domenica 16 febbraio 2020

EMPATIA: I SOCIAL VISSUTI COME IL PENSIERO E LE EMOZIONI (16 febbrario 2020)

Buongiorno cari Lettori! L'articolo che scrivo nasce da un contenuto che ho letto in queste ore e che si riferisce proprio ai social. Subito ho trovato il quesito di fondo bizzarro e degno di riflessione tra le pagine di Storyteller's Eye Word. Come avrete notato, strano da crederci, la rubrica in cui tratto questo articolo a tema principale social è EMPATIA, che come ormai sapete si nutre di emozioni. Ebbene unite sapientemente il mondo dei social con le emozioni e abbiamo l'articolo di oggi. I social ci danno possibilità di pensare o no? Se avviassimo una riflessione in merito probabilmente ci
sarebbero idee molto discordanti tra loro: alcuni direbbero che un post può dare inizio ad importanti riflessioni mediante la sua condivisione, altri invece affermano senza indugi che i social network conduco all'indebolimento del pensiero libero. Secondo un grande filosofo e matematico della storia, Cartesio, solo se pensiamo, siamo, "Cogito ergo sum".  Se ai suoi tempi il pensiero era veicolato solo attraverso la comunicazione orale e scritta (su carta), oggi il pensiero viene comunicato anche attraverso un post: in qualche modo "postare" ci da la certezza di pensare davvero. Man mano che il mondo social però si evolve dal "primitivo" Facebook ai più moderni Instagram e Tik tok, scompare anche l'utilizzo di uno degli aspetti più significativi dello sviluppo del pensiero, ovvero la parola. Non a caso, sempre più spesso non è più necessario scrivere fiumi di parole, perchè oggi una qualsiasi idea si può esprimere con immagini, video o strane animazioni. In un ottica cartesiana probabilmente l'essere umano che non è più in grado di pensare non è nemmeno in grado di essere davvero. Chiaramente la vita umana continua comunque anche con la mancanza del pensiero, e la moderna realtà ne sarebbe è la prova. La condivione diventa solo più di concetti, e non di idee, progetti.Ascoltando una campana opposta però, se fosse vero che l'uomo esprimesse un pensiero solo a parole, allora nessuno sarebbe in grado di utilizzare il più grande social cinese di fama mondiale, ovvero Tik tok. Se i filosofi o gli scienziati avessero avuto  disposizione strumenti social come Tik tok, come avrebbero comunicato le loro scoperte e tutti i pensieri elaborati in corso di ricerca? Forse in tempi odierni avrebbero apprezzato ancora maggiormente l'uso della parola, ma se fossero vissuti in un'epoca lontana e futura rispetto alla nostra? Chi può dirlo, forse avrebbero maggiore dimistichezza di noi oggi a comunicare senza parola scoperte memorabili.
Questo breve articolo si conclude qui, con la riflessione aperta. Fatemi sapere il vostro pensiero in merito e soprattutto secondo voi , pensare e "postare" oggigiorno, possono convivere nell'unica realtà dei social o vedete quest'ultimi come la rovina del pensiero, della parola e di tuttociò che comprende?
Un grande abbraccio a tutti!


Sempre Vostra, Storyteller.

sabato 15 febbraio 2020

I FATTI DI CRONACA: INDAGINE SUI SOCIAL, COME LA SOCIETA' ITALIANA LI USA E LE TENDENZE, SECONDA PARTE ( 15 febbraio 2020)


Buonasera cari Lettori! Con l'articolo di oggi procediamo la nostra ricerca per scoprire le abitudini che gli italiani hanno con i social, una realtà ormai presente in tutto il mondo ma che, come abbiamo notato, si diversifica rispetto al utilizzo di questi nei vari stati. Nella prima parte di questa indagine abbiamo scoperto quali social in Italia vengono preferiti, quali vengono maggiormente utilizzati dai più giovani, quali utilizzati dopo i famosi "anta", quelli che non ci hanno soddisfatto, quelli di cui quasi subito cancelliamo il profilo o ci disiscriviamo e quali utilizzano saltuariamente, in caso di urgenza oserei dire.                                                                                                                      
Le domande e le risposte di BlogMeter però non terminano qui, anzi con il primo articolo siamo arrivati appena  a metà strada. Infatti, dopo aver  compreso quali sono i social che hanno maggiormente reso insoddisfatti gli italiani segue una domanda ben precisa. Quali sono le vere ragioni per cui gli italiani usano i social? Le risposte, anche in questo caso sono state varie. La prima motivazione è stata la curiosità e l'interesse ( per circa il 21% dei partecipanti), per il 17% i social rappresentano un mezzo per la creazione di nuove conoscenze, il 14% li utilizza semplicemente per svago, il 13% per condividere informazioni e leggere recensioni, il 6% lo considera un mezzo per trovare lavoro ed infine il 4% crede sia inevitabile iscriversi ad un social con i tempi che corrono. Ha seguito la domanda " qual'è il social migliore per diversi scopi. Oviamente la risposta che ha dominato è stata "Facebook", ma sono seguite una serie di risposte che definiscono scopi settoriali per ciascun social, ad esempio Youtube è stato abbinato al divertimento\ intrattenimento, TripAdvisor alle recensioni e  Instagram alla moda e alle tendenze del momento. Dato importante è sicuramente il seguente. Nonostante il largo utilizzo dei social, gli over 35 considerano ancora la tv uno svago significativo della giornata e vedono Facebook e i social meno affidabili dal punto di vista delle informazioni, preferendo per questa ragione le telecomunicazioni e le stampe. Ciò smoterebbe completamente la tesi delle fake news: in Italia a quanto pare non siamo creduloni. E' però anche vero che talvolta sono proprio i mezzi informativi tradizionali ad attingere dal grande pentolone dei social, rendendosi loro stessi vittime delle fake news.
Come sappiamo, social è anche sinonimo di pubblicità e di conseguenza di acquisti online. Il 33% degli intervistati tra i 25 e 44 anni ritiene app e siti come Amazon, Ebay o Zalando affidabili e attendibili, solo l'11% decide di astenersi. Tra gli acquisti maggiormente effettuati troviamo oggetti appartenenti alla categoria elettronica e informatica (69%), seguiti dall'abbigliamento (65%), i viaggi (60%) ed infine i libri (51%).
 Infine, BlogMeter si è rivolta al mondo delle celebrità e degli influencer. Gli intervistati ritengono di fidarsi di più di cantanti, giornalisti e scrittori, mentre sembrano fidarsi meno di politici e modelle. I musicisti e i personaggi della tv sono maggiormente seguiti ( 33%), mentre giornalisti e politici sono seguiti solo dall'11%. I personaggi più seguiti, secondo il sondaggio, sono Belen, Vasco Rossi, Gianni Morandi, Valentino Rossi ed Eros Ramazzotti. 
Con questo bizzarro elenco concludo qui, vi ricordo che il prossimo appuntamento sarà sabato per augurare a tutti un buon weekend.


Sempre Vostra, Storyteller.

martedì 11 febbraio 2020

I FATTI DI CRONACA: INDAGINE SUI SOCIAL, COME LA SOCIETA' ITALIANA LI USA E LE TENDENZE (11 febbraio 2019)

Buonasera cari Lettori! Questo è il secondo articolo a tema social network e ho deciso di trattarlo dando deluciadazioni su ciò che in modo silenzioso questo costruisce sulla società italiana, in altre parole come le persone utilizzano i vari social network provenienti dal panorama
internazionale nella nostra penisola.
Nonostante la conoscenza del mondo dei social netword sia pressochè comune, c'è un particolare che a molti sfugge: l'uso che si fa di questi siti o app di condivisione di contenuti . Infatti l'uso che si fa negli Stati Uniti non è uguale a quello che se ne fa in Cina e il paragone potrei protrarlo per tutti gli stati nel mondo. Il motivo probabilmente è riconducibile a fattori culturali, ma in realtà forse solo per una questione sociale e più semplicemente d'abitudine. Inutile dire che la base è sempre Facebook, colui che in qualche modo negli ultimi decenni ha maggiormente fatto storia e che di conseguenza ha strascinato lo sviluppo di tutti gli altri. La nostra analisi va quindi in direzione di questi "social secondari", che si muovono a passo sempre più rapido e corrorrenziale con il grande veterano della comunicazione del web. In Italia quali sono i social maggiormente diffusi e quali quelli di nicchia o utilizzati saltuariamente? In un sondaggio condotto da BlogMeter, società italiana leader nella social media intelligence, intorno al 2017, sono state prese a campione 1500 persone residenti in Italia distinte per sesso, con un'età compresa tra i 15 e i 64 anni. I soggetti coinvolti avevano un'unico requisito fondamentale oltre a quelli elencati: dovevano essere iscritti almeno ad un social. L'obbiettivo principe della ricerca era capire quali erano le preferenze social degli italiani, il perchè e se c'erano particolari differenze nel loro utilizzo per genere e per età anagrafica.
Parlando di preferenze il social network più usato, anche più volte al giorno, è stato ovviamente Facebook (circa l'84% dei soggetti coinvolti) ma ciò come è possibile dedurre non è più una novità. La parte interessante è quella che comprende gli altri social network internazionali. Molto vicini all'80% sono anche Youtube, Instagram e Whatsapp, a cui sono seguite una serie di app molto diffuse che nonostante non nascano come social, sono percepite come tali, ad esempio Booking, Runtastic, Spotify, Meetic e persino GialloZafferano. L'utilizzo riconosciuto come salturio è invece quello di Google Plus, Twitter e Linkedin, di cui ne ha dichiarato l'utilizzo solo il 30/40% dei soggetti. Il secondo quesito a cui il sondaggio ha risposto sono le differenze di utilizzo tra le varie fasce d'età. Molti italiani, in un'età compresa tra i 18 e i 34 anni fanno un'utilizzo assiduo dei social, al punto tale da riuscere a gestire fino a 7 social contemporaneamente (circa il 28 % dei soggetti coinvolti). La maggioranza dei soggetti gestisce una media di 4/5 social (circa il 45%), mentre i restanti da 1 a 3 social ( circa il 27%) ed in questo gruppo la maggiorparte sono persone di età compresa tra i 45 e i 64 anni. I giovanissimi tra le persone che hanno preso parte al sondaggio ( età inferiore a 18 anni) dichiarano di vedere Facebook che ormai superato, qualcosa che non è più in linea con le loro esigenze social, preferendo a quasto Instagram e Youtube. Nella fascia d'età dai 18 in sù, Facebook continua ad essere ancora la più gettonata.Utimo dato, ma non meno importante, emerso dalla ricerca è che nonostante gli italiani abbiano un buon rapporto con i social, non hanno difficoltà a disiscriversi e cancellare profili. Ciò accade con tutta una serie di social network che in qualche modo non è affine alle esigenze social degli italiani, ad esempio Snapchat, Twitter e Pinterest. Quello però con il maggiore numero di cancellazioni profilo è Tinder, che arriva al 35%. Indagheremo su altri aspetti emersi in questa ricerca con l'articolo che uscirà giovedì sera, per ora vi saluto e vi lascio con un abbraccio virtuale.


Sempre Vostra, Storyteller.

EMPATIA: I SOCIAL VISSUTI COME IL PENSIERO E LE EMOZIONI (16 febbrario 2020)

Buongiorno cari Lettori! L'articolo che scrivo nasce da un contenuto che ho letto in queste ore e che si riferisce proprio ai social. ...