lunedì 15 aprile 2019

POST ORDINARIO: APPROFONDIMENTO ULTERIORE E RIFLESSIONE PERSONALE RIGUARDO ALL'ARTICOLO SUL CONGRESSO DI VERONA. (15 aprile 2019)


Buon pomeriggio, Lettori! Il post di oggi, nonostante si possa reputare scontato o semplice, è per me
di estrema importanza, in luce di ciò che ne è emerso sia dalle mie riflessioni, sia dalle vostre. Vorrei però rafforzare il discorso in merito alla problematica femminismo e violenza sulle donne degli ultimi tempi, distaccandomi dalla questione politica, che credo sia soltanto fenomeno di scompiglio e confusione generale alla nostra riflessione. Prima di mostrarvi alcuni fatti avvenuti negli ultimi giorni, voglio affrontare, per quanto mi compete, una domanda che in tanti si sono posti. Ma in tutto questo, i principali interessati, ovvero la Chiesa e tutti i suoi membri ecclesiastici, come hanno reagito? La verità, dalle informazioni che ho reperito sul web, è che l'opinione è praticamente divisa in due: c'è chi approva completamente, chi approva con necessari emendamenti sul modo di riproporre la famiglia tradizionale.Grazie all'arrivo di Papa Francesco e prima ancora di Benedetto XVI, non si parla più ufficialmente di "principi non negoziabili", ma resta radicata l'idea nel clero di famiglia composta da madre, padre e figli, il che tutto sommato potevamo aspettarcelo.Il fatto di cui probabilmente tutti sono rimasti stupiti è il motivo per cui è emerso nel corso dei vari dibattiti, opinioni, spesso negative, riguardo l'omosessualità come orientamento sessuale, definito il più delle volte dai sostenitori estremisti del progetto come "patologia", che il progresso e la società contemporanea però non tratta come tale. Io credo che nonostante sia palese che esistano persone che ancora parlano di omosessualità in questo modo, non abbia senso affrontare la questione in questi termini in un dibattito come questo. A me sembra un mero bisogno di una minoranza sociale di puntare il dito su qualcosa che non viene accettato. Detto ciò voglio proporvi una riflessione in merito ad un fatto di cronaca accaduto in questi giorni. Proprio nella provincia veronese, in una scuola elementare, una bambina di nove anni finisce al pronto soccorso in seguito alla violenza di natura fisica subita da un compagno di classe. Da ciò che sento dai telegiornali, si parla di 18 ore passate dalla bambina in pronto soccorso. La madre ovviamente denuncia tutto ai giornali locali, profondamente scossa, sostenendo la totale negligenza e la mancanza di interesse degli insegnanti circa l'accaduto. Ciò che probabilmente è ancora più sconvolgente sono le risposte del sindaco di Verona e del direttore scolastico, che mettono le mani avanti, dando totale appoggio alle insegnanti. Cito quindi le parole del sindaco: "Premesso che nessun atto di violenza può essere tollerato, specialmente in un ambiente scolastico, e che questa vicenda, parlando da genitore, mi scuote molto, devo comunque dire che ho appurato che non c'è stata nessuna mancanza di controllo da parte degli insegnanti". A questo punto mi viene spontanea una domanda, come credo anche a voi: ma se queste insegnanti non hanno mancato il loro dovere al controllo delle attività degli alunni, durante i momenti di lezione e di ricreazione, perché un bambino (per giunta segnalato come problematico), ha potuto picchiare una bambina senza che nessuno dicesse nulla? Mi sembra che le due affermazioni non siano legate da alcuna logica conseguenziale. Piuttosto spero si tratti di un fatto sporadico, soprattutto tra i bambini, da sempre considerati innocenti rispetto al tema della violenza di genere e della mentalità patriarcale. Mi sorge il dubbio che in alcune famiglie il dibattito del Congresso possa essere arrivato fino ai figli in maniera errata. Mi auguro che sia soltanto un caso isolato e che i veronesi siano comunque datati di giudizio in merito alla situazione che si è creata nella loro città. Ovviamente parlo dei veronesi come un rappresentante campione di qualsiasi città. Così concludo, lasciando nuovamente aperto il dibattito.

Sempre Vostra, Storyteller.

3 commenti:

  1. Un tema davvero delicato. Coraggiosa ad affrontarlo.

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  2. Lascio in seguito il commento di Gian Guido Grassi.😊

    "Ciao!
    Purtroppo non ho seguito il fatto di cronaca. Da quanto viene riportato nel tuo articolo, posso dedurre che si sia trattato di un caso di negligenza da parte delle insegnanti. Il motivo della violenza non mi è noto e non riesco francamente a capire che nesso possa avere con il dibattito sulla famiglia.
    In ogni caso gli insegnanti spesso sono demotivati, per molte ragioni e hanno paura di prendere posizione,talvolta perché pensano che dietro a situazioni problematiche nei minori si presuppongano famiglie ostili anche alla scuola come istituzione e agli insegnanti come capro espiatorio di violenze insensate dovute a ignoranza e barbarie."

    Ringrazio.😊

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  3. I genitori hanno affidato agli insegnanti della scuola la istruzione della loro figlia nell'ambito dell'orario scolastico. Tutto cio' che e' avvenuto in questo intervallo orario penso che deve essere riferito a chi in quel momento ne aveva la responsibilita': La scuola.

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