mercoledì 17 aprile 2019

SPECIALE I FATTI DI CRONACA: INTRODUZIONE ALL'ARTICOLO DI DOMANI. ( 17 aprile 2019)

Buonasera Lettori! In questo articolo ho intenzione di introdurre ciò che verrà pubblicato domani sul blog inerente alla rubrica "I FATTI DI CRONACA". Parliamo di cyberbullismo, un tema non solo ampio e complesso, ma anche molto delicato, dato la diffusione negli ultimi anni del fenomeno del web. Ho pensato che parlarvene con toni riflessivi, avrebbe permesso a voi lettori di addentrarvi nell'argomento con maggiore sensibilità, piuttosto che immediatamente con una semplice descrizione del fenomeno in tutte le sue peculiarità. Negli ultimi tempi, l'apprezzamento per il mio modo di discutere le tematiche del blog si è fatto sentire maggiormente, grazie a messaggi e commenti, lasciando spazio anche a brevi momenti dedicati all'opinione personale, il che fondamentalmente è uno dei miei obbiettivi primari. Trattare tematiche importanti come il cyberbullismo, ma anche tante altre, permette ai lettori di avere opinioni contrastanti e di confrontarsi. Potrei valutare l'idea di argomentare solo su argomenti di svago, ma penso che data la natura del blog si possa affrontare ogni tematica, creandone veri e propri dibattiti di confronto in una realtà molto piccola, ma sicuramente stimolante.
Se penso al cyberbullismo penso a qualcosa di difficilmente definibile nella sua entità generica, ma che è comunque identificabile in un volto stereotipato, quello del "bullo". Oggi questa persona o bambino che sia, non è solo più una minaccia per le sue vittime quando gli sta di fronte, ma anche a distanza. Il web, inoltre, ha permesso che tutto ciò fosse notevolmente amplificato. Non si tratta di un momento che fa male solo per causa altrui, ma sono giorni, mesi, anni di torture psicologiche, la cui minaccia reale arriva proprio da noi stessi. Molti  infatti sono i ragazzi che hanno perso la vita o comunque hanno vissuto con numerose problematiche comportamentali a causa del cyberbullismo.
Per rendere tutto questo molto più chiaro, vi voglio raccontare alcune brutte storie che il passato porta con sé, che fanno davvero star male per i suoi esiti, mai di lieto fine. Fra queste troviamo il famoso caso di Vercelli, una città relativamente poco distante dalla mia. Siamo nel 2015, settembre. Andrea Natali vive in un piccolo paese vicino a Vercelli, a Borgo d'Ale, ha 26 anni e lavora in una carrozzeria. E' ormai diversi mesi che Andrea torna a casa stressato, un forte senso di angoscia lo assale ogni sera. A creare questi stati emotivi sono i colleghi, che lo deridono sia sul posto di lavoro, sia sui social. La vittima sviluppa una brutta forma di depressione. Nonostante riesca a parlare con i genitori e a far seguire il suo caso da una psicologa, Andrea non è più in grado di affrontare la situazione e rassegnato, si toglie la vita. Eviterò i dettagli perchè penso che non sia importante sapere come ha compiuto questa azione,ma preferisco soffermarmi sulla crudeltà della motivazione. Un caso analogo accade a Padova, il fatto è stato molto seguito dai giornali, come in televisione. La vittima, una ragazza molto giovane di  14 anni, dopo le continue minacce provenienti dal web, decide di mettere fine alla sua vita, lasciando tra le mani dei genitori l'amaro dispiacere di una busta contenente le sue scuse per il gesto compiuto, con la certezza di non essere riusciti ad ascoltare il grido interiore d'aiuto della figlia. Potrei andare avanti, ma penso che non sia necessario, perchè il messaggio è chiaro. Spesso sottovalutiamo la minaccia tangibile di un fenomeno, finché non valutiamo con i nostri sensi le estremità peggiori, finché qualcuno non viene sconfitto da questa atroce trappola mortale. Spero che in molti possano leggere questo articolo come altri simili, solo così la società verrà sensibilizzata e verrà compresa la gravità che si racchiude in un gesto, quella delle parole scritte sul web.
Così chiudo l'articolo, nell'ulteriore speranza che non sia una mera lettura, ma un messaggio di pace da tenere nel cuore per la salvaguardia delle relazioni umane.

Sempre Vostra, Storyteller.

3 commenti:

  1. il cyberbullismo è un fenomeno preoccupante che va tenuto sotto controllo, nel quale anche i genitori hanno una responsabilità sulle azioni e le parole dei figli

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  2. Nuovo commento di Gian Guido Grassi.😊

    "Purtroppo il bullismo, grazie alle tecnologie della comunicazione, sta varcando i confini di tempo e spazio. La diffamazione e umiliazione assumono proporzioni inaudite! È difficile stroncare l’istinto di prevaricazione che sta alla base, unito spesso a invidia o vero complesso di inferiorità."

    Ringrazio.😊

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  3. Prima c'era solo il bullismo - io stesso da bambino ne sono stato vittima - e adesso si aggiunge il cyberbullismo, come dire un prolungamento a distanza dell'azione criminale del bullismo e la situazione può diventare davvero insostenibile...

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