giovedì 12 dicembre 2019

RIFLESSIONI DI NATALE: ESSERE GENTILI (12 dicembre 2019)


Buonasera Lettori! Questa è la seconda riflessione dell'evento di Natale, nonché terza pubblicazione uscita sul blog. La scorsa volta, martedì, abbiamo parlato di semplicità. Ad ogni riflessione che porterò analizzerò un elemento fondamentale affinché si possa vivere in modo speciale il Natale. Ovviamente sono riflessioni, quindi pensieri del tutto personali e quindi opinabili. Molte persone infatti, per cui porto massimo rispetto,pensato che tutto ciò sia inutile: la vita scorre, i Natali passano e non ha senso costruire regole. Per me essere gentili o semplici non è una regola, anzi. Dovrebbero essere azioni del tutto spontanee.  Ma non mi dilungo oltre, è giusto che ogni persona conduca le proprie scelte di vita. Imparare ad essere rispettosi delle idee altrui è fondamentale per la civiltà.
Oggi come avrete compreso si parla di gentilezza. E' fondamentale per me essere gentili, a maggior ragione durante le feste natalizie. Perciò anche oggi ho portato una citazione molto particolare, frutto del genio del Dalai Lama. La frase è composta dalle seguenti parole:


" Questa è la mia semplice religione. Non c'è bisogno di templi; non c'è bisogno di filosofie complicate. La nostra stessa mente, il nostro stesso cuore è il nostro tempio, la filosofia è la gentilezza."


In queste parole si parla di gentilezza, ma anche di un altro concetto: la religione. Esprime che la nostra fede più sincera non è in un essere generatore, nelle preghiere o nei riti. La fede è dentro di noi, il diffondersi senza pregiudizio o aspettative, di amore. La persona colta, o meglio, la persona completa, è colei che sa essere gentile con il prossimo. Il Dalai Lama crede in questo e non giudica nessun credo, ma è felice se incontra qualcuno che sa vedere oltre, oltre il compenso, oltre il proprio interesse, colui che sa essere empatico e comprendere le necessità altrui. Detto ciò, vi do un consiglio, che come tale va interpretato: siate gentili con il prossimo, soprattutto a Natale. Se non vi dà nulla in più ci avrete provato, purtroppo alcune persone non sanno apprezzare i gesti di gentilezza. Ma se anche solo una persona sul vostro cammino risponderà a queste azioni, avrete fatto la scelta giusta. Con queste parole vi saluto e vi do appuntamento a domani. Un abbraccio a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

mercoledì 11 dicembre 2019

SPECIALE VIAGGI: LE 12 COSE CHE FORSE NON SAI SULLA LEGENDA DI BABBO NATALE. (11 dicembre 2019)


Buonasera Lettori!Questo è il nostro secondo appuntamento dell'evento di Natale, qui nel magico mondo di Storyteller's Eye. Durante la preparazione degli articoli mi sono imbattuta in una serie di curiosità inerenti alla figura, oserei dire iconica, di Babbo Natale. Si dice sempre più spesso che a causa della sua presenza il Natale sia diventata una festa principalmente per bambini. In realtà, a mio modesto parere, che si voglia credere al vecchio vestito di rosso o no, si tratta di un momento di gioia da condividere per grandi e piccini. Io ad esempio vivo Babbo Natale per ciò che realmente è: un'invenzione certo, ma che arricchisce in maniera piacevole tutto ciò che verte intorno alla giornata del 25 dicembre. Perché negarlo: Babbo Natale mi piace, non esiste fisicamente, ma la legenda di cui lui è protagonista è meravigliosa. E altrettanto per me sono queste dodici curiosità che ho conosciuto in merito a questa figura, con adeguato numero di letture. Perciò non mi dilungo oltre, iniziamo.
La prima cosa su cui io stessa ho dovuto far chiarezza è stata, ma dove vive realmente Babbo Natale? Alcuni dicono in Polonia, altri in Finlandia, dove per altro vivono principalmente le renne di cui lui stesso si serve per le lunghe traversate. In realtà, secondo la legenda, abita a Nord del Circolo Polare Artico,  non specificando lo stata, luogo in cui le temperature possono arrivare fino a -30°. Altra domanda che spesso ci poniamo, nonché secondo punto di questo elenco è, ma cosa narra realmente la legenda di Babbo Natale? La maggior parte degli adulti ovviamente non si informa molto sull'argomento e si finisce per non sapere una delle leggende del folklore mondiale più rilevante. E' ispirata alla figura di San Nicola, un turco che nacque nel 208 d. C. da famiglia benestante, rimasto orfano pochi anni dopo, in seguito ad una terribile epidemia che uccise i suoi genitori. Visse buona parte della sua infanzia e gioventù in un monastero, finché a 17 anni prese i voti e diventò uno dei più giovani preti dell'epoca. Dedicò la sua vita alle persone bisognose e nutrì sempre particolare affetto per i bambini. La sua bontà lo fece infine diventare arcivescovo, ormai anziano, rifiutandosi però di
portare i classici orpelli vescovili per tutta la durata della sua vita. Portava piuttosto una lunga barba bianca e un capello di lana rosso. Da ciò, come si può intuire, la nascita di questa figura. L'immagine che noi oggi abbiamo di Babbo Natale è pressoché commerciale, nata dalle campagne pubblicitarie della seconda metà del '900 del noto marchio Coca Cola.
La terza strana curiosità è che il primo Babbo Natale della storia non vestiva di rosso, bensì di verde, così come è stato descritto da Charles Dickens nel libro "Canto di Natale". La quarta curiosità è quella che segue: sapete come si chiama Babbo Natale in America ? Santa Claus, ovviamente. Questo nome ha origine dal santo olandese Sinter Klass, ma gli immigrati giunti in America decisero di "americanizzare"il nome in Santa Claus appunto. Oggi questo termine non ha alcun collegamento con il santo olandese.
Altro aspetto curioso si collega alla celebre risata che contraddistingue la figura protagonista di questo articolo, ovvero "Oh, oh, oh!". Il fatto davvero particolare è che in Canada il codice postale usato per le letterine di Babbo Natale è  appunto "HOHOHO". Sesta importante curiosità è che la leggenda di Babbo Natale in realtà non è uguale per tutti, ma cambia per ogni paese. La parte che più differisce di più nei vari stati del globo è quella relativa alla Vigilia di Natale. 
Il punto numero 7 è che, secondo quanto riportato dalla celebre enciclopedia multimediale Wikipedia, in molti paesi nel mondo il servizio postale nazionale accetta lettere destinate a Babbo Natale. 
Una domanda che mi sono sempre posta però è: ma come si chiama la compagna\ moglie di Babbo Natale? Secondo gli americani il suo nome è Jessica Maria Klaus, donna che non solo resta al fianco del signor Natale nella vita, ma è anche sua fedele collaboratrice nella distribuzione dei regali ai più piccoli.
Quali sono i nomi delle renne di Babbo Natale? Sono nove e i suoi nomi sono Saetta, Ballerino, Schianto, Guizzo, Cometa, Cupido, Tuono, Lampo e ovviamente Rudolf. La legenda narra che sia l'ultima arrivata nel team e che si distingue da tutte le altre per un insolito naso rosso che talvolta si illumina inspiegabilmente. Sembra che più volte Babbo Natale abbia usato a suo vantaggio questa peculiarità, come una sorta di fendinebbia delle auto.
All'undicesimo punto di questo elenco di curiosità, protagoniste sono le ricchezze di San Nicola. Si dice infatti che non fosse particolarmente ricco, ma che fosse in possesso del famoso Santo Graal . Con la vendita della coppa d'oro sacra riuscì ad ottenere un'ingente somma, che distribuì in seguito come dono ai bambini delle famiglie più povere.
Siamo finalmente giunti alla dodicesima curiosità, alla fine di questo magico viaggio alla scoperta di questa strana creatura, amica dei bambini. Esistono infatti, sempre nel mondo immaginario in cui troneggia Babbo Natale, una serie di associazioni no profit di elfi che lo aiutano nella lettura di tutte le letterine che i bambini inviano al Polo Nord. Una volta finita la lettura gli elfi individuano i mittenti più poveri o provenienti da ospedali pediatrici, affinché si facciano doni speciali. 
Si conclude così questo articolo, spero che vi sia piaciuto. Non si tratta dei soliti articoli che scrivo, ho voluto in questo periodo scrivere delle letture un pò meno impegnate. Per ora vi saluto e  vi appuntamento a domani. Un abbraccio forte.


Sempre Vostra, Storyteller.

martedì 10 dicembre 2019

" RIFLESSIONI DI NATALE": IL PRIMO PENSIERO (10 dicembre 2019)



Buonasera carissimi Lettori! Oggi diamo ufficialmente inizio a questo evento a tema natalizio qui su Storyteller's Eye. Vista la natura di alcuni commenti sui social ci tengo a precisare che definisco "evento"
questo particolare periodo di pubblicazioni sul blog, da non intendere in modo letterario in quanto non avrà luogo fisico se non quello del blog. Mi dispiace di aver lasciato per sotto intesa questa libera interpretazione, ciò è dovuto al fatto che sono ormai alcuni anni che faccio "eventi" di Storyteller's Eye e non ho pensato di dare ulteriori spiegazioni. Mea culpa.
A parte questo breve excursus più che necessario, voglio anche fare luce sulla natura di questi articoli. Ogni volta ci sarà una citazione che io reputo particolarmente significativa e farò una riflessione in merito. Oggi porterò come argomento principe di questo post la semplicità. Si perchè tempo fa, nei decenni addietro soprattutto, il Natale è stato anche questo. Forse oggi non è più così in voga, con tutti quegli orpelli che seguono, soprattutto in termini economici. Il discorso può essere adeguatamente introdotto da una frase di William Shakespeare, che cita:

"Desidero una rosa a Natale non più di quanto desideri una nevicata nella nuova e fresca allegria di maggio, ogni cosa a suo tempo"

Come molte frasi può essere discussa e interpretata in tanti modi, ma dal mio punto di vista il significato più intrinseco è che ogni tanto i nostri sogni e desideri ci spingono a qualcosa di irrealizzabile, qualcosa che nella realtà non potremmo mai ottenere. Eppure se impariamo ad accontentarci di quello che la natura e la vita quotidiana ci offrono, imparando a vedere qualcosa di "normale" e semplice come speciale, allora e solo allora, saremo le persone più ricche al mondo. La magia del Natale vive in tante cose, dal mio punto di vista anche nella semplicità. Meno si pretende dalla vita, sia in termini di morali che economici, e più saremo effettivamente felici di tutto ciò che ci accade di positivo giorno dopo giorno. Questo periodo non dovrebbe esulare da questo principio. Le cose semplici hanno bisogno di essere arricchite di senso. Spero che voi tutti siate un pò più felici e sereni in questi giorni, ma soprattutto vi invito con il cuore e senza particolare pretesa, ad essere più semplici.  Con queste parole per oggi concludo, rinnovandovi l'appuntamento domani sera con il primo articolo a tema natalizio.


Sempre Vostra, Storyteller.

RIFLESSIONI DI NATALE: ESSERE GENTILI (12 dicembre 2019)

Buonasera Lettori! Questa è la seconda riflessione dell'evento di Natale, nonché terza pubblicazione uscita sul blog. La scorsa vo...