martedì 16 aprile 2019

VIAGGI: IL CODEX IUSTINIANUS. ( 16 aprile 2019)

Buonasera Lettori! Questa sera, nonostante il ritardo di qualche ora rispetto al solito orario, avremo
modo di parlare di un particolare della storia latina molto interessante, ovvero il Codice di Giustiniano, anche noto come il Corpus Juris Civilis. Il nome deriva dal fatto che si tratta di una raccolta di leggi e interpretazioni giuridiche, definita da un comitato di giuristi per volontà dell'imperatore bizantino Giustiniano I, nel periodo tra il 529 e il 565 dopo la nascita di Cristo. L'opera non era da considerarsi un documento legale, bensì si trattava di due componimenti  contenenti leggi ormai superati ed excursus contenenti le opinioni dei più grandi giuristi romani, insieme ad alcune nuove leggi elaborate da Giustiniano e un sunto schematizzato  della legge. Le due opere si suddividono fisicamente in quattro libri, ovvero il Codex Constitutionum, il Digesta o Pandectae, l'Institutiones e il Novellae Constitutiones Post Codicem. Il primo libro inizia ad essere scritto nel 527, con una "prima edizione" di 10 parti, poi successivamente rivista varie volte tra il 529 e il 534. Il Digesta venne composto tra il 530 e il 533 da 16 diversi avvocati, sotto scrupolose attenzioni del giurista Tribonian. Di tutte le stesure elaborate vennero selezionate le parti più importanti. Nonostante il grande lavoro di scrematura, l'opera era immensa e suddivisa in ben 50 partiture. Per quanto riguarda l'Institutiones, fu redatto nel 533, sempre sotto giudizio del giurista Tribonian. L'opera in questione, rispetto alle precedenti risultava elementare, una sorta di schema comprendenti le istituzioni legali, ideato specificamente per l'uso degli studenti di giurisprudenza del primo anno.
L'ultimo libro ovvero il Novellae Constitutiones Post Codicem, era invece una semplice raccolta di ordinanze emesse dall'imperatore Giustiniano, nel periodo tra il 534 e il 565, subito dopo la revisione del primo libro. Tutte le opere erano state pubblicate in latino eccetto il quarto libro, la cui lingua originale era il greco. Nonostante ciò nel corso degli anni successivi alla pubblicazione delle opere, sono state redatte numerose traduzioni latine ufficiali  del quarto libro, soprattutto destinate alle provincie romane occidentali.
Nella zona occidentale dell'Impero, il Codice di Giustiniano venne in gran parte disperso, in altri addirittura non fu mai giunto. La copia scritta in latino delle quattro opere è una versione passata per diverse mani nel corso della storia. L'opera è giunta nella sua forma più completa grazie a un palinsesto veronese, un manoscritto in stesura latina, risalente al VI o VII secolo, anch'egli però pervenuto soltanto in frammenti parziali. La prima lingua dopo latino con cui è stato tradotto il Codice di Giustiniano è stata l'inglese nel XX secolo, per la precisione nel 1932, quando passa alla storia come opera tradotta di Samuel Parsons Scott, con il nome di Corpus Juris Civilis.


Sempre Vostra, Storyteller.


1 commento:

  1. Nuovo commento di Gian Guido Grassi.😊

    "Giustiniano è una figura molto affascinante.L’ho apprezzato in seguito. Alle superiori preferivo altre figure, meno olimpiche, più controverse...
    Non sono un esperto di diritto, ma so che la civiltà giuridica romana fu salvaguardata proprio da questo codice."

    Ringrazio.😊

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