscono, ispirati, sentire, circondano, avvolgono, stimolano, accesa, sento, voglio, vedo, ascolto, sento, divenire)  conferendole un ritmo incalzante e una straordinaria mobilità.
All’espansività quasi febbrile della Calzolari Marcuccio oppone il tono compassato e riflessivo di “Telepresenza”, un'ode al computer e alle sue magiche facoltà, singolare per la modernità del tema.
Aperta da una citazione foscoliana, analizza con acutezza la moderna condizione del solitario che, attraverso un congegno tecnico può riscattare largamente il suo isolamento.
È “questo foglio di vetro impazzito” il prodigioso prestigiatore che può trasformare la solitudine fisica in un affollato e illimitato sodalizio mentale e virtuale.
È questa l’opzione meravigliosa offerta all’uomo d’oggi e Marcuccio sa cogliere e descrivere questa opportunità, a riprova che sono la volontà e il sentimento dell’uomo le forze che governano i frutti dello sviluppo tecnologico, strumenti inanimati certo ma che hanno essi stessi il potere di ispirare il cuore di un poeta.
Ammirevole qui è la capacità, caratteristica del poeta palermitano, di coagulare i concetti in locuzioni lampanti e sintetiche (“telepresenza”, “foglio di vetro impazzito”, “paradosso sonoro”), a un tempo essenziali e pregnanti.

Luciano Domenighini 

Note 

[1] Il commento critico di Luciano Domenighini al dittico è edito, in AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, TraccePerLaMeta, 2015, p. 19. 
[2] Il dittico poetico, rivisitato in una accezione “a due voci” dal poeta Emanuele Marcuccio e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”. Sono finora editi tre volumi antologici di questi dittici “a due voci”, che costituiscono il progetto “Dipthycha” (2013; 2015; 2016). 
[3] Esergo a AA.VV., Dipthycha 4. Corrispondenze sonore, emozionali, empatiche... si intessono su quel foglio di vetro impazzito..., a cura di Emanuele Marcuccio (di prossima edizione). 
[4] Silvia Calzolari, in AA.VV., Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, Photocity, 2013, pp. 2-3. Il presente dittico a due voci proposto dallo stesso curatore Emanuele Marcuccio, apre ogni volume del progetto e costituisce il suo manifesto poetico. 
[5] Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 26. 





Sempre Vostra, Storyteller.


POST ORDINARIO: ALCUNE CONSIDERAZIONI ( 23 maggio 2019)

Buongiorno Lettori! In questo articolo credo che dovrò dire tanto, o perlomeno dovrò fare delle considerazioni in merito alla mia assenza di ieri e come questo influirà sul programma settimanale, che ancora ha due giorni di pubblicazioni, ovvero oggi e domani. I vari impegni nel corso della giornata di martedì mi hanno impedito qualsiasi forma di pubblicazione in programma, a parte quella della segnalazione che era già stata costruita nei giorni precedenti. Qualcuno di voi avrà notato che martedì sera, essendo che mi sono resa conto dell'impossibilità di pubblicare, ho pubblicato un breve post sulla pagina Facebook di Storyteller's Eye. Riconosco che non fosse molto esaustivo, ma definiva in poche parole una giustificazione all'assenza dell'articolo serale. Alla fine penso che faccia parte della normalità della vita avere imprevisti, problemi personali o familiari. In luce a ciò mi sento comunque in dovere di dirvi che nel corso di questo periodo non ho le certezze che ho di solito. Si tratta di giorni impegnativi, che vanno oltre alla stanchezza e allo stress derivante dal mio lavoro, che prende in considerazione di una serie di imprevisti che mi impediscono di mantenere la medesima costanza di pubblicazione. Continuerò a pubblicare con la medesima costanza, questo è certo. Ma se a volte non vedete l'articolo programmato uscire sul blog, sapete che si tratta di cause che vanno oltre le mie possibilità. In ogni caso, se sarò costretta a non pubblicare, lascerò un post sulla pagina di Facebook. Nonostante ciò, come sempre ormai, ho visto il vostro grande supporto, il numero delle visualizzazioni di ieri è stato altissimo, senza nemmeno pubblicare. Rimango ogni giorno più soddisfatta e felice degli esiti positivi e del successo che riscuote fra voi il blog. Ciò mi dà la giusta energia per continuare, perchè non si tratta solo di qualcosa per me stessa, ma qualcosa da condividere.
Detto ciò è importante fare un aggiornamento sulla programmazione, in primis quella di oggi.  La giornata di oggi avrà dei piccoli cambiamenti: h. 17.00 verrà pubblicato il primo componimento tratto dal progetto "Dipthycha", mentre la sera h. 21.00 verrà pubblicato l'articolo ospite di Sonia Scarpante, in merito alla scrittura terapeutica. L'appuntamento fisso di EMPATIA verrà spostato nel pomeriggio di sabato, in orario da destinarsi. In questo modo avrete ancora la giornata di oggi e domani per votare. Vi basterà andare nel gruppo "Storyteller's Eye" e nel sondaggio di EMPATIA del 23 maggio, contrassegnare la vostra scelta. Per altre informazioni, verrete informati nei prossimi giorni attraverso le pagine Facebook e attraverso i post ordinari. Se apprezzate il blog vi ricordo di cliccare sul bottone "Segui" in alto nella colonna laterale, grazie.

Sempre Vostra, Storyteller.

martedì 21 maggio 2019

POST ORDINARIO: SPECIALE SEGNALAZIONE " DIPTHYCHA" (21 maggio 2019)

Buon pomeriggio Lettori! La mia parte in questo caso sarà particolarmente breve per mettere in evidenza  il valore e l'importanza del progetto che, con questo articolo, intendo proporvi. Come avrete letto dal titolo si parlerà di "Dipthycha", un progetto poetico-antologico nato dell'idea di Emanuele Marcuccio, interamente edito da Poetikanten Edizioni. Nasce nel 2013, e il ricavato da allora è completamente devoluto a scopo benefico. E' acquistabile nelle librerie e online. L'autore per la realizzazione del progetto, è sostenuto da numerosi autori e poeti, che si sono spontaneamente offerti per scrivere vari componimenti, attui alla creazione dei vari volumi del progetto, che ad oggi sono tre, in attesa della pubblicazione del quarto.
Nei prossimi giorni verranno pubblicate in esposizione sul blog alcuni componimenti poetici del progetto.
 Lascio in seguito il comunicato ufficiale dell'autore.



“Dipthycha”
Progetto di dittici e trittici poetici


Copertine dei vari volumi di Dipthycha.
Era il ventisei marzo 2013 quando ho dato lʼavvio al progetto di un volume antologico dal titolo Dipthycha, di particolari dittici poetici, da me definiti “a due voci”1, per distinguerli dal dittico poetico propriamente detto e scritto da uno stesso autore.
L’intento di questo non solito progetto antologico, da me ideato e curato, che vede anche la mia presenza come autore, insieme ad altri, non è quello di scendere in un agone poetico né in una gara; piuttosto è quello dell’amore per la poesia nei suoi diversi stili e modi di esprimersi ovvero la voce della poesia che va oltre la voce del singolo poeta, l’empatia poetica, il tentare di dare una risposta ovvero un ideale continuum alla poesia che precede, senza mai cercare di imitarsi a vicenda e rimanendo sempre fedeli al proprio modo di fare poesia per non avere come risultato qualcosa di simile a una poesia a quattro mani.2 In pratica, non è la poesia che si adegua al dittico a due voci piuttosto il contrario, ragion per cui non sono poche le coppie di poesie dal tema comune non proponibili come dittici a due voci.
“Dipthycha” è anche il titolo del progetto, che ho ricavato dallʼoriginale termine latino diptycha (-orum), con contaminazione in chiave moderna e riadattamento del dittico - la tavoletta cerata in uso presso gli antichi Romani per scrivervi con lo stilo - in chiave poetica. Infatti, nel libro, in ogni volume del progetto, la prima poesia di un dittico va posta sempre nella pagina di sinistra, appunto per realizzare una rivisitazione poetica dell’antico dittico.
Come sottotitolo per il primo volume ho scelto «Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira...» parafrasando i versi finali di una poesia che scrissi nel 2010, “Telepresenza”, ispiratrice del primo dittico poetico intercorso con la poetessa Silvia Calzolari, era il nove maggio 2010. L’idea di questi dittici è nata su internet e davanti a un PC, attraverso e partendo da quel “foglio di vetro impazzito”.

Sì, è lʼaffinità elettiva poetica, la telepresenza attraverso un PC, la “corrispondenza dʼamorosi sensi”, riprendendo la celebre espressione foscoliana, la quale poi cito in “Telepresenza”, in dittico a due voci con “Vita parallela” di Silvia Calzolari e che costituisce il manifesto poetico di tutto il progetto; non a caso ogni volume è aperto da questo dittico, “corrispondenza dʼumano sentire” per il tramite di un computer, “quel foglio di vetro impazzito”, che sempre e comunque “cʼispira”. È questa corrispondenza il motore, il fulcro di questi particolari dittici, tra le diverse voci di due poeti, i quali non cercano di imitarsi a vicenda, ma rimangono fedeli, ognuno al proprio modo di poetare. Ciononostante, il tema comune alle due poesie (punto di partenza per l’individuazione di un possibile dittico), unito alla corrispondenza sonora o emozionale, di significanza, come se le due liriche volessero instaurare una sorta di dialogo o, empaticamente, continuare in qualche modo il poetare della poesia divenuta “compagna”, fanno sì che si instauri una “dittica” corrispondenza/comunicazione, anche se in toni diversi, anche se in tempi diversi, dando così vita a un dittico a due voci.3

Il primo volume4 è stato pubblicato il dieci settembre 2013 con Photocity Edizioni e così si è espressa Cinzia Tianetti nella prefazione:

Il realizzato progetto antologico si compone di ventuno dittici, quadri in cui si profilano sullo scenario di un tema comune due poesie che si riscontrano in uno sposalizio che, nella loro pur sempre autonoma originalità, li rende rispondenti. È un’intuizione quella dell’ideatore fortemente moderna ma alla luce di un percorso formativo che da sempre partorisce l’artista nella storia, che non può allontanarlo da quel che è un processo che ha il senso radicato della filiazione.5

Il ventidue luglio 2014 avviavo il progetto di un secondo volume, a cui si aggiungeva la collaborazione del critico letterario e poeta Luciano Domenighini il quale redigeva le note critiche a ventinove dei trentatré dittici a due voci presenti.
Così scrivo in un aforisma del 2014, che riporterò in esergo al volume: «Qual è lo spirito di un dittico poetico? Perché creare un dittico poetico a due voci? Per trovare corrispondenze di significanti nei versi di due poesie di due poeti, accomunate dal tema simile, per trovare affinità elettive nella loro poesia, oltre le distanze e il tempo; quando ciò accade, si riesce ad ascoltare la voce della poesia che, va oltre la voce del singolo poeta, ed è stupore e meraviglia.»

[P]regevoli ricami sono tutti gli accostamenti che Marcuccio riesce a costruire poesia dopo poesia, da Silvia Calzolari, con omaggio indelebile a Giacomo Leopardi, diversi per stile ma accomunati dall’eco di Recanati, a [...] Ciro Imperato, nel vigoroso impeto civile, a Grazia Finocchiaro, nelle segrete emozioni della memoria, a Rosalba Di Vona, vivificante nel tratto intimistico, [...] ad Aldo Occhipinti, dalla suggestiva strofa cosmica, a Maria Rita Massetti, dall’ampio respiro corale, a [...] Grazia Tagliente, negli occasionali frammenti di rime e nella ricca sequenza di metafore, [ad] Anna Alessandrino, fra il tempo inteso come sequenza e il sogno come elemento verginale, a Lorenzo Spurio, con la sua imprevedibile incisione musicale. [...] Febbrile e singolare modernità di accostamenti, offerta dalla capacità immaginativa del palermitano, poeta dal multiforme profilo e dalla instancabile volontà di sperimentazione.6

Questo secondo volume7 usciva il sette gennaio 2015 con TraccePerLameta Edizioni e nel maggio dello stesso anno ne avviavo il progetto di un terzo. Quaranta i dittici a due voci (alcuni proposti anche da altri autori partecipanti in “Altre dittiche corrispondenze”) e tre ne chiudevano il Dipthycha 3: il poeta e critico letterario Aldo Occhipinti ne proponeva uno con lʼeclettico Gabriele dʼAnnunzio e un altro con il profondissimo Eugenio Montale mentre il sottoscritto ne proponeva uno alla poetessa e critico letterario Lucia Bonanni, con il funambolico Aldo Palazzeschi.
Scrivo ancora in un aforisma del 2015, che riporterò in esergo al volume: «In un dittico a due voci il poeta si apre al prossimo, anch’egli poeta, scegliendo che ai suoi versi facciano eco quelli di un altro poeta che trova in qualche modo affine, in cui individua corrispondenze sonore o emozionali, affinità elettive, corrispondenze di significanti.»
Nel marzo del 2016 mentre ero di ritorno da Milano, il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio mi inviava in lettura un suo saggio breve sull’intero progetto “Dipthycha”: Risonanze empatiche: l’esperienza del “dittico poetico” di Emanuele Marcuccio, un saggio che sceglierò come postfazione a Dipthycha 3. Ivi così si è espresso il critico:


Nessun dittico contenuto nei tre volumi è il frutto di una decisione preventiva, vale a dire nessun dittico è nato in maniera forzosa e richiesta, per i poeti, di elaborare una poesia che presentasse un determinato tema. È stato Marcuccio, ed è questo uno dei punti di forza del lavoro, leggendo poesie degli autori in rete, in sillogi personali, in antologie, a scovare di volta in volta possibili analogie, comunanze, parallelismi, elementi di rimando, concetti affini, punti rimarchevoli di contatto da permettere un accostamento di liriche di autori diversi.
Nessun poeta in dittico, infatti, ha mai scelto l’autore con il quale avrebbe costruito il dittico poetico né a partire da una sua poesia alla quale, magari, era molto legato, ha intimato un altro poeta a scrivere qualcosa di simile. Il tutto, infatti, la scelta sapientissima ed oculata, la costruzione del dittico dopo un’analisi attenta delle componenti delle liriche e il loro potere evocativo, è stato compito di Marcuccio. Curatore che, proprio come un incantato pigmalione, è andato a scavare le trame più dense dei vari componimenti lirici, sezionandoli, assaporandoli, vivificandoli con l’ampiezza della sua capacità, completamente originale ed invidiabile, di saperli rapportare ad un altro.
L’operazione svolta da Marcuccio, democratica e ampia, si inserisce in un procedimento letterario assai onesto e del quale è doveroso parlare dove la poesia cessa di essere manifestazione dell’animo del singolo, rappresentazione - sdolcinata o meno - di un vissuto personale, per interagire in maniera vibrante con altre poesie, costituendo un dialogico ricco e foriero di nuove essenze. La poesia da personale diventa fatto collettivo: gli autori in dittico sembrano quasi tenersi leggiadramente per mano, scanzonati, ed avanzare su un prato in maniera spensierata per poi unirsi agli altri in un girotondo, che poi è il girotondo dellʼAnima.8

Questo terzo volume9 usciva alla fine di aprile dello stesso anno con PoetiKanten Edizioni e al maggio successivo avviavo il progetto di un quarto volume.

Progetto (ideazione e cura): Emanuele Marcuccio
Introduzione: Emanuele Marcuccio
Prefazione al I Vol: Cinzia Tianetti
Prefazione al II Vol. e note critiche: Luciano Domenighini
Prefazione al III Vol: Michele Miano
Postfazione al I Vol: Alessio Patti
Postfazione al II Vol: Antonio Spagnuolo
Postfazione al III Vol: Lorenzo Spurio (saggio)
Co-curatori I Vol: Gioia Lomasti e Francesco Arena
www.facebook.com/Dipthycha
bit.ly/dipthycha

I trentadue autori presenti nei rispettivi tre Volumi sono: Emanuele Marcuccio (presente in ogni volume), Silvia Calzolari (c.s.), Donatella Calzari, Giorgia Catalano (c.s.), Maria Rita Massetti (c.s.), Raffaella Amoruso, Monica Fantaci, Rosa Cassese, Rosalba Di Vona (c.s.), Lorenzo Spurio (c.s.), Giovanna Nives Sinigaglia, Michela Tarquini, Francesco Arena, Ilaria Celestini, Ciro Imperato, Grazia Finocchiaro, Aldo Occhipinti, Marzia Carocci, Giusy Tolomeo, Grazia Tagliente, Daniela Ferraro, Antonino Natale, Anna Alessandrino, Teocleziano Degli Ugonotti, Antonella Monti, Luigi Pio Carmina, Lucia Bonanni, Maria Chiarello, Francesco Paolo Catanzaro, Maria Palumbo, Francesca Luzzio, Giorgio Milanese.



Così scrivo in un aforisma del novembre 2016, come possibile suggerimento per l’individuazione di un dittico a due voci: «Il tema comune alle due poesie dei due autori è solo il punto di partenza per l’individuazione di un dittico a due voci; è necessario che ci sia anche una corrispondenza sonora o emozionale e/o di significanza, una sorta di corrispondenza empatica, una analogia, una poetica affinità elettiva (una “dittica” corrispondenza/comunicazione) e soprattutto i due autori del dittico a due voci devono attenersi ai rispettivi modi di fare poesia, senza cercare di imitarsi a vicenda, per non avere come risultato qualcosa di simile a una poesia a quattro mani. Il fine non è l’imitazione dell’altra poesia per cui si voglia individuare il dittico bensì l’affinità elettiva, l’analogia, l’empatia poetica.»


Immagine di copertina scelta per il Dipthycha 4: Henriette Browne (1829-1901), «Ragazza che scrive» (1860 - 1880), opera in pubblico dominio, conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.


Come naturale evoluzione del dittico a due voci, nell’agosto 2016 nasceva il trittico “a tre voci”, anche su suggerimento degli scrittori Lorenzo Spurio e Luigi Pio Carmina. Tuttavia, in futuro non è mia intenzione individuare, proporre polittici “a più voci”, in quanto, con la triade (tesi-antitesi-sintesi) si realizza la perfetta “trittica” corrispondenza, non è necessario andare oltre, si creerebbe solo dispersione. Come per il dittico, anche per il trittico a tre voci, la prima poesia va posta nella pagina di sinistra, questa volta per realizzare una rivisitazione poetica del trittico artistico.
Con ben centocinquantaquattro poesie ad ottobre 2017 si è chiusa la raccolta di materiale per «Dipthycha 4. Corrispondenze sonore, emozionali, empatiche... si intessono su quel foglio di vetro impazzito...», quarto volume del progetto poetico-antologico: cinquantatré i dittici a due voci10, di cui dieci (ciascuno introdotto da un saggio breve del critico Lucia Bonanni)11 con autore classico, anche di lingua straniera e con testo a fronte in lingua originale, e sedici i trittici a tre voci.
Così scrivo in un aforisma dell’aprile 2018, che ho scelto come esergo al Dipthycha 4: «Nell’individuare dittici e trittici poetici secondo il “Dipthycha” - operazione mai semplice - è essenziale che ogni autore non imiti l’altro ma che in una sorta di continuum, seguendo il relativo tema rimanga fedele al proprio modo di fare poesia. Se no, dove sarebbe l’innovazione? Solo qualcosa di simile a una poesia a quattro mani e nulla più.»
Il volume conterrà poesie di: Emanuele Marcuccio, Silvia Calzolari, Lucia Bonanni, Francesca Luzzio, Daniela Ferraro, Valentina Meloni, Ciro Imperato, Luciano Domenighini, Giorgia Catalano, Grazia Tagliente, Igino Angeletti, Lorenzo Spurio, Anna Alessandrino, Maria Chiarello, Rosa Maria Chiarello, Anna De Filpo, Antonella Coletti, Pasqualina Di Blasio, Giorgia Spurio, Felice Serino, Carla Maria Casula, Maria Rita Massetti, Maria Palumbo, Mario Rigli, Giorgia Golfetto, Giusi Contrafatto, Anna Scarpetta, Francesco Paolo Catanzaro, Emilia Otello, Salvatore Bellisario, Massimo Della Penna. Dittici con poeti che hanno fatto la storia della letteratura dall’Ottocento a oggi: Giacomo Leopardi, Giovanni Pascoli, Dino Campana, Antonia Pozzi, Nelo Risi e, con testo a fronte in lingua originale, Rainer Maria Rilke, Pablo Neruda, Wisława Szymborska. Vedrà la presenza di trittici a tre voci con poesie di: Emanuele Marcuccio, Lucia Bonanni, Maria Palumbo, Lorenzo Spurio, Francesca Luzzio, Daniela Ferraro, Igino Angeletti, Giusi Contrafatto, Anna Scarpetta, Francesco Paolo Catanzaro, Luciano Domenighini, Emilia Otello, Salvatore Bellisario, Massimo Della Penna.
Come immagine di copertina, ho scelto quella che riproduce un’opera pittorica della francese Henriette Browne (1829 - 1901), «Ragazza che scrive» (1860 - 1880), conservata al Victoria and Albert Museum di Londra. In questa immagine, a mio avviso, è rilevabile una certa continuità con quelle dei tre volumi precedenti, soprattutto il secondo e il terzo; vi si può leggere una scriba romantica e tanta meraviglia: l’ambiente esterno è povero ma intorno si percepisce tanta cultura e tanta meraviglia nello sguardo della giovane ragazza. La stessa può essere interpretata anche come una allegoria dell’intero progetto “Dipthycha”.
D’accordo con gli autori, il ricavo vendite dei precedenti tre volumi è devoluto ad AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Per questo prossimo quarto volume è giusto invece che il pensiero vada ai nostri connazionali del centro Italia, colpiti dal terremoto.


Emanuele Marcuccio

Palermo, 8 luglio 2018



Note

1 Una composizione di due poesie scritte da due diversi autori, indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica.
2 Il progetto nasce anche come risposta alla pratica della poesia a quattro mani che non reputo poesia bensì solo un gioco poetico; nasce anche come risposta al cliché letterario riguardante la solitudine del poeta.
3 Emanuele Marcuccio, in Introduzione a AA.VV., Dipthycha 3. Affinità elettive in poesia, su quel foglio di vetro impazzito..., PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016, p. 7.
4 AA.VV., Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, Prefazione di Cinzia Tianetti, Postfazione di Alessio Patti, Photocity, Pozzuoli, 2013, pp. XII, 90, ISBN: 978-88-6682-474-9.
5 Cinzia Tianetti, in Prefazione a Op. cit., p. VII.
6 Antonio Spagnuolo, in Postfazione a AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2015, pp. 145-146.
7 AA.VV., Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira..., a cura di Emanuele Marcuccio, Prefazione e note critiche di Luciano Domenighini, Postfazione di Antonio Spagnuolo, TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2015, pp. 184, ISBN: 978-88-98643-25-7.
8 Lorenzo Spurio, in Postfazione a AA.VV., Dipthycha 3. Affinità elettive in poesia, su quel foglio di vetro impazzito..., PoetiKanten, 2016, pp. 138-139.
9 AA.VV., Dipthycha 3. Affinità elettive in poesia, su quel foglio di vetro impazzito..., a cura di Emanuele Marcuccio, Prefazione di Michele Miano, con un saggio di Postfazione di Lorenzo Spurio, PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016, pp. 180, ISBN: 978-88-99325-37-4.
10 Tra i tanti se ne potrà leggere anche uno seguito dalla traduzione in dialetto aquilano, curata dalla poetessa Lucia Bonanni.
11 Tranne uno, quello con Antonia Pozzi, proposto e introdotto da Lorenzo Spurio.


Dʼaccordo con tutti gli autori presenti, lʼintero ricavato delle vendite dei tre volumi è devoluto a scopo benefico. Per i tre volumi editi si è scelto AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
proletteraturacultura.com/2015/07/donato-ad-aism-il-ricavato-vendite-dell-opera-antologica-dipthycha-2.html
proletteraturacultura.com/2014/08/ricevuto-il-ricavato-delle-vendite-per-l-opera-antologica-dipthycha.html
Questi i link attraverso i quali è possibile effettuare lʼacquisto:

© Dipthycha 3, PoetiKanten Edizioni, 2016
ISBN: 9788899325374.
ibs.it
unilibro.it
© Dipthycha 2, TraccePerLaMeta Edizioni, 2015
ISBN: 9788898643257.
ibs.it
unilibro.it
© Dipthycha, Photocity Edizioni, 2013
ISBN: 9788866824749.
boopen.it
libreriauniversitaria.it
ibs.it


Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: BREVI INFORMAZIONI DEL PROGRAMMA DI OGGI E RIFLESSIONI (21 maggio 2019)


Buon pomeriggio Lettori! Oggi a causa dei mille impegni in questa fascia oraria sono costretta a pubblicare un brevissimo post ordinario, per darvi delucidazioni riguardo il programma di oggi. L'unico cambiamento sarà questo perchè il post pomeridiano e serale non subiranno modifiche. Voglio nuovamente ringraziare tutti voi lettori per l'attenzione e la costanza che mantenete nel seguire le mie attività. Tantissime sono state le visualizzazioni e devo ammettere che stanno aumentando di mese in mese. Tutto ciò mi rende immensamente felice e mi stimola ad aggiornare  con novità e nuove pubblicazioni il blog. Ma ora importante è definire il programma di oggi: h. 17.00 verrà pubblicata la segnalazione della settimana, come già scritto nel post di ieri. Alle h. 21.00 ci sarà l'articolo ospite di Sonia Scarpante, docente e scrittrice, inerente al tema della scrittura terapeutica.
Per ora vi saluto dandovi appuntamento alle 17.00. Ricordo che gli orari sono sempre indicativi, è possibile un ritardo di qualche minuto. Mi raccomando se il blog vi piace per come si struttura e per le tematiche trattate, cliccate il bottone azzurro "Segui" nella colonna laterale in alto. Non si tratta di iscrizioni, non arriverà nessuna email o newsletter, semplicemente mi darete conferma del vostro apprezzamento. Per qualsiasi messaggio, richiesta, proposta di collaborazione o informazioni, potete contattarmi presso la mia email eleonora21113zizzi@gmail.com oppure attraverso i vari social.

Sempre Vostra, Storyteller.

lunedì 20 maggio 2019

LIBERO PENSIERO: SPECIALE GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA ( 20 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Oggi parleremo di un tema molto forte e delicato, che indubbiamente tocca ognuno di noi, anzi credo che tocchi ogni persona si ritenga intelligente. La verità è che a causa non tanto della stupidità, quanto dell'ignoranza di alcuni uomini del mondo, ( e con uomini non intendo fare distinzioni di genere) nasce questa crudele piaga sociale che da tempi immemori ci affligge. Parlo dell'omofobia, parola di cui non credo di dover dare ulteriori spiegazioni circa il suo significato. Voglio essere però maggiormente esplicita circa la giornata che è stata istituita per sensibilizzare maggiormente in merito questo tema. In primis, anche se forse è l'aspetto meno importante fra tutti, la Giornata Mondiale dell'Omofobia, Bifobia e Trasfobia, viene celebrata ogni anno il 17 maggio ed è nota anche con l'acronimo IDAHOBIT (International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia). Ideatore di questa realtà è Luis- Georges Tin, noto anche come il curatore del "Dictionnaire de l'homophobie". Lo scopo di quest'opera era portare grande senso di sensibilizzazione verso tutti i maggiori enti della società in primis (ad esempio politici, movimenti sociali, media ecc..), ma in generale verso tutti, riguardo il fenomeno delle violenze e delle discriminazioni nei confronti di tutti i membri della comunità LGBT nel mondo.
La giornata trova ormai celebrazione in oltre 130 paesi nel mondo e quest'anno hanno preso parte al progetto migliaia di associazioni e movimenti, al fine di organizzare eventi di varia entità, tra cui incontri, sit-in e simili,  che avessero come tematica principale il riconoscimento e  la difesa dei diritti umani.  Piccola curiosità:
la data scelta, il 17 di maggio, non è a caso. Arriva infatti in seguito alla decisione dell'OMS, al fine di commemorare un'importantissima decisione, sostenuta nel 1990, di rimuovere l'omosessualità dalla lista delle psicopatologie. Nel corso del tempo non si trattò di una semplice decisione dell'OMS, che venne infatti sostenuta dall'Unione Europea con l'articolo 8 della " Risoluzione del Parlamento Europeo sull'omofobia in Europa". Ma cosa è stato fatto in questi giorni in occasione della giornata? L'associazione Arcigay ad esempio, ha lanciato la campagna social "Non restare indifferente, combatti l'omotransfobia". Parlando di manifestazioni, il Comune di Bologna ha dato vita ad un meraviglioso flashmob in Piazza Maggiore, a titolo "Un segno contro l'omotransfobia". La mia Torino ha ospitato nella Sala Rossa di Palazzo Civico una bellissima celebrazione istituzionale e un altro flashmob in Piazza Palazzo di Città. Diverso l'approccio di Milano che ha celebrato la giornata attraverso il Festival "MIX DI CINEMA Gaylesbo e Queer Culture" all'Anteo Palazzo del Cinema. Voglio però dire una cosa. Probabilmente il mio giudizio, vista l'entità della giornata, non significa nulla, ma è per me molto importante sapere che qualcosa che è stato rifiutato per secoli, adesso non solo è formalmente riconosciuto da enti e istituzioni, ma si lotta al fine di modificare una mentalità radicata da secoli di storia, di pregiudizi e di idee sbagliate nei confronti di queste persone. Molta strada va ancora fatta, questo perchè molti sono i membri della società  radicati a queste idee nefaste e superate. Se il problema non ci fosse, se in seguito a quella prima dichiarazione dell'OMS del 1990 tutti avessero pensato che fosse vero, questo non avrebbe ragione di esistere. Invece, non solo ha senso, ma ha totale ragione di esserci, nella speranza che forse un giorno una società priva di pregiudizi omofobi e transfobici, sia realtà.

Sempre Vostra, Storyteller.

POST ORDINARIO: SEGNALAZIONE PROGETTO "DIPTHYCHA" (11 luglio 2019)

Buon pomeriggio Lettori! Nonostante la mia assenza di questi giorni, non ho comunque rinunciato a portare avanti il ciclo di segnalazioni ...