venerdì 12 aprile 2019

SPECIALE EMPATIA: IL MOVIMENTO FEMMINISTA CONTRO IL CONGRESSO DI VERONA (12 aprile 2019)

Buonasera Lettori! L'argomento che tratterò è particolarmente sentito, dalla sottoscritta come penso da tante altre persone. Come probabilmente avrete dedotto dal titolo si parlerà di un aspetto del Congresso di Verona, concluso ormai da quasi due settimane. La scelta di parlarne ora e non quando l'evento si stava svolgendo o concludendo, non è a caso. Non sono solita affrontare una questione solo perché la si sta vivendo, perché risulta in qualche modo  un problema.La questione infatti, nonostante il Congresso si è concluso, non si può definire come qualcosa di risolto. Le varie associazioni, movimenti, ma anche gli stessi partiti politici in opposizione, hanno alzato un grande polverone e la società si ritrova a fronteggiare situazioni di disagio che almeno a livello psichico, si vivevano più di cinquant'anni fa. Non a caso uso questa affermazione, mi esprimo sulla base di quanto è emerso durante il famoso evento. Come già avevo scritto in un precedente articolo dedicato all'omosessualità, il Congresso ha origini abbastanza remote (il primo congresso di portata internazionale si è tenuto nel 1997 in Russia) e in esso sono contenuti ideali spacciati come "principi fondamentali per la
salvaguardia dell'istituzione della famiglia". Si parla ad esempio di abolizione dell'aborto ( e di conseguenza della cancellazione della legge 194 a suo favore), di "risanamento" del ruolo della donna ( che dal mio punto di vista è la creazione di uno stereotipo di epoche che ormai hanno fatto il loro decorso), del non riconoscimento dell'omosessualità, dell'esclusione delle adozioni e soprattutto della riconciliazione verso ideali religiosi ( per lo più cristiani).Come si poteva immaginare, queste idee del tutto irrazionali nella società moderna di oggi hanno portato molta confusione, ma soprattutto un senso generale di ribellione del popolo, a  partire dai movimenti femministi. E in effetti è vero: le più minacciate da questo congresso sono state le donne e tutti i diritti da tempo acquisiti . Io stessa mi sono sentita fortemente dispiaciuta di ciò che ne è emerso. Tra le tante associazione presenti in quei gironi una è stata particolarmente rilavante, ovvero le femministe di " Non Una di Meno", sostenute anche da Laura Boldrini e ovviamente da Monica Cirinnà, da sempre a favore di innovazione e di diritti per ogni fascia sociale. Una vera alleanza nel segno della libertà di scelta e di autodeterminazione per le donne. La stessa Laura Boldrini si sofferma per un propria considerazione in merito ad un gadget distribuito ai partecipanti al Congresso, raffigurante un feto umano di poche settimane in plastica: " Usare quel gadget è semplicemente mostruoso, vuole fare passare il ragionamento che le donne che abortiscono sono assassine". La Cirinnà aggiunge: " Manifestiamo a favore di una società aperta, una società che crede nelle libertà di tutte e di tutti, e quindi mi fa piacere che abbiamo l'occasione di essere qui...Due parole chiave: resistere per esistere. Con questo governo si tenta di cancellare ogni diritto e i diritti sono l'esistenza delle persone, siamo donne, eterosessuale, trans, persone di tutti i tipi e orientamenti sessuali". Il passaggio su cui viene tanto dibattuto aldilà di queste parole è di sicuro il tema della libertà individuale, che andrebbe di scuro riducendosi di molto qualora queste idee fossero delle leggi. L'ex segretaria della Cgil Susanna Camusso commenta questa particolare tematica descrivendo l'evento come  "la costruzione di un modello autoritario e immaginario", dove la prima a rimetterci sarebbe la donna, vista come un mero corpo dedito alla riproduzione e responsabile della prole. Questo è il quadro generale, di ciò che si è vissuto sia all'interno del congresso, sia all'esterno. A consolarmi è sicuramente la forte risposta che ne è scaturita dall'evento, l'attività importante e sentita di tutte le associazioni e tutte quelle persone che si sono reputate sconvolte da ciò che ne è emerso. Sono fiduciosa che questa reazione sia una piccola presa di coscienza per tutti coloro che hanno parlato a favore di ciò. Lascio quindi la riflessione aperta anche a voi lettori, nonostante io sappia la vostra capacità di riflettere su tematiche simili. Un grande abbraccio, buon week end a tutti.

 Sempre Vostra, Storyteller.

3 commenti:

  1. Nuovo commento di Gian Guido Grassi.😊

    "Ciao!
    Pur non essendo molto attratto dai movimenti femministi, riconosco che le idee espresse nell’articolo sono condivisibili. L’aborto è una conquista che deve essere salvaguardata, non certo per incoraggiare ad abortire. Anche l’omosessualità è da rispettare, anche se rimane secondo me una diversità di comportamento sessuale che costituisce di fatto un’eccezione, non una moda od orgoglio come avviene in certe parate persino un po’ ridicole.
    Sul resto penso che in una società democratica ci sia bisogno di pluralismo di vedute e tolleranza rispetto al diverso."

    Ringrazio.😊

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    1. Questo e' certamente un indirizzo interessante da perseguire.

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  2. "Con questo governo si tenta di cancellare ogni diritto" dice la Cirinnà, ma non è assolutamente vero, tanto che il premier e Di Maio hanno preso nettamente le distanze dai nuovi inquisitori di Verona. Per quanto concerne il commento sopra, l'omosessualità non può essere considerata superficialmente un'eccezione, visto che riguarda più del 15% della popolazione. "Le parate" sono un po' "ridicole" solo agli occhi di chi non vuol vedere le discriminazioni che vivono gli omosessuali. La famiglia tradizionale non ha bisogno di difese, semmai di supporto per i figli e le donne impegnate al lavoro. Si aprano gli occhi per cortesia!

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