lunedì 8 aprile 2019

CRONACA: IL DISASTRO DI BHOPAL. (8 aprile 2019)


Buonasera Lettori! Con l'articolo di oggi approfondiremo un altro argomento particolarmente drammatico, un evento che ha cambiato la storia contemporanea, o comunque degli ultimi cinquant'anni. Parleremo, come probabilmente avrete dedotto dal titolo, del disastro di Bhopal. Se non sapete di cosa sto parlando, avete la mia comprensione. Nell'ultimo decennio pochissimi articoli sul web hanno sostenuto l'argomento e quelli arrivati in Italia, da ciò che ho potuto notare, sono contati sul palmo della mano. Motivo per cui, dato l'entità dell'accaduto, ho deciso di approfondire sul blog.
Collocare nel tempo il disastro di Bhopal, significa tornare indietro di circa trent'anni, precisamente al
1984, durante la notte tra il 2 e il 3 dicembre, nella zona centrale dell'India. Uno stabilimento chimico, gestito da una multinazionale statunitense, la Union Carbide, subisce un devastante incidente, che culminerà con un'esplosione e il rilascio di oltre 42 tonnellate di Isocianato di metile, un composto chimico utilizzato per la preparazione di pesticidi. Il danno è tale che una gigantesca nube tossica si propaga nelle zone circostanti all'edificio, procurando conseguenze difficili da immaginare:è una contaminazione di larga scala che conduce alla morte di moltissime persone. Dalle stime iniziali si calcolano 4 mila vittime, che nei giorni successivi aumentano a dismisura arrivando ad oltre il doppio, tra le 8 mila e le 15 mila persone. Ad oggi si stima che l'ammontare delle persone decedute a causa del disastro di Bhopal raggiunga i 25 mila morti e oltre 560 mila persone compromesse, con problematiche di salute irreversibili. Tutt'oggi, una buona percentuale di bambini nati da persone che hanno vissuto il dramma o diretti discendenti, nascono con gravi malformazioni e disfunzioni corporee e celebrali. Inoltre si calcola l'aumento esponenziale di malati di cancro, diabete e malattie croniche nella zona. La Union Carbide si vede costretta a sborsare una cifra di 470 milioni di dollari al governo indiano, come ricompensa a sostenere il recupero dai danni subiti. La società verrà comunque ceduta e acquistata dalla Dow Chemicals. Oggigiorno si cerca ancora colpevoli e responsabili a cui addossare le colpe. Negli ultimi anni, 8 persone sono state arrestate e condannate a due anni di carcere, qualcosa che, a mio modesto parere, può definirsi ridicolo in confronto a ciò che Bhopal ha subito. Warren Anderson, ex amministratore delegato all'epoca dei fatti, non è mai stato estradato dagli Stati Uniti, morendo senza condanna nel 2014 in Florida, in una clinica psichiatrica. L'edificio è ad oggi in piedi, non ha subito smantellamenti di alcun genere, nonostante non sia funzionante da diversi decenni.   Termino dunque l'articolo qui, vi ricordo di commentare per farmi sapere cosa ne pensate. A presto.

Sempre Vostra, Storyteller.

3 commenti:

  1. Commento di una lettrice da Linkedin💜

    "Grazie...

    Oggi il pensiero va
    alle vittime che noi disastri...
    facciamo."

    Grazie💜

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  2. si parla ancora abbastanza di Chernobyl, molto meno di Bhopal nonostante siano due disastri paragonabili. Quanto al riconoscimento dell responsabilità siamo alle solite... basti pensare anche ai disastri di casa nostra come l'incidente alla Thyssenkrupp, le morti da amianto dell'Italsider, ecc. dove i colpevoli non vengono quasi mai puniti, oppure lo sono in modo blando

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  3. Buongiorno, commento molto riflessivo di Gian Guido Grassi.😊
    "Interessante l’articolo sul disastro di Bhopal.
    Molto spesso le multinazionali non hanno remore per sacrificare vite umane vendendogli illusioni.
    Certe catastrofi dovrebbero essere uno spunto di riflessione. Invece chi le ha causate non ne vuole sapere di ammettere le proprie responsabilità.
    Buon martedì"

    Grazie😊

    RispondiElimina

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