mercoledì 27 marzo 2019

SPECIALE EMPATIA: APPENDICE DELL'ARTICOLO DEL 25 MARZO. ( 27 marzo 2019)

Buonasera Lettori! Come vi avevo scritto nell'articolo precedente, mi voglio dedicare ancora alla rubrica EMPATIA, ma in modo meno accademico, soffermandomi maggiormente sull'aspetto riflessivo e sui sentimenti che mi accomunano con le donne protagoniste dell'articolo. Ci tengo a precisare che vorrei dilungarmi sulle scelte effettuate, parlando della vita di altre due importanti scrittrici, come già vi avevo scritto nel post di stamattina, per me particolarmente rilevanti in merito all'argomento del  movimento femminista. Direi perciò di organizzare il post in questo modo: racconto la storia delle scrittrici e poi lascio in seguito alcune personali riflessioni. Dunque iniziamo. Chi sono i volti di queste donne? Una è Margaret Atwood e l'altra Dacia Maraini.
Per quanto concerne Margaret Atwood. Fu scrittrice, giornalista e docente universitaria. Si è sempre distinta per il suo animo spiccatamente pro- movimenti femministi attraverso i suoi romanzi. In particolare ci tengo a ricordare due dei suoi tanti straordinari capolavori, "Il racconto dell'ancella" e "L'altra Grace", dal quale successivamente riaffermarono il loro successo con la produzione di due serie tv, rispettivamente "The Handmaid's Tale" e "Alias Grace". Io stessa, ignorante dell'esistenza di queste serie tv ispirate ai noti romanzi, andrò a vederli e ne farò un personale resoconto qui sul blog.
Ma ora parliamo di lei, una Dacia Maraini. Nasce nel 1936. I suoi genitori, dalla personalità moderna e all'avanguardia, si trasferiscono in Giappone portando la figlia di pochi anni con loro. Nel 1943 si rifiutano di firmare il patto d'alleanza tra Governo Giapponese, Italia e Germania e vengono deportati in un campo di concentramento, in cui passeranno giorni terribili fino al salvataggio da parte degli Americani. Subito dopo la fine della guerra, famiglia Maraini si trasferisce in Sicilia. La situazione relazionale dei genitori crolla e decidono di separarsi. All'età di 18 anni Dacia raggiunge il padre, a Roma, e inizia ad aprire la sua mente alla letteratura. Scrive per la rivista "Tempi di Letteratura". A partire dai primi anni '60 la sua carriera da scrittrice vede il suo esordio, con il titolo "La vacanza", poi nel 1975 sarà la volta di " Donna in Guerra", poi "Bagheria", romanzo autobiografico che descrive frangenti della sua infanzia. Nel 1990 pubblica "Lunga vita a Marianna Ucrìa", uno dei suoi best seller più famosi. Mentre scrive si dedicherà anche al teatro e tutto ciò per lanciare un grido baritono e potente, di una donna che ha lottato con la società, lanciando messaggi forti a favore delle donne.
fantastica scrittrice italiana del dopoguerra,
Concludo con le mie riflessioni. Cos'è la donna, cosa il movimento femminista. Siamo arrivati al punto che alcune persone, probabilmente più coraggiose di altre, hanno dovuto lottare per ottenere qualcosa che doveva essere scontato, ovvero che le donne fossero uguali agli uomini. E non a caso ho usato questo termine. Siamo uguali, nulla ci differenzia, se non in alcuni tratti biologici. Di certo il nostro modo di pensare e di agire è il medesimo. Molti affermerebbero il contrario, che l'uomo pensa da uomo e la donna da donna, ma vanno trattati come fossero uguali. E no, qui per me sta l'errore. Vogliamo credere che la distinzione in generi ci porti ad essere qualcosa di diverso come migliore, nelle ideologie e negli atteggiamenti. Dal mio punto di vista sono tutti stereotipi. Negli anni '50 si diceva che la donna doveva cucinare e l'uomo lavorare, eppure tante donne hanno una loro professione dignitosa e molti uomini dimostrano di saper cucinare per tutta la famiglia. Allora qual'è la verità? Impariamo a essere noi stessi, lontani da stereotipi di genere, noi siamo unici e perfettamente uguali. Unici perché possiamo distinguerci per nostra scelta, uguali perché nessuno ha caratteristiche che gli altri non possono avere. Voi che me pensate? Lasciate un vostro commento nelle opinioni. Vi saluto dandovi un grosso abbraccio virtuale.

Sempre Vostra, Storyteller.

1 commento:

  1. Commento sentito di un utente Linkedin.💜💜

    "Penso che noi si sia il frutto
    di gesti tramandati,
    spazi rubati o donati.
    Penso
    che certe battaglie non siano ancora terminate,
    perche'nelle menti ataviche, sconfinate,
    l'umanita'cammina. [E all'umano, [il sol genere,
    s'avvicina
    il sol Pensiero]
    che cammina...
    E'ancora tanta strada,
    Eleonora
    e temo dentro
    sia la sola.
    Grazie,
    notte."

    Un grazie prezioso.💜🌟

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