giovedì 18 aprile 2019

I FATTI DI CRONACA: LA PIAGA DEL CYBER BULLISMO: SOCIAL PRO O CONTRO? (18 aprile 2019)

Buonasera Lettori! Oggi, in questo nuovo articolo, voglio esporvi una tematica molto sentita
ultimamente, un virus che subdolamente si insinua nelle nostre vite senza lasciar traccia, che colpisce con enorme crudeltà.
Ma prima, una premessa. Il mio discorso non è da intendere come oggetto di produzione accademica, data l’ampiezza dell’argomento, perciò qualora è vostro interesse un discorso più dettagliato in un prossimo approfondimento, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica (eleonora21113zizzi@gmail.com), oppure sul profilo di messaggistica Linkedin, dove mi trovate come Eleonora Zizzi. Come sempre, ogni messaggio è ben accetto e potrete far presente ogni vostra esigenza. Detto ciò, possiamo immergerci purtroppo, e ora capirete il mio astio, nella trattazione della tematica odierna.
Oggi parleremo di bullismo, o per meglio dire di un suo moderno derivato: il cyberbullismo.
Esso sta ad indicare un comportamento di sopraffazione psicologica nei confronti di un soggetto debole, talvolta tramite l’utilizzo di minacce e di violenze fisiche, il tutto spesso, come ancora oggi avviene, tra i banchi di scuola. Oggigiorno, l’avvento del mondo del web, ha dato maggiore enfasi alla problematica, che non è solo più qualcosa di fisico o verbale, ma si manifesta come un vero e proprio pressing psichico, anche a chilometri di distanza tra vittima e “bullo”.
Odiernamente, grazie alla semplicità nell'ottenere una connessione internet, è possibile catapultarsi in un mondo, quello virtuale, che indubbiamente offre numerosi vantaggi, con un utilizzo adeguato, ma nelle mani sbagliate, può diventare un’efficace arma di violenza psicologica.
Numerosi sono i casi di cyberbullismo nel mondo: si tratta di ragazzi derisi in seguito alla condivisione di materiale imbarazzante, altri che hanno iniziato ad auto mutilarsi in seguito a un sentimento di vergogna e altri ancora che, non potendo più sopportare questa condizione di tortura, hanno deciso di compiere un atto estremo, privandosi della loro vita.
A questo punto, una breve ma importante riflessione mi sorge spontanea. Perciò vi pongo questa domanda: non è forse vero che il Cyberbullismo è figlio del progresso e il progresso è figlio dell’uomo? Dovremmo forse, sentirci in parte colpevoli di ciò che l’evoluzione sociale ha portato. Alcune persone tra noi, comuni civili, hanno costruito, con grande ignoranza, schemi mentali di stereotipi e pregiudizi, che ci hanno condannato a gesti di crudeltà.
Ma a nostra discolpa, molto si sta facendo per cercare di rimediare agli errori commessi: non posso far a meno di citare, ad esempio, l’encomiabile lavoro dell’associazione MOEGI, che dal 1997 combatte per la tutela e la salvaguardia dei minori contro gli atti di bullismo e di cyberbullismo. Un’opera nobile, che spero venga protratta oltre, con nuove iniziative, associazioni e più semplicemente azioni per rendere la vita dell’uomo nella società, sempre più civile e sana.
Sono dunque giunta alla fine della mia trattazione e spero che le mie parole siano state
appropriate per esporre questo tema. Prima di salutarvi vi rinnovo il mio invito a lasciare un commento e a inviare tramite mail le vostre richieste, nel caso voleste qualcosa in più sull'argomento o abbiate altre tematiche che vi piacerebbe veder esposte sul blog.


Sempre Vostra, Storyteller.

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